ATTI DELLE ADU^ANZE pell' I. R. ISTITITO VENETO DI SCIENZE, LETTERE ED ARTI. ;-i f ^■/ilO.A..^. ATTI DELLE ABUI^A«IZE OEI.L I. R. ISTITITO YE^ETO SCIENZE, LETTERE ED ARTI DAL K0VE3IBRE 1 852 ALL'oTTOBRt: 185,1. VEIVEZIA, PRESSO LA SEGRETERIA DELL ISTITDTO NEL PALAZZO DUCALE 1855. PREMUTA TIPOGRAFTX Dl 010. CECCHINI. -- : - — ^ ATT I' Mm mmm kwi \i istitdto ve^eto . DI SCIENZE, LETTERE ED ARTI Adunanza del giorno 28 novembre 1852. Si legge I'Atto verbale dell'antecedente adunan- za privata del giorno i ." agosto, che senza osservazlo- ne alcuna e approvato dali'Istituto e soltoscrltto dal Presidente e dal Segrefario, II M. E. e Vice-presidente prof. Poll legge una Memoria intitolata: Ossenrnzioni sulla iiuova leiise oa Jrancese inlorno alle associazioni di credito fon- diario. L'Autore intende particolarmente a dimosfrare gli oslacoli che incontrerebbe lo introdursi fra noi di quella forma di assoclazione fondiaria che fu stabilila in Francia colla legge a8 febbraio iSSa, S. tal fine — 8 ~ ' ' 2,3 e 2,4 Aprlle i853 ; 29 e 3o Maggio « 26 e 27 Giugno w 1 7 e 1 8 Luglio » _ 7 e 8 Agosto " II Segretario rende conto degli studii fatli e del- le operazioni couipiute nel corso delle passate vacanze ed invoca sopra alcuni argomeati le risoluzioni del- ristituto. II M. E. dotl. Nardo legge iin Rapporto sopra i lavori da esso fatti per ordinare la parte zoologica e mineralogica delle Raccolte naturali spettanli alPIsti- tuto, dichiara quali ancora siauo da farsi, e fa conosce- re die Tiatero ordiuamento per Tagosto i853 potra esser compiuto. Dopo alcune discussion! I'lstituto de- libera cbe sifTatlo rapporto relativaraente agli atli pre- corsi sia rassegoato all'i. r. Luogotenenza colle conve- nienti rimostranze, ritenuto pero che un simile rap- porto sia prima da richiamarsi dal S. C. Zanardini in- caricato di sistemare la parte bolanica delle Raccolte anzidette. II M. E. dott. Namias qual relatore di una spe- ciale Commissione insliluita per rispondere ad un que- sito avanzato dal Governo, e concernente il zolfato di chioina, legge un rapporto in cui espone il risultamen- to degli studii fatti dalla Commissione slessa su lale — 9 — argomento. Dopo le convenieuti osservazloni 1 Istituto approva il rapporto medesimo, e dispone die sla con vote adesivo trasmesso all'i. r. Luogolenenza. Un altro rapporto legge poscia lo slesso M. E. dolt. Namias sopra una rlcerca risguardante il pus vaccinico, per soddisfare alia quale fu isliluita un altra Commissione di cui e pure il relatore. S'iinpegna su cio una discussione in cui oltre al dott. Namias par- lano i M, E. dott. Nardo, cav. Racchetli e prof. Visia- nl, e si conviene che lo Stabilimento per la vaccina- zione, che la Commissione propone che sia eretto in Venezia, debba oltre alia citta servire eziandio alle Pro- vincie;dopo di che si approva il rapporto e si delibe- ra che sia assoggettato alia i. r. Luogolenenza. II M. E. prof. Menin, in nome di una Commis- sione di cui e relatore, legge un rapporto sopra il Pxo- gramma proposto dal cav. Mutinelli per la stampa dei documenfi storici conservati nell'Archivio dei Frari. L' Istituto conviene unanimemente nelle osservazloni e nelle conclusioni contenute in questo rapporto, e deli- bera che per adempiere I'incarico ricevuto lo si tras- nietta all'i, r. Luogolenenza. Si procede, per ultimo, a nominare, col mezzo delle schede, la Commissione segreta die esaminar de- ve la Memoria letta dal Vice-pres. prof. Poli, e quindi I'adunanza si scioglie. Tniito IV. Saif II. ADUNANZA del (ilORNO 2J) 1N0VE31BRE 1852. Si legge PAtto verbale deirantecedente adunan- za privata del glorno i agosto, che e approvato e sol- toscrilto. 11 M. E. prof. cav. Zantedeschi legge una Memo- rla: SiiUa necessitd degli studii cJdmico-meteorologico- agrarii, e della bonijlcazione delt Estuario Veneto dal Lisonzo al Po. L'Autore, svolgendo la questione dell'influenza deirattuosfera sulla vegetazlone, ha precipuamente ri- cercato qual parte abbia Tazoto dell' aria e ia quale stato, Le piante assorbono Tazolo Iraendolo dall'am- nioniaca, dall'acido azotico, che si formano in seno deiralmosfera, ed anche da quello, che in uno stato di gas si trova nella uiedesima? Colle dottrine del Ma- lagutli e coi recentissimi lavori di Barral c di Ville vfiiine egli a conchiiidere airassorbimento delle sostaa- ze azotate e tlcH'azoto stesso gazoso dell'aria. E quin- di si (oce a dire della necessita deiranalisi dell'acque piovane e precipuameiite delle temporalesche, e delle diverse quantita di sostanze azotate, delle quali la chi- mica riuvenne cariche le acque di pioggia, raccolte ia diversi liioghi e nei medesiuii nelle varie stagioni del- I'anno e nel diverso periodo del giorno e della nottej ove nolo clie la quantita di ammoniaca diminuisce nei mesi nei quali la quantita di acido azotico au- nienta ; cosi nei mesi di febbraio, marzo, aprile, giu- guo solamente la quantita di azoto alio stato di acido azotico e un po' minore della quantita di azoto alio stato di ammoniaca j e nei tempi procellosi la quanti- ta di acido azotico cresce. Scoperta rilevantissima, che comprova I'ammirabile armonia dei mezzi al fine, del- le sostanze idonee aireccitameiito e nulrizione della vita coi bisogni della medesima. L'acqua imperlanto di pioggia e in generale la riduzioue dei vapori alio stato di liquidita e il mezzo adoperato dalla nalura a sgombrare I'atmosfera dalle sostanze azotate inutili e dannose aH'animale e recarle al suolo ed introdurle nel torrente della vita vegela- bile. I-a terra e gli esseri viveali forniscono alia terra i primi dementi*, le incessanti correnti telluro-atmo- sferiche preparano rammoniaca e T acido azotico, le scariclie elettriche scintillanti il nitrato d'ammouiaca; e cpieslo in conlatto col suolu sufficientemente umido — 13 — si decorapone e trarnuta in carbonate d'ammoniaca in presenza dei carbonati di potassa, di soda, di calce, di magnesia, che per lo scambio degli acidi vengono a tramutarsi in azotati di polassa, di soda, di calce, di magnesia, d'onde ne derivano le naturali nitriere. La terra adunque colPatmosfera viene a formare un im- menso elettromotore a circuito cliiuso formato di so- lidi, liquidi e gas, del quale quello era immaginato dall' esimio Edmond Becquerel e un' ingegnosissima imitazione. E degno di tutta I'attenzione del fisico, co- me ha scopcrto il celebre Quetelet, il fenomeno del- I'accrescersi e diniinuirsi della intensita della corrente eleltrica in relazione ai bisogni della vita vegetabile. La quantita d' acqua adunque che cade sopra una data superficie nel periodo di un anno non e un semplice dalo di pura curiosita meteorologica o scien- tlfica, e un dalo importantissimo per la pratica agro- noniia 3 diviene quasi la misura delle quantita delle sostanze azotate, degl'ingrassi naturali, che Tatmosfe- ra tribiita alia terra-, rende raglone della consuetudi- ne di lasciar riposare i terrenl e della straordinaria ubertosila di quelli, che di receule f'urono ridotti. Anche lo studio delle direzioni dei venti, prose- gue I'Autore, non e argomento di pura e sterile curio- sita. Interessa altamente ligiene pubblica e I'agricol- tura. Le pioggie accompagnate dai venli del sud e del sud-ovest sono piu cariche di sostanze azotate di quel- le che sono accompagnate da vcnti settentrionali. Le — u — conlrade meridionall, nelle quali piii frequenti sono gli sbilanci procellosi della elettricila e gli uragani for- niscono senza dubbio una maggior copia d'acido azo- tico. Lo studio adunque del clima e uno studio ne- cessariamente legato all' agricoltura nazionale. E noi nuQ la toglieremo da quelPempirisino, nel quale tutto- la iu parte giace, se nui noa renderemo famigliari le analisi chlraiche e lo studio del clima. AUora potremo noi dire con fondaniento quanta materia azotata fu le- vata dai nostri terreui coH'ottenula raccoltaj quanta ne fornisce ralmosfera, quanta deve essere aggiunta dagli ingrassi artificiali per soltoporre una campagna a questa o a quella coltura. Tutto sarebbe ridotto a dati slatistici-, tutto ad uu calcolo di quantita, in ter- mine medio, ben determinata. Conchiude TAutore le sue osservazioni, manife- stando il vivo desiderio di una cattedra di chimica tecni- co-agricolij, ed anuunziando che v'lia tra noi chi pen- sa ai necessarii studii per la riduzione dell'Estuario veueto a coltura. Le nostre valli e paludi diverranno ubertose campagne •, e 1 esteso Estuario delle nostre laguue ora quasi sterile e pernicioso, verra tramuta- to iu campi fruttiferi, die faranuo ricca e salubre co- rona a questa maestosa regina dell'Adriatico. Quindi il M. E. cav. prof. Catullo legge la secon- da parte della sua Memoria : Sulla priorita delle os- sen'azioni co/isegnate nella Zoologia fossile circa il — 15 — posto occupato dalla calcarea ammonidca rossa^ e so- pra li raddnzzamenti da farsL all opera: Snlle Filliti del dott. A. Massalongo. ■ ^ ■ ■ . - . :• ; . ■ > II sjg. Massalongo, sfudiate da ultimo le flllili di Chlavon, di Lugo e di Novale nel Vicentino, riferiva il terreno cui spettano alia zona eocena, dichiarando dello stesso suo avviso il prof. Heckel e Pasini, Tal giudizio era da emettere quando nei terreni di Chia- von e Salcedo si fossero ripetute la Flora e le rocce d'un terreno eoceno modello, quale il suolo di Bolca. Al conlrario confessa I'A, non esservi alcun rapporto tra la Flora del Vicentino e la Flora effetti^amente eocena di Bolca^ e quanto alle rocce, non esislono a Chiavon ned a Salcedo 1 argllla plastica e le ligniti in- feriori, rocce caratteristiche della zona eocena, e co- piose a Bolca e in piii luoghi del Vicentino. L'A. voile mettersi in accordo con dottrine che il prof. Unger prima sostenne e poscia abbandono * percio si duole di dover dire che rnolle delle specie da esso riferite alia zona eocena sidla fede di Unger siano state dal medesimo alitor e paste adesso nella Flora miocena , non riflettendo che lUngercon cio raddrizzava quel suo errore dell' aver assegnato alle filliti di Hoering, di Radoboj, di Sotzka, ecc. la zona eocena, e si uniformava all'opinione degli aUri paleo- filologi e del Bi:ongniart particolarmeute. II terreno di Chiavon e di Salcedo conliene ben^ si filliti eocene, miste pure a pliocene \ pero le specie — IG — luiocene prevalgono in niiraero e quindi tiebbono sole esse regolare il criterio del paleonlologo in niancanza di fossili animali. Le filliti eocene non sonovi infallo quanle ne enumera il Massalongo. Si omiiielte di par- lare di quelle da lui annunziate come specie nuove, le qualij dato pure clie il siano (locche non sara dimo- strato Cnche alle descrizioni non aggiunga le figure) appunto perche nuove non valgono a deferniinare un terreno, e si porge per saggio una lisla di quelle spe- cie che dale dal Massalongo per eocene sono invece miocene. Alghe — Cystoseirites communis, linger. •>i Corallinites, Ung. Fanghi — Hylomiles umbilicatus, Ung. Graminee — Bambusium sepultum, Ung. Najadee — Zosteriles marina, Ung. Liliacee ~~ Smilacites grandifolia, Ung. >^ ; ' ?•> haslata, Brongn. Palme — Flabellaria rapifolia, Sternb. Conifere — Gallitrites Brongniarlii, Endlicher. (Spe- cie promiscua) Widdringtonites Ungeri, Endl. ■ ' Miricee — Myrica longitblia, Ung. . >, CapuUfere — Fagus atlanlica, Ung. Quercus lignitus, Ung. BetuUnee — Belula Dryadum, Brongn. Platanee — Plalanus grandifolia, Ung. — 17 — Ericacee — Vaccinium Acheronticum, Ung. Calicantee — Gelonia antholitus, Ung. Pomacee — Pyrus minor, Ung. Amigdalee — * Amigdalus pereger, Ung. Juglandee — Juglans prlstina, Ung. Leguminacee — * Cytisus oeningensis, A. Braun * n Dionysii, Ung. * Phaseolithes orbicularis, Ung. Cassia hyperborea, Ung. Rubinia Hesperidum, Ung. Acerinee — Acer campylopterix, Ung. . , NB. Le specie segnale con asterisco sono pliocene. Dopo queste letture I'lstituto si ridude in adu- nanza segreta. Si legge I'Atto verbale dell'antecedente adunan- za segreta del 2 agosto, che e approvato e sotto- scritto. Si annunziano i seguenti doni fatti all'Istitulo Hope le adunanze di agosto. J. Dairi. R. Istituto Lombardo. Giornale deWI. R. Istituto e Biblioleca Ituliana. Fa- scicoli dal XVI al XIX inclusivi, Milano 1832. 'J.. Dairi. R. Accademia di Belle Arti in Venezia. Toiiio IV. Serie II. 3 — 18 — Jiti dein. a. Jccadetnia per la dislribusione dd Prcmii, seguita I'S agosto 4852. Venezia d852. 3. Dalla Societa Medico-chirurgica di Bologna. Bulkltino delle Scienze. mediche, maggio, giugno, luglio 4852. Bologna. 4. Dall'I. R. Islituto Geologico dell'Impero. Jahrbuch der kaiserlich • konUjlichen (jeolog ischen Reichsanstalt. III. Jahrgang 1852, n." i. Janner, Fe- bruar, Marz; u.'^ 2. April, Mai, Juni. 5. Dal sig. Giovanni Codemo. Prime Icziimi praticu-teoriche di lingua tedesca, Vienna 1851. Una Scaola di Geografia elementare. Vic'enza 1852, di pag. 54 in 8.", in lingua italiana e francese. 6. Dal M, E. prof. cav. Zantedeschi. De la difference de pouvuir dispersif des deux electri- cites. (EslraUo dai Contl-resi dcU'Accad. delle Scienze di Franciaj settembre 1852). ISouvdle experience dueled ririte animate ec. Lettera del sig. Porro al sig. Babinet (id. oUobre 1852). 7. Dal sig. prof. Filippo Parlatore. — -19 — Giorvale Boianico lUiHano. Anno II, fasc. 40,11,42. Firenze 4852. 8. Dal sig. Domenico Kizzi. Pensamenti e volo per inigliorare rafjricoltura delle Prov. Fenele. Venezia 1852, di pag. 40 in 8.'^ Sulla islruziime afjraria. Yenczia 4852, di pag. 40 in 8." g. Dal sig. Placido Tardy. Jlcnne osservazioui sopra una niiova equaziove in Idrodinamica. Roma 4850, di pag. 4C in 8.^ 10. Dal Menibro onorario dell'Istituto Lombardo ten. maresc. bar. Vacani. Sloria iniUtair degV IluUaui in Ispagna. W\\auo^ 4823, 5 vol. in 4." con allante. 11. Dal cav. Giuseppe Antonelli, tipografo. Supplemento al Dizionario tecnnlorjico. Dal fascico- lo 410 al 140, con tavole. Venezia 1851-32. ^ ' i .■ . t" I 2. Dal sig. professor G. Del Chiappa di Pavia. y t Iflemorie intorno allaviin del car. Siro Borda. Vene- zia 48o'i, nn vol. in 8." — 20 — f'ita di Giovanui Rasori^ Libri sei. Milano 1838, »n vol. in 8." Delia Dollrina medico. Milano 1851, un vol. in 8." Due Lefterc apolofjetichey e due Discorsi. Milano J852, un vol. in 8." 1 3. Dal sig. cav. Vittore Trevisan. Sulla origine delle altera zioni die osservansi alia su- perjicie delle parti verdi nellc viti affclle dal bianco del grappoli, Osservazioni. Padova, ottobre d852, di pag. -IG in 8.^^ i4- Dal sig. dott. G. B. Lupieri. Osservazioni siii hoschi delta Carnia. (Estratto dal- VJlchimista Friulano) di pag, 40 in 8." i5. Dal sig. aw. Antonio Facchini di Vicenza. Delia malatiia delle nve. Venczia 1852, di pag. 20 in 8." 1 6. Dal .sig. Enrico Cornet di Vienna. Lellere al Senato Feneto di Giosafatte Barbara am- basciatore ad Usunhasan in Persia, tralte da un Godice della Biblioleca di Vienna, e annotate. Vienna i852,di pag. -128 in 8." 17. Dal M. E. prof. Bizio. OJ >. Circa al modo onde sono da vedersi i fenomeni capil- lari, in rispetto alia coslituzione dinamica dci licjuidu Nola. Venezia 1852, di pag. 8 in 8.« 1 8. Dal sig. Luigi De Cristoforis Memb. effett. del- I'lstituto Lombardo, Relazione sopra alcune macchine da liii specialmen- tc esaminate all'esposizione di Londra del i861. Milano ^852, di pag. -140 in S." 19. Dal sig. Pietro Bigaglia di Venezia. " ' Exhibition 1851. Report by the Juries on the subjects in the thirty classes into wich the exhibition was divided. London 1852, 2 grossi vol. con tavole in- serte. 20. Dal M. E. sig. Giulio Sandri. ' ■ > •'' Intorno almorbo apparso recentemente neWuva,Cen- ni. Verona 1852, di pag. 22 in 8." 21. Dal M. E. prof. cav. Zantedeschf. Giornale fisico-chimico Italiano. Puntata 4.a 1852. Siccome poi da quesfo annunzio risultava che opere di somma importanza e di considerabil valore furono donate dal sig. ten. maresc. bar. Vacani e dal sig. Pielro Bigaglia, cosi I'lstituto dispone che par(i- colari natori. colari rendimenti di grazie sieno fatti ai generosi do- ll M. E, dott. Nardo presenta la quarta ed ulti- ma serie delle sue osservazioni sopra le Giunte ai Vo- cabolarii italiani proposte dall' i. r. Istituto. II quale accogliendole dispone che sieno coraunicate alia Com- missione per la Lingua pegli usi opportuni. 11 M. E. prof. Minich qual relatore di una Com- missione speciale istituita per risolvere un quesito proposto dall'i. r. Prefettura di Finanza intorno alia misura dei liquidi nei vasi scerai, legge uu rapporto in cui sono riferiti i risultamenli degli studii fatti dal- la Commissione medesima sull'indicato argomento. Questo rapporto eccita una discussione nella quale, cltre il prof Minicli, prendono parte i M. E. Santinij Turazza e Bellavitis. Chiarito per tal modo Targomen- to, I'i. r. Istituto approva il rapporto, e ne consente la trasraissione alia sunnominata Prefettura. Si legge il decreto dell'i, r. Luogotenenza del 29 seltembre decorso n." 17298 con cui I'Inserviente provvisorio Domenico Dare e nominato Inservienle stabile dell'i. r. Islituto. II consigliere M. E. D. G. Negrelli presenta I'lsti- tuto dei tre uUinii logli della carta geogoostica del — 23 — Tirolo e Vorarlberg. L' Istituto accoglle il dono con aggradimento, e dispone che ne sia ringraziato il do- natore. Dopo di che I'adunanza si scioglie. AdUINAINZA DLL GIORNO t!) DICEMBRC l85ii. if ■{: Si legge I'Atto verbale deH'autecedeiite adunaaza privata del giorno 28 novembre, che senza osservazio- ne alcuna e approvato dall' Istituto e sottoscritto dal Presidente e dal Segretario. 11 M. E. dott. Nardo legge una sua Memoria in- titolata: Notizie suW altuale condizione delle Venete pesche, delle valll^ ecc. e ricerche siu modi piu proprj di migUorare c/ue.sto ramo d industria. Dopo un discorso preliminare dimostrante I'im- portanza dell' argoniento e la necessita d\inire anche fra noi, come si pratica in Francia colla maggior ala- crita, I'ajuto della scienza ai piu attivi sforzi dell'arte, onde rendere proficua, quanto puo esser possibile, Tin- dustria della pescagione, ora specialniente che la faci- lita e la rapidita delle comunicazioni nuova vita indus- sero nel commercio, fa conoscere il dott. Nardo es- ser diviso in tre parti il proprio lavoro ;,• la prima coa- Tomo ly. Sale II. 4 — 2() — sistere in una cuuipendiosH notizia di quanto riguaiJa Ic Venetc peschcj la seconda traltare di quanto e re- lative alle Piscine, da noi dette i'alli; la terza oflfrire un numero di quesiti sulla condizione delle une e del- !c aide in confronlo del passato, e sulla possibility di perfezionare i! loro andamento sotto ogni punto di vi- sta economico, industrialc, comraerciale ed umanitario. Di un tale lavoro fece V Autore lettura soltanto della parte prima. In questa sono indicate con bastan- te dettaglio le differenti barche peschereccie, ed il lo- ro armamento, le diverse sorta d'istrumenti ed artifi- zj di Pesca, le svariatc maniere di essa tanto in mare come in laguna a norma delle stagioni, e le sue deno- minazioni a seconda delle barche e degli arnesi ado- prati, della spezie di pesce per cui servono, o de'mo- dl e luoghi in cui specialmente si adoprano 5 parla pure del modo di assestare il pesce dopo pescato, di consegnarlo e di trasmetterlo ai luoghi destinati alia vendita, del suo valore, delle compagnie peschereccie e loro convegni , ecc. Traccia un quadro sui semplici costumi e sulla morale del pescatore, sulla sua vita laboriosa ed assai mal compensata, sugl' infortunj de- solanti a cui soggiace, e de'quali spesso rimane vitti- ma, implorando dalle filantropiche tendenze del secolo i modi piu acconci di metter argine a'tanti disastri, Indica con brevita quanto spetta alle leggi anti- cho e recenti relative ai modi e tempi di pesca, onde nou iRiocere alia propagazioue ed all' accrescimenio EPICRAFE RITMICA CRISTIANAEBRAICA SCRITTAINVN* SOLARIC* DA SINISTRA A- BESTR* CON CARAmRIARAMAICIVSATIDAOUEBREIDItCITTO SIMILI AlPALMmtNl SCOPERTAELtTTA DAL P tIAMPIETRO • SECCHI BELLA COMPAtHIA- 01 ■lltSV SVL-DAVANZALE DELIA CAnEDRAALtSSANDRINA 01 SMMCOUANOEIISTADISGEPOLOOLLLAPOSTOLO-Pi™ MANDATA DAERACLIO-IMPERATORE AtRAOO CVSTODITANELTESOflO DELL'ANTICA ■ BASILICA OVCALE OEDICATA'A'MAnCO'MtDESIMO OC&I METHOPOLITANA ■ PATRIARCALE VENEZIA -r X VERSIONI -ORECA -t-UTINA HKA9£4P»MAP(0»H AVTH-O etlOl ATOi- KANIIN ■ M0»' 6 TOYMAPKOY MOY AISinrHATA fSMHN CAIHEOMMAItltAOEU OmNA StCVlAMEA-MARCI MEII EST! INAETHERNVM-IVXTA ■ BOMAM VER3I RITMICI OTTOSILLABICI SEC0NB9 PVNrEtCIATVUA E PPONVNZIA RA9BINICA jM S ; ! i Aa ■•i.l/WBA) ' 'J ' J!. ' 2! aSilJ SECONOOPAONVNZIA-ARAMAltAECIZIANA UtOMENTATAOAlLE'MAOHI-OELLA-LtZKlNEEOAllE'tAllENZE-OEl ««:- M»lf;ff,l!ri» •(WI*RP,*! • ftV-ft'.'T','* I!' r • lei pesce, etl a quelle n'guardanti la pubbiica igiene per do clie concerne la vendita di esso iie' pubblici mercati, notandovi alquante imperfezioni causale dal non essersi posli sempre sott'occhio al legislatore tutli quegli eleinenti clie la sclenza, la buona pratica e la ragione vorrebbero piu specialmente presi di mira. Dolendosi fiualmente clie nessuno siasi ancora occu- pato dl cosi interessante argomento, esterna il desiderio che chi si trova a portata di averne esatti ragguagli e di esser sorrelto dal braccio governativo, coaipili dei ragionati annuali prospelti statistico-economici sopra ogni punto riguardante le pesche nostrali che occupano tanta parte della popolazione del Veneto Estuario , e do conformemente a formula da eseo presentate. Una tal parte del lavoro del dott. Nardo da spie- gazione di un gran niimero di vocaboli tecnici pro- prii delle Venezie, i quali possono lornire materiali per una nuova compilazione del Vocabolario del no- stro dialetto. , , .: , .,,,., j II R. P. Gio. Pietro Secchi della Compaguia di Gesu e amrnesso a leggere la interpretazione di una epigrafe die indica essere Ritmica-Cristiana-Ebrai- ca, in caralteri Aramaici usali dagli Ebrei in Egit- to, simili ai Palmireni, da lui osservata sul davanzale della Cattedra raarmorea cuslodila nel Tesoro della Basilica Patriarcale di S. Marco in Venezia j e n'espo- se la versione in coniune Ebraico, in Greco, in Latino, — 28 — e la lettnra secondo puntegglatiira e pronuncia Rab- binica, e secondo la proniinzia Aramaica Egiziana, pre- sentando 1' I. r. Istituto di un foglio col Facsimile del- r Epigrafe stessa litografato a fianco delle versioni nie- desime. II M. E. iiigegnere Casoni ricordo al chiarissimo espositore che quella epigrafe altra volla era stala in- terprelata, pero con sentenza grandemente diversa; che gli embleaii simbolici de' quattro Evangelisti, scol- piti a basso-rilievo su quella cattedra inducevano altri a dubitare se abbia dessa servito all'Evangelista s, Marco, come accennava F illustre interprete. Al che egli rispose: che tali obbiezioni per loro stesse gravi e me- ritevoli di riflesso, avrebbero prestato argomento ad una Memoria ch'egli si prefigge, qiiando che sia, di pubblicare. L'ingegnere Casoni fece inoltre osservare che le sigle di questa Epigrafe, inalgrado V epoca diversa del monumento, e la diversa sua condizlone, a lui sembra abbiano qualche rassomiglianza pella forma angolare e quadrata ad alcuna fra le sigle tracciate siilla capsula plumbea che racchiude i corpi de'Santi Fermo e Rii- stico in Verona, gia lette dall' ab. Vallarsi, che n'ebbe ampia lode dal celebre Passeri, e riprovazione da un marchese Pindemonti-, alcune fra le quali, rozzamente, ma pnre imilano lettere romane •, ed il chiarissimo P. Secchi disse tener a notizia queste indicazioni pel caso di ulteriori coiifrontj, avverlendo appunto essere Jra- — 29 ~ • maiche quelle da lui ora interpretale, e le altre invece Longobardiche Beneventane. II M. E. prof. Minicli clilese come non fosse sta- te prima rilevato il senso di questa iscrizione, e gli fu risposto esser stato causa di cio la lettura mal fatta. Dopo di che I'i. r. Istituto si riduce in adunan- za segrela. . \: .^•■.\,-.\x -L^ '•■.>-.■.. -,.-. r•^--;•iv.^' ■'•• Si legge r Alto verbale dell'antecedente adunan- za segreta del giorno 28 noverabre, ch' e approvato e sottoscritto. IlPresidenle coniunica una letlera del Segretario con cui questi dichiara clie persistendo la causa, egli deve pure persistere nella domanda nel decorso luglio presentata, di esser sollevato dalle incombenze della Segreteria, che male alia sua salute si aflanno, e quin- di insta che sia la domanda stessa richiamata dali'Ar- chivio e che sia su di essa deliberalo. '"' ^' "i i;;'"':^ ' L' Istituto, considerata la gravita della causa ad- dotta, accetta per sua parte la istanza e dispone che sia rassegnata alia i. r, Luogoteneuza colle convenienti osservazioni e proposte. .Olliiiiirl: -u:' \: .'-' ,. , '/iiii f J'^. :•:- fliSi'i -1.5 0-"i-;'U. ^y.W > .■■■•• 1 Procede quindi 1' i. r. Istituto ad eleggere i Mera- bri di quelle Commissioni che avendo compiuto il tem- po normale della loro durata deggiono essere riunova- te ; e nelle altre i nuovi Membri che devouo essere sostituiti ai defunti. ~ 30 — Siffalta operazione esegnila coi metodl prescriUi dall'art. i66 dcllo Statute interne diede i risultanien- ti die seguono: La Commissione pei Socii corrispondenti clie doveva essere rinnovata, fu composta dei Membri ef- fettivi : prof, de Visiani, prof. Bellavitis, prof Menin, CO. Gio. Cittadella, co. G. Scopoli, prof. Minich, prof Turazza, cav. prof Zantedeschi. Alia Commissione per la Biblioteca, pure da rin- novarsi, furono nominati i M. E. prof Zantedeschi, prof, de Visiani, dott. Namias, prof Menin, prof Turazza. Nella Commissione pel Gabinetto tecnologico il M. E. cav. Sanlini fu sostituito al defunto M. E. Jap- pelli 5 ed in quelia per le Raccolte Naturali lo fu il M. E. cav. Zantedeschi *, ed il M. E. prof. Maggi in quelia per la Topografia e Statistica. Alia Commissione per la Storia ed Antichita, a compiere il numero, fu destinato il M. E. e Vicesegre- tario dott. liianchetti \ ed in quelia finalmente per la lingua, il M. E. Turazza fu sostituito al defunto M. E. prof Barbieri. Eseguite queste elezioni, il Presidente ricorda alle singole Commissioni i doveri che loro incombono, e particolarmente le richiama all' osservanza delT art. 1 65 degli Statuti interni. Dope di ciie I'adunanza si scioglie. Adunanza del giop.ino L'O dickmbrk 1852.'' ' ,i: Si legge TAtlo verbale dell'antecedente adunan- za privala del gioruo ac) noveinbre, ch e approvato e sottoscritto. ! Si legge una Meraoria presentata dal M. E. con- te Scopoli : Sul rimboscamento delle Alpi Venete. In essa 1 Autore, accennata la manifestanecessita dl porre ua riparo alle acque precipitanti dai monti, il qual riparo non puo consistere die negli ostacoli opposti ad esse da piante di ogni genere e di ogni grandezza; ed accennato pure il progetto del gran niMraglione attraverso il Cismone, iinmaginato dall'in- gegn. Zilli, dichiara che in questo lavoro egli si limita ad esarainare in qual modo superar si possa la diffi- colta che presenta I'opera in apparenza colossale di rinselvare i monti, A tal fine, premesse alcune relati- ve notiziejil conte Scopoli fa conoscere che uelle Pro- vincie Venete la superficie da I'inselvare sarebbe di 1,000,000 di perliche comuni, ovvero di un milliar- do di inetri quadrali, e quindi offre il calcolo della spesa che per tale impresa sarebbe da sostenersi, le ragioni che la giustificherebbero ampiamente, e i pro- fitti che se ne ritrarrebbero. Precede quindi I'Autore a indic^are i provvediraenti che sarebbero da adotlarsi per la conservazione dei boschi di nuovo piantati, e che a suo avviso cousisterebbero nella organizzazione di una scuola a cui si formassero abili ispettori, e nel promulgare leggi acconcie ad impedire i furti del le- gname, e a prevenire i danni che operar possono cosi grirapuberi come gH animali.Il conteScopoli conchiu- de la sua Memoria col ricordare le ampie foreste di pini che sorgevano su tutte le coste deirAdriatico^ e per coufermare le osservazioni e le proposte in essa contenute, presenta un'operetta in lingua tedesca, in cui si tratta delle scuole forestali della Baviera, ed una Mappa da lui ideata imitante le bavaresi, e risguardan- te alia pianlagione da farsi sui nudi monti. ■ • - Dopo questa lettura I'lstituto si riduce in adu- nanza segreta. ! ' Si legge TAtto verbale dell'antecedente adunan- za segrela del giorno 29 novembre, su cui non e fatta alcuna osservazione, e ch'e quindi approvato e sotto- scritto. Si annunziano i seguenti doni dopo le ultime aduuanze latti all'i. r. Istituto. — 35 — I, Dal sig. G. S. F. Tatel di Ulaia. , .i! « inc/nl . t-i Komneneii mid lyonnainicn. Beilrdg<' ziir Erfor- scliung Hirer Gescliiclite in verdenschtcn und erlduterten Urliiinden des ztvolften mid drei::ehnten Ja}irhmid"rts. (Irmlotlo dal greco, dal sig. G. L. F. Tafel). Ulma 1852. Un vol. in 8.*^ a. Dal sig. Giuseppe Mauuzzi di FirenzeJ ^^ ' ''' ''"' Delle Inscrizioni di Giuseppe Manuzzi. Parle I e H. Firenze 1849, un vol. in 8." pice. ,>i:j!>^m> );■ n ,;:!■•= '■■ji::':Ui< 3, Dal sig. ab. Gaetano Regazzoni di Miiano. '.ii i,,' Suggerimenti per vivere tranqiiilli in societd. Milano 1852, di pag. 28 in 8." (2 esemplari). 4. Dal M. E. prof. Giuslo Bellavitis. ''' '■ ' ^ Sulla classificazione delle curve di terz'ordine. Mo- dena 1831, di pag. oO in 4.", con tavole. •-' ■ - -• - II M. E. prof. cav. Zanledeschi, in nome della Coramissione per la Biblioteca, presenta due rapporti^ col prirno dei quali espone quanto fu fatto per collo- care convenienternenle i libri e per assicurarne la conservazione e la custodia*, e col secondo riferisce gl'iritendimenti e i metodi coi quali la Commissione precede a ordioare la Riblioteca ed a coinpilarne gli To-Jio It. Sfri,' H. i) — 54 — Inventarii. Sopra quest! rapporti e sopra le relative proposlzioni della Commisslone refereute 1' i. r. Isti- tuto adotta ed imparte i provvedimenti invocati. I M. E. FapannI e Catullo chiedono che per af- frellare la pubblicazione dl alcune Memorie si dia mano alia sfainpa del 6." volume prima che quella del 5,° sia compita. La domanda e da alcuni altri sostenu_ ta, ma I'Istituto non Tamraette. L Istitulo quiodi precede alia noraina di un nuo- vo Amministratore in sostituzione dell'attuale sig, Ca- soni, il cui biennio e compluto. Ma risultando dalla votazione rieletto il sig. Casoni stesso, questo adduce alcune ragioni per essere sollevato dal carico imposto- gli. Le quali nou sono ammesse dall'Istituto, onde il sig. Casoni resta confermato Amministratore per un altro biennio. Si legge il Dispaccio i5 corrente n,'^ 6477, con cui il Presidio dell'i. r. Luogotenenza riscontra il Rap- porto fattogli intorno al Programnia per la pubblica- zione dei document! storici conservali nell'Archiviu dei Frari, ed imparte alcune nuove disposizloni sullo stesso argomento. L'Istitufo dispone che il Dispaccio sia trasmesso alia Commissione all uopo destinata, per I'effetto corrispondente. Si legge parimenti il Dispaccio 8 corrente, n.'' ^57 78 con cui la i. r. Luogotenenza comunica un progetto per riscaldare le stanze del Palazzo Ducale, e chiede che sia nomlnata una Commissione per esa- — 35 — minarlo. SoDo quindi eletti Couiraissarii per tale og- gelto i M. E. Casoni, Zantedeschi e Minich. II M. E. Casoni, in nome di una Commisslone di cni e relalore, presenla il Rapporto che conliene la soluzione del quesito proposlo dalla i. r. Prefeltura di Finanza colla Nota l\ sett.decorso n." 1 643 1-2 i 5 2. Dopo i convenienti esami e le opportune discussioni, il Rapporto e approvato, e Ti. r. Istituto dispone che sia con voto adesivo comunicato alia inentovata i. r- Prefettura. Dopo di che I'adunanza si scioglie. • ..* .u. -l Advna>;za dfl oiorino 25 of.nkaio ISMo. ' '' •*'''"' -ifrn-: ::; '^ ii'rtivi'': ':■ q •; ',,5 ;._.;. i, : ,f;,i ,; ,,.(. • '- -J ,■<<■'.) -cjjoi .:i.T ^M,,- Im!.- . '?! i';-',w- '■'. ; -I ■■; :::l; > 'O: ! i'^iit : i^i'' 'it.*; .O^U..;: •iU(j.i;^i'> III '^ii-.. 'Vi-.o: •i!i':i! ::\:''\!i ;;! ■;■)(!■ /.n '::t:i?K'...' f' ^^;u ••' .'ff:f"'i ,']■>''!) :,...■; ; >;,(••:!■• -.M rf Si legge I'Atto verbale deirantecedente adunan- za privata del giorno 19 dlcetubre, che, dopo una ret- tificazione desiderata dal M. E. prof. Minich e sul mo- raento eseguila, e approvato e soltoscritto. II Presidente annunzia la inancanza a'vivi del M, E. Fusinieri avvenuta in Vicenza la mattiua del i/\ corrente. II M. E. prof. CatuUo continua ad esporre le sue osservazioni dirette a dimostrare lo sviluppo piu o me- no esteso di ciascuna delle zone del terreno terziario adagiato a pie delle Alpi Venete, ed indica ad un tem- po i iuoghi ne' quali codeste zone, ora sole, ora insie- me congiunte, si mostrano all'occhio dell' osservatore. Discorre innanzi tutto della piu antica chiamata eocena, die e assai volte piu estesa e piu complessa delle altre — 58 — due zone che gli succedono, cioe della miocena o me- dia, e della pliocena o superiore, imperocche, meno pochi tratti di suolo, costituisce una cinta contioua, che dall'alto del Friuli e della Provincia Bellunese, si distende nel Feltrino, nelFagro di Vicenza, e nelle al- tre regioni del Regno Veneto, nou eccettuati i Monti Euganei. Con le stesse nornie adoltate per divisare la zona eocena^ imprende il Catullo a descrivere la zona me- dia-, indi raccogliendo le sparse fila del suo ragiona- mento conclude che la zona eocena per la sua estensio- ne, per la natura delle roccie che la compongono, per la cospicua grossezza de'suoi banchi, e per la grande elevazione cui puo attingere sopra il livello del mare, differisce sostanzialraente dalla zona miocena, alia qua- le spetta il collicello isolate di Salcedo, non che il suo- lo marnese di Chiavon, enlro cui non si sono mai tro- vate nummuliti, ne allre specie marine, le quali abbia- no un significato piu espressivo delle filliti, e degli avanzi de'pesci che sono le reliquie finora trovate nel- le predette localita. : .'m u. Per tulle le qualiconsiderazionil'Aulore crede di poter ragionevolmenle dedurre, che se mal fondato e stato il giudizio del prof. Massalougo nell'attribiiire al periodo eoceno le filUti che il Brongniart assegnava alia zona miocena, meno ancora si affa coU'assunlo suo la condizione geognostica del terreno dal quale dichia- ra di averle distaccale. — 59 — Alia Memoria lelta nella tornata di Novembre i85i il M, E. prof. Mlnich fa succedere una seconda Memoria contenente VEstensione del metododi Gauss al calcolo dea;U integrali deflniti d'un ordine comiui- que elevato. Egli si propone di calcolare collo stesso metodo iin integrale definito nioltipllce dell' ordine m, rae- diaute una funzione lineare d'un dato numero n di valori della funzione posta sotto il segno d' integra- zione, ottenendo in quesla guisa il maggior grado possibile di approssimazione. Ma poiche Testensione del metodo di' Gauss ad un integrale nioltiplice ri- chiede die I'origine d' ogni integrazione rimanga im- niutata, 1' Aulore premette 1' esposizione di alcune formula onde ridurre ogni integrale moltiplice ad in- tegrali dello stesso ordine che hanno un'origine per- manente. Poscia denotando con a I'origine pernianen- te dell'integrale moltiplice da calcolarsi. e con a-\-Ji il suo liniite superiore, di piu rappresenlando con a-\-rJi , a-\-rJi a-\-rJi i valori della variabile in- dipendente, a cui corrispondono i valori richiesti della funzione sottoposla al segno di ripeluta inte- grazione, TAutore trova che per conseguire la mag- giore approssimazione i numeri r^ , r^ r„ debbono essere le radici tutte reali diseguali fra loro, e com- prese fra lo zero e Tunita dell'equazione algebrica di grado 71 -f — 40 — lin-j-w— 1 ■i{-2n-\-m — i) (2n-\-m — 2) { n{!i—i][n—2)Y i.'i{'j. n-\-m — 1) (2 n-|-?77 — 2) {'i n-\-m — 3) ■^ n {n — 1) ... 3.2.1 J r"-'-f- )=ro, + (->) 2.3 ... n (2 K-J-/H — 1) (2«-(-/« — 2j («-[-/«) Infine egli considera il caso in cui si adoprino alcuni valori di detta funzione gia noti o facili a cal- colarsi, e dopo di aver trattato questo caso speciale, coinpie la sua Memoria coll' esibire il mezzo di cal- colare ogni integrale definito moltiplice, inediante una funzione lineare di valori della derivala di queila stessa formula su cui cade la replicata integrazione. Conipiuta questa lettura, il M. E. prof Bellavitis soggiunge che avendogli il prof Minich falto I'onore di partecipargli fargomento della Memoria di cui egli stava occupandosi, egli pure raccolse alcune formule die gli sembravano le piu comode pel calcolo appros- siniato degl'integrali d'ordine superiore, e ne formo Toggetto della Nota che ora presenfa all'Istituto j egli per altro osserva che il problema da lui trattato pre- sentava molto minori difficolta di quello risolulo dal Minich ; polche invece di estendere il metodo del Gauss, egli si e rislretto ad adoperare i valori della fun- zione da inlegrarsi corrispondenti ad intervalli eguali. PiuUosto che moltiplicare questi valori per appositi coefficienti, egli preferisce di calcolare tutte le serie delle difTercnze, poscia moltiplicare per numeri costan- — 41 — ti i due termiui esti-emi di ciascuu ordine di differen- ze, il die da la nota serie esprimenfe 1' iategrale pri- mo. Pel calcolo degl'integrali d'ordine superiore egli aggiunge alle serie di differenze altre serie di soQima- torie, per le quali ciascun primo termine e calcolalo iiiediante apposita serie. Dopo di che gl'integrali di ogni ordine souo dati da serie analoghe a quelle che da I'integrale primo; ed anclie esse presentauo la sin- golarifa che col mezzo di (« -f- i) valori della funzio- ne, I'approssimazione si spinge alia diffbreuza d'ordi- ne /z^^'^^o od (71 -f- t)esi- secondo che h pari o dispa- ri la difTerenza tra 7i e Fordine delFintegrale. 1 coeffi- cienti di tutte le serie dipendono da alcuni numeri frequentemente usitati, del qnali I'Autore riproducc una tavola gia da lui altra volta pubblicata. Egli appli- ca le date formule agl'integrali r." a." 3." 4.0 5 o^ go delle funzioni ^., e-, e trova valori tanto piu approssi- niati quanto pid elevato e I'ordine dell'integrale. Per ultimo il M. E. cav. Santini comunica li se- gu-enti : Cennl istorlcl inforno ai pianeti^ ed alle Comete sco- perle nelt anno iSSa. (Continuazione alia comu- ;, nicazione fatta nella seduta i. agosfo iSSa.) 1; lo tcrrainava quella breve notizfa istorica, di ciii que- sla forma la continuazione, col riferire la scoperta di una piccolissima Comela fatta in Marsiglia da! sig. Chacornac 7omn IV. Serie H. (; — 42 — ai dS-i6 di maggio, e vedula quasi contemporaneamenle in America agli Stali Uniti ai 18 dello stesso mese. Qui noil ha termine la storia delle Comete relative a questo stesso anno, cosi fecondo in scoperte aslronomiche. I, 11 sig. >yeslphal, astronomo osservalore nella cele- bre specola di Gollinga scuopri nella sera 24 luglio una Gometa presso la stella /'dci pesci, la quale presentavasi solto I'aspelto di una pallida e larga nebulosa. Fu gene- ralmente osservata in tutti gli osservatorii, e ne venne cal- colata I'orbila con ogni diligenza dal sig. Marlh addelto all'osservalorio di Konigsberg. Noi qui riferiamo le nostrc osservazioni falte in Pa- dova da me e dal sig. TreltenerOj e I'orbila elliltica del sig. Marth, giusla la quale essa avrebbc un periodo di an- ni 58 '/, , e per conseguenza appartencndo a comete di un breve periodo diviene sommamente interessante per la storia deirAslronomia. Osservazioni della Comcta di /reslplial, II del 1852. fa lie neW I. R. Osservalorio di Padova. 1 85 T. Medio in I'ailova A. R. tlella Coineta Decllnazione Num. del confr. I Ossorvatori i2h.„ I!*' '.I 12. 2 :^.) I t.22 I'O, i3.H(i 5'l, 4 I I. -28 V\ II. 3l. 5o, 2 12.25. 5t, 2 11 4f). 28, I ,1. 4 ^7, ih.3i" 25 ,83 I. 32 32, 38 .. 34. 452 T. Rl. Berlino. L = 88°. 3u'. 58", 8 M = Gi°. 29'. 33", 3 TT =r 3o9 . 53 . 19 , 4 u =: 78 . 38. 48 , 4 / = 3 . 1 9 . 49 1 7 5> =: 19 . 5i . 55 , 2 log." = '-,,4157699 log. /A =: 2,9263517 M = 325 . 45 . 0,9 :r = 122 . 45. 57 , 9 w :=: 67 . 46. 59 , / r^ 10 . 21 . 33 , y = 14 . 53. 43 , 3 log. a := (I, '(3255'i log. ,a rr: 2,901 182 calcolali da Giorgio Riimker dalle osservazioni i5, 22, 29, sulle osservazioni 18. 28. nov. e 3 dicembre. dicerabre. Terminero questa breve relazione dei pianeti sco- perti nel 1852 col coinunicarvi la continuazioue delle os- servazioni del pianeta Melpomene (I8),fatte dal sig. Tret- lenero nell'I. R. Osservatorio di Padova al circolo meri- diano, ed in line alia niacchina equatoriale. T. 8h M. in Pad 3Va A. R appar. Dec lin. app. Agosto 7 • 34' 3 b" , I i7h 4o' . 3u", 76 — 12° . If/ . 5b" , 5 INI 14 8 . G 52 1 7 '7 '|0 . 18 . 82 — 13 . 1 1 . 21 ,4 M 16 7 • ^9 16 1 17 40 . 33 , 88 — 13 • 26 • 24 , 3 17 7 . 55 . 3 1 ' 7 •7 40 . 44 ' ^" — 13 ■ 33 .54 , I 18 7 . 5i ''17 ' 7 17 4^ . 57 , 54 — 13 • 4r .24 ' n 23 8 . 3o '|2 1 1 17 4^ . 23 , 70 -.4 . 33 •48 ■, 6 26 8 • 24 48 > 6 17 43 . 52 , 34 — m . 41 . 12 3 5 2n 8 5H , 6 '7 44 • 23 , o5 -•4 • 48 . 28 , f, 28 8 . i5 24 '4 '7 • 4', . 55 , 36 -14 . 55 •15 , 8 29 8 . 16 49 > ri 17 • 45 . 29 , 88 ID 2 . 56 % 3 Seltem. 5 7 • ^9 26 19 17 5o . 21 , 48 -.5 D2 • 27 IJL aiNi. — 49 — Dopo cio I'Istituto si riduce in adunanza segrela. Si legge FAUo verbale deirantecedente adunan- za segreta del glorno ig dicembre^ che senza osserva- zioue di sorte alcuua e approvato e soltoscritto. II M. E, Sandrl legge un rapporto in norae del- la Comniissionc speclale islitulta per rispondere al queslto proposto dalPi.r. Luogotenenza intorno all'in- nesto della Polmonea negli animali bovini. Insorge su tale argonienlo una discussione, in cui ollre ai IVIerabrI della prcfala Comniisslone preudono parte il Presi- dente cav. Racchelti ed i M. E. Bellavitis e Santini, raa Tora tarda e il bisogno di nlterlorl ricerche inda- cono I'Istituto a differire la relative deliberazione al- Fadunanza del giorno segnente. L' adunanza (jiiindi si scioglie. Tiiino If. Stiie H AniliNAIVZA DEL GIORNO 2i gewna.to 1855. Si legge I'Atto verbale dell'antececlente adunan- za prlvata del giorno 20 dicembre, ch'e approvalo dairislltuto e sottoscritto dal Presideate e dal Segre- tarlo. II M. E. ingegn, CasonI comunica le Vlteriori osseivazioni da lid praticate per le viti colpite dalla malattia cJie impen'erso nel decorso anno. Con quesla Menioiia il M. E, Casoni inlende di aggiungere altre osservazioni ed altre riflessioui a quel- le gia da lui comunicate nelle adiinanze dell'agosto de- corso. Da alcuni fenomeni da lui notati e da alcuni rela- tivl ragionamenti egli e indotto a pensare che la raalat-* tia delle viti tragga origine dalle gia conosciule male iufluenze atmosferiche ; ma ritiene che tali influenze non produrrebbero i sinistri loi'o efTetti se noa tro- vassero una corrispondente predisposizione nella piau- ta •, la quale predisposizione morbosa costituisce I'as- sunlo die prese a dimostrare colla Memoria lelta in — b'2 — agosto. Quindi I'Autore soggiunge altri argomenii che servono ad avvalorare I'assunto medesimo, e ne de- dace che i rimedii, piu die al fruUo, debbano applicar- si alia pianla ed al terreno io cui e radlcata. E dopo aver indicato questi rimedii, egli precede a parlare del vino spremuto dalle uve infettCj dimostra i danni che possono derivare alia salute dal fame uso iimno- deratamente e seuza le convenienti caulele, e quelli che provengono dall'ingordigia e dalle frodi degli spe- culatorij e conchiude coll'invocare sa tale precipuo argomento la vigilanza e i provvedimenti delle pub- bliche Autorita. Intesa questa comunicazione, I'lstituto delibera che la Memoria sia trasmessa alia Commissione che fu islitnita per I'oggetto a cui la Memoria stessa si rife- risce. 11 M. E. dott. Nardo presenta Alciine annotazio- JiiJllologicJie comparate al dialetlo i^'eneto^Jatte sopra un antico teslo toscano^ pubblicato dal sig, ab. L. Raz- zoHni. Reggio i852. In questa Memoria il dott, Nardo dopo aver ri- ferito alcune notizie relative al testo indicato, espone 2,2, osservazioni sulle voci che si dicono contenute nel testo medesimo, e non registrate nella 4-*'^ impressio- ne del Vocabolario della Crusca, e sopra alcune voci che nel Vocabolario stesso o non sono bene dichiara- te, o luancano di migliori esempi j le quali osserva- zioni, a suo avviso, giovano ad illuslrare il dialetio del" le nostre Provincie, e la storia del nostro idioma. Da esse quindi I'Autore tragge le consegaenze che seguo- no, colle quali la Memoria si conchiude. I. Che molte delle vocij modi di dire, e nio- dlficazloni di vocabolo per scambio di consonante af- fine tuttora in uso fra il volgo ToscanOj conservansi anche fra di noi. 2.*^ Che pure conservansi fra noi molle voci an- tiquate, che in Toscana andarono in disuso. 3.^ Che tali voci rimasero fra 1' infimo volgo, o presso popolazioni men corrotte, come sono quelle del conlado, essendoche presso di essi meglio si conser- vano intatti i modi di dire da' padri loro trasmessi. 4.*^ Che a torto si considerano come idiotismi e corruzioni di dialetto molte voci che sono invece pri- mitive e piii nalurali derivazioni di antica radice. 5.^ Che I'unico modo di bene informarsi e con vero profitto alio studio della genesi e successivo svi- luppo di una lingua, consisterebbe nel rinvaagare nei singoli suoi dialetti volgari, rilevare il come e il quan- do nacquero in essa mutamenti speciali, e riconoscere comparativamente in che differisca o s'accordi ciascun dialetto volgare, con quelio adottato in letteralura. 6." Che un dizionario filologlco universale della lingua Italiana, ove ad ogni voce fossero fatte cono- scere le varianti proprie de'suoi varii dialetti, sarebbe opera di somma importanza e desiderabilissima, sen- za la quale non fia mai sperabile pienamente raggiun- — 54 — gere quella meta letteraria a cui deve agognare ogiii incivilita nazione. Compiula questa leltura il M. E. prof. Turazza fa osservare che gli antichi manoscritli e le antiche stampe diuiostrano chiaramente quanto fossero incerti i contemporanei intorno al mbdo di scrivere le pa- role, e quanto in conseguenza sia il pericolo d'incorre- re in errore traendo da queste vecchie scritture il cri* terio della pronuncia delle parole medesimej uel che il dott. Nardo pienamente si accorda. Dopo di cbe I'l. r. Istituto si riduce in adunan- za segreta. Si legge I'Alto verbale deirantecedeute adunan- za segrela del giorno 2,0 dicembre, ch'e approvato e soltoscritto. Si annunziano i seguenti doni dopo 1' ultima adunanza ricevufi dall'i. r. Istituto. 1. Dal sig. prof. Giovanni Zuliani di Brescia. JlcAinc modificazloni nerjli Elementi di Jhjebra Brescia 1852, di pag. 44, in 8." 2. Dal M. E. prof. Bartolommeo Bizio. II I. H, Parle 4.a e S,a della Diuamica Chiinka^ Ve- nczia 1852, -- 55 — 3. Dal sig. Francesco Palermo, a noma di S, A. I. R. il Granduca di Toscana. Notizie sulla sloria delle Scienze fisichc dl Toscana, cavate da nn manoscritto incdlto di Giovanni Targlmi Tozzelti. Firenze 1852, un vol. in 4.*^ 4. Dal sig. D. Luigi Spengler. " Brnnnendrzlichc Milthdluncjen iiher die Tliennen zu Ems. Bad-Ems d85o, di pag. 42 in 8.*^ 5. Dalla I. R. Luogotenenza. Ulstitntore scolastico, Giornale. IV Trinieslre, cioe oltobre, novembre, dicembre 1852. Siccome poi tra i libri donali havvi im'opera po- st uaia del celebre Targioni-Tozzetti, della quale S. A. 1. R. ii Granduca di Toscana voile che fosse presen- tato I'Istituto, cosi qucsto dispone che se ne faccia speciale ringraziamenlo, e prega il M. E. cav. Zante- deschi a renderne un qualche conto in una delle pros- siiue adunanze, ed il prof. Zantedeschi acconseute. Ripresa quindi la discussione il giorno innanzi sospesa, e relativa alia questione sull'innesfo della Pol- monea, I'i. r. Istituto conchiude die sia da tentarsi lo sperimento, cui si riferisce il quesito proposto dal- la i. r. Luogotenenza, salva pero I'osservanza delle caulele suggerite dal Veleriuario goverualivo, e deli- ' — 5G ~ bera che tal voto sia dalla Presidenza fatto conoscere alJa prefala Superiore Autorila. II M. E. Casoni, in uome di una Comraissione dl cul e relatore, legge un Rapporto sul progetto co- municato dalla i. r. Luogolenenza pel riscaldamento d'una parte del Palazzo Ducale. Dopo lunghe dlscus- sioni, nelle quali speciali considerazioni sono esposte dal M. E, prof. Bellavitis, e dopo alcuni schiariuienti chiesti alia Comraissione, e da questa sul momcnto forniti, I'lslituto ammelte le osservazioni e le propo- sle della Connnissione, e dispone che sia con voto adesivo assoggeltato all'i. r. Luogolenenza. E pure approvalo ua Rapporto preliminare clie legge il M. E. dolt. Namias in nome della Commissio- ne incaricata di Tare gli sludii opporluni per la ere- zione in Venezia di uno slabilimento centiale di vac- cinazione. II M. E. CO. Scopoli prescnla il Rapporto della Comraissione islituita per risolvere i quesiti avanzati dalla i. r, Luogolenenza sul Giornale compilalo dal Socio corrispondente doll. Gera. L'Islilulo approva le soluzioni dale dalla Commissione, avverlendo sol- tanto die fra il Collellore dell'Adige, ed il Giornale del Gera liavvi una essenziale diflerenza di carattere e di scopoj e dispone che di siffalta avverlenza si fac- cia menzione nel rapporto da rassegnarsi alia i. r. Luo- golenenza. II M. E, prof. Zanledeschi, in nome della Com- __ 57 — l^ inissione per la Biblloteca, legge un Rappoito coo cui espone qiianto fa operate e per rordinamenlo del- I'Amniinislrazione e per la cornpilazione degl Inveii- tarii e per la ricerca degll oggetti mancanti. Ritenuto I'esposto per notizia, ristllulo dispone clie si rispon- da alia Commissione con signiGcazioni di approvazio- ue e di aggradimenlo. li Presldente rappresenla all'Istituto clie, a senso dclle risoluzioni prese nciradiinanza del giorno i ."^ agosto decorsOj devesi procedere alia cornpilazione del Programma concernente 11 Premio fondato da monsign. G. B, Canova vescovo di Mindo, M. onora- rio di questo Istituto, e propone clie sia all'uopo no- minata un'apposita Commissione. L'Isfituto per tale argomenlo dispone clie si affidialla Presidenza I'inca- rico di nominare la Commissione, e d'impartire ogni altra disposlzione alfindicato oggetto concernente. 11 Segretario comunica un'Istanza con cui il sig. Carlo Ponzio presenta un suo raanoscrilto, affincho sia esaminato e giudicalo dairistilulo. Questo da parecchi motivi e indotlo a non ac- consenlire alia istanza medesima. Dope di cio e dopo aversi trattato di alcuui al- tri afTari interni, Taduiianza si scioglie. T'ino IF. Scru: II. S Adunaivzv del gior^'o 20 FEiinnAJo ^853. Si legge r Atlo verbale deir antecedente adu- nanza privata del giorno 2 3 gennaio decorso cLe e approvato. Si legge una Memoria del M. E. G. Sandri in- titolata : Esame di alcune opinioni relative alle rnu' lattie popolari. In essa accennato avervi delle comuni credenze iutrodotte come che sia, le quali ove poi si pongano a convenevole esame si trovan false, I'Autore si fa a ve- dere se cio pur avvenga di alcune concernenti ai morbi popolari, dividendo il suo lavoro in due parlij la prima delle quali contiene cose risguardanti questi mali e I'aria in relazione con essi, per ben disporre alia seconda, in cui propriamente svolgesi la quistione. I niorbi popolari qui prendonsi nella piu ampia significazione, iuteudendosi quelli che assalgono moiti individui ad un tempo nel luogo stesso, contagiosi o — GO — pur no, deiruomo, degli animali e delle pianfe. E si viene mostrando come ogni specie di viventi abbia i suoi, ed anche parecclii, ond'essi tornano pressoche innumerevoli \ come i pid sieno si particolari alle sin- gole specie da non passar alle altre, come non colga- no tutti gl'individui della specie di ciii sono proprii, benche esposti alle medesiuie circostanze atmosteri- che; come non colgano a! tempo stesso quelii che pur colgonoj come possan durare in un luogo le intere stagioni, e gli anni resistendo a tutti gli atmosferici cambiamentij come varii si veggano cominciare di botto in un sito aU'eatrarvi di una persona, d'una be- stia o di allra cosa infelta ; come I'uomo possa cessarsi da cjuesti col troncare le comimicaziooi-, com'essi non prendano sempre tutti gli angoli di un paese, ne sem- pre i siti ad esso vicini, ma vadano spesso anche a salti^ come possano abbattersi in particolari fenomeni di tremuoti, vulcani, comete ec, con cui pero nulla ban che fare; come possano gli uni regnare indipen- dentemenle dagli altri ; e come possan anche trovarsi parecchi insieme ad un tempo e nelle varie specie e nella medesima. Delfaria toccasi e il movimento continuo per Je sue correnti coslanti e variabili, ond'ella sempre si irasporfa e frammischia neH'atmosferico vortice* e la proprieta di tutto purificare cio che le si espone an- che negli andazzi del maggiore infettamento- e la sua composizione trovata sempre e da per tutto identica, — 61 — cioe degli stessi element! e in quella medesima pro- porzione die alia vita e salute d'ogni vivente con- viensi. Per lo scopo suo I'Autore poi rammenta la divi- sione delle malattie popolari in quelle di stagione od almosferiche, in aliuientari, ed in propriamente spe- cijlche^ le quali ne a vicissitudini d'aria, ne a cibo o bevanda stanno legate, dichiarando cli'egli intende parlar solamente delle ultime, ed avvertendo come tal distinzione troppo non si facesse dagli antichi, i quali tutli i morbl popolari d'uomini, d'animali e di piante soleano piuttosto afl'astellar in un solo altribui- to a guasto o vizialura delFaiia. Venendo alia seconda parte, le opinioni che vi si esarainano sono : i.'' se esistano le cosi dette aeree costituzioni morbifere, il cosi detio quid divinunv, 2.*^ se regnando una malaltia popolare taccian le altre j 3.'^ se le altre ne vestano la natura o sia il caraltere j 4-*^ se ne provino qualche indizio anche i sani ; 5." se la causa di tali malattie non debba essere unica, ma si bene un complesso di moite j 6." se, perche regnino queste malattie, faccia d'uopo clie prima vi si dispon- gano gradatamente i corpi dairatrnosfera. Le quali opi- nioni vengon anche nell'un mode o nell'altro ezian- dio posle in carapo ne! fascicfjio di novembre e di- cembre i85i del Giornale Veiieto di Scienze medi- che (da pag. 744 ^ P^S- 7^5)- E dopo minuto esame fondato specialmente su — 62 — c'lo die vennesi climostrando nella prima parte, si con- chiude : non esistere le occuUe special! costituzioni morbifere danti i mali speciOci, come il vaiuolo, il morbillo, i] colera asiatlco, la migliare ec. ; ma esister solamente le note ed ordinarie che danno i soliti mali di stagione, come i reumi, le tossi comimi, le polmo- nili ec. : Non esser vero che dominando una malattia epidemica lacciano le altre, ma tal fiata anzl aumen- tansi; e I'aumentarsi o lo scemare di esse, o il non soflrir mutazione, essere purissimo caso. Una malattia di tal fatta in uomini od animali o piaiite, non aver a far nulla colle altre; poter di sua natura dominar se- paralamente ed insieme, senza escluderle ne chia- marle : Non esser vero ne meno die in generale, domi- nando una malattia specifica, le altre in corso parte- cipino alia natura di essa j ma potervi partecipare sol- lanto quando per caso il principio suo vi si unisca a rendernele complicate. Poter le altre partecipar in generale di una dominante sol quando ella sia delle genericlie, cioe delle solite di stagionc: L'indizio die alcun sano crede sentirne, domi- nando una malattia popolare specifica, polersi altri- buire ad altre cause •, e a lei solamente allorclie il suo principio specifico gl'incolga in si piccola dose, o vi trovi tali ostacoli, da non poter prender il suo pieuo sviluppo ; — Go — La causa efficienle delle malattie popolari speci- ficlie nou esser composla •, ma sempre unica e sola: Perclie regaino le malattie popolari specifiche, non v' esser bisogno di verun'aerea generale prepara- zione de'corpi ad essej ma bastare che i corpi sieno colli dalla rispettiva causa specifica; Esser omai tempo che per ronor della scieoza, e piu ancora pel bene dell' umanlta, si abbandonlno affallo queste credenze si mal fondate, che mante- nendo la division dci pareri in cosa di si grave mo- meuto, quale si e la natura de'morbi pid perniciosi, tornano di sommissimo danno quanto alia pratlca. Quindi il prof. R. Molin, a termini dell'art. 8 del Kegolamento organico, fu ammesso a leggere una sua Nota : Suirorgano della respirazione del Muggine^ nella quale descrisse la cavita della bocca dei Muggi- ui, e dimostro come la meta posteriore, mediante gli ossi faringei superior!, e due laminette ossee che vi sono altaccate, e due guancialelti adiposi venga sud- divisa in due canali laterali, i quali servono al pas- saggio deH'acqua che deve umettare le branchie ed uu semicanale centrale, che serve al passaggio del cibo. Descrisse quindi la struttura morfologica delle papille che rivestono le due laminette ossee, e dimo- stro che quelle papille di sostanza cornea non cresco- no sopra eminenze della congiunliva sottoposta che — 64 — livesle la faccia convessa delle laminette, ma che nella cougiuntiva si Irovano altreltanli tubi perpendicolari alle laminelle ossee, qnante souo le papllle; die que- st! tubi sono cavi, e nel loro interno viea secreta la soslanza cornea, da cui si formano le dette papille. I tubi soinigliano a coni colla base rivolta verso la pa- pilla, e la loro punfa si divide in molti I'amoscelli, i quali, siniili a radici serpeggianti, s'intrecciano e ana- stomizzano fra loro. II sig. professore accenno finalmente di aver tro- vato la vescica nataloria del Polypterus Bichii- rive- slita di un doppio strato di fibre muscolari obblique die s'incrociano, cd aggiunse che quesle fibre musco- lari sono muscoli a spira. Per queste letture 1' ora essendosi falta tarda, ristituto delerniina di differire al giorno seguente la trattazione de'suoi affari interni, e quindi I'adunanza si scioglie. ADUNANZA del GIORNO 21 PEBBRAJO 1853. Si legge I'Atto verbale dell'antecedente adunan- za privata del giorno 24 gennaio, ch'e approvato e sotloscritto. Si annunzia che i M. E. Bizio, Sandri, Turazza e Venanzio non poterono per le loro indisposizioni intervenire alle presenti adunanze. L'Istltulo si riduce quindi immediatamento in adunanza segreta. Si leggono gli Atti verbali delle antecedenti adu- nanze segrete dei giorni aS e 2,4 gennaio, che senza eccezione alcuna sono approvati e sottoscritti. Si annunziano i seguenti doni fatti all'Istituto dopo le ultime adunanze. Tomo ly. Serie II. • 9 ^ GG ^ r. Dall'I. R. Islllulo Lombardo. Giortiale dclVI. R. Istitiito Lombardo, e Biblioleca Italiana. Fascicolo XXI, Milano 4855. 2. Dal sig. Alessaudro Andreis. Cenni sulla Polmonea hooina. V'laccnza 185l,di pag, oO in 8.° 3. Dalla Societa Mcdico-chirurgica di Bologna. BalkUino delle Scienze mediclie. Ottobre, novembre, dicembre 1832. 4- Dal sig. Antonio e Domenico Barbieri di Bassano. ■ " Orazione del prof. ah. Lodovico Iflenin lelfa net so- lenne osseqaio reso dalV L R. Universita di Padooa al prof. (lb. Giuseppe Barbieri. Padova 4835, di pag. 40 in S.vo 5. Dal sig. prof. Vincenzo Gallo. , Guida dei Naviganti a lunrjo corso, Trieste -1855, un vol. in 8." con tavole. . . 6. Dal sig. prof. A. Massalongo. Synopsis palmarum fossilitim. Verona 4852, di pag, 28 in 8.°, con lavole. — 67 — Sapindaceamm fossiUuni , Monographia . Verona 4852, di pag. 28 io 8.'^, con tavole. ■ •>.; ,., r/^ 7. Dal sig. Edoardo de-Betta, Membro della Societa Zoolosrico-Bolanica di Vienna, . . Malacolofjia terreslre e fuviatile della Falle di Nou. Parle d.a, Molluschi lerrestrh Verona 1852, un vol. in 8.'J di pag. 1'44, con lavole. Catalogo del Rcttili della Falle di JSun, nel Tirolo italiano. Verona 4852, in 8.** di pag. 42. Descrizione di due miove Conchiglic terrestri del Fenelo. Verona d852, di pag. 8 in 8.", con lavole. Sulla Helix Pollinii da Gampo. Osservazioni. Veiona d852, di pag. -IG in 8.*^ 8. Dalla Societa Zoologico-Bolanica di Vienna, Index Lichenum ordinaius secundum Friesii Sum- mam vegetabilium Scandinaviae. Species, quamm numcri HnecAa suhducla noiantur, partem faciunt Lichemtphi- lacii Ileufleriani. Vienna, di pag. 4 in A^ (due esemplari). Si legge una leltera colla quale il sig. E. de Bel- la, oltre ad alciine sue operette, offre all'Istituto una collezione delle Couchiglie della Valle di Nou nel Ti- rolo italiano, e promette il doao di ultri oggetti alia Storia uaturale pertinenti. L'i. r. Istituto dispone die la collezione donala sia consegnata alia Comniissione per le BaccoUe naturali, e che sieno reudule lo debi- te grazie al Naturalista Ycionesc. — C8 — Si tralla di altri affari interni e quindi Tadunan- za si scioglie, dovendo V Istituto recarsi ad assistere al Te Deum clie si canta nella Basilica di s, Marco a solenne rendimento di grazie per la salvatrice prole- zione accordata dal cielo all'Augusto nostro Monarca, ADUNANZA del GIORWO 13 MARZO 1853, Si legge I'Atto verbale dell' antecedente adunao- za privata del giorno 20 febbrajo , che e approvato e sottoscritto. II M. E, dott. Namias legge una Memoria intito- lata : Osservazioni intorno al pemjlgo ed alle sue at- tinenze alia si/ilide, che pubblico poscia nel Giornale Venelo di scieoze mediche. Egli dimoslro che il pem- figo cronico prodotto da causa interna, come le eru- zioni migiiari, non deriva da una sola nalura di prin- cipj eterogenei, e noto die quelle come questa, puo essere acuto o cronico, primitive o secondario. Nacque reeenteraente grave discussione all' Accademia di Pa- rigi se vi siapemfigo sifilitico. II dolt. Namias diraostro cbe in aleuni casi non gli puo esser negata questa na- tura ', ma in essi la sifilide opera coo altre cagioni a generare il pemligo, e vinla quelle, manca il ciimulo di circostanze necessarie a sostenerlo. Non devesi pe- ro ammellere I'opinione dei sig. Dubois e Depaul che — 70 — dal pemfigo de'feti volevano inferire la presenza della lue dei genitoii auco senza verun indizio di essa nei loro corpi. II dott. Naniias dimostro falsa e perniciosa questa seutenza con ragionamenti e fatti. Aggiunse poi la storia di un pemfigo cronico associato alia sifili- de, nel quale aprendosi le vesciche sorgevano nella cute le alterazioni proprie di questa, che fu vinta coi rimed] mercuriali, senza che percio il pemfigo venisse arrestato nel suo corso, o impedlto di produrre la raorte. Le singolari alterazioni della cute oltre rappre- sentare un lipo di cui non si trova pubblicato I'egua- !e, sono una nuova testiinonianza die la natura del pemfigo non e essenzialmente sifilitica. Quindi il sig. prof. Raf Molin e ammesso a te- nore dell'art. 8,'^ del regolamento organico ad esporre verbalmente alcune sue Ossen'azioni suW Acipenser Ruthenus, e sidlct glandula delle appendici maschili dei plagiostomi. Dopo aver esposti i dettagli anatomic), e le de- nominazioni che i zootomi diedero alle varie porzioni del tubo intestiuale {S.Q\W4cipenser Ruthenus^ dimo- stro come quelia parte che si trova tra la faringe e la strettura pilorica sia un vero stomaco, perche nella sua mucosa si rinvcngono le glandule secernenti la pepsina, quantunque la forma esterna di questo orga- iio sia dift'erente da quelia che ci presentano gli altri organisrai auimali. Dimostro quindi che la mucosa — 71 — della streltura pilorlca si soUeva in molte papille , e che ciascuna di queste contiene filamenti nervosi che si dividono dicotoniicamente \ e da cio conchiuse die la delta mucosa dev'essere un organo del gusto, ovve- ro un organo del talto, ma che non ha a che fare colla digestione chimica. . > '■ ■ ' Passo quindi a trattare di un organo singolare, il quale iramediatamente dietro la valvola pilorica, sta in comunicazione col tubo intestlnale , e provo che quest' organo , quantunque unico per la sua forma esterna deve riguardarsi come un' appendice pilorica eguale per significato a quelle che cl presenlano gli inteslini del Zeus faber^ del Miigil cephahis^ ed altri pesci ; perche in quest'organo la mucosa presenta la stessa struttura glandularechela mucosa dell'intestino duodeno. Asseri quindi il prof. Molin che quella por- zione del tubo intestinale la quale si trova fra la valvola pilorica e V ultimo pezzo deli' intestino, il quale con- tiene la valvola spirale, e veramente intestino duodeno, come lo vuole Giovanni Miiller. Ed in prova di cio addusse che quantunque 1' illustre nolomlsta di Berli- no abbia esposto un'opinione non diinostrata da alcun fatto, cio non pertanto quesla opinione e una verita, perche le glandule della mucosa di quest' organo pos- sono ridursi al lipo delle glandule del Bninnen, se si vuol conscienziosamente decifrare la struttui-a loro complicala. M', Descrisse finalmenle le glandule che si Irovano _> 72 ■ neir Inteslino crasso che contiene la valvola spirale, accenno alle differenze che le distinguono da quelle dello stomaco, e passo a spiegare il meccanismo pel quale le feccie progredlscono verso I'ano mediante una sola tonaca muscolare formata da fibre circolari. Terminata questa dimostrazione il prof. Molia espose la strultura morfologica delle glandule delle appendici maschili di alcuni Squali. Egli disse di averle studiale uello Sqiiatina angelus tanto in pre- parati freschi, che in preparati cotti neiraceto, e quin- di seccali all' aria atmosferica. In quesli specialmente osservo il prof. Molin come la gtandula sia divisa in tante cavita mediante sepimenti di tela congiuntiva quanli sono i fori esterni, come in ognuna di queste cavita entrano i vasi sanguiferi, e intorno ad ognuno di questi vasi, che tengono il luogo di asse, vegetino cellule raolto lunghe, perpendicolari al vaso sanguigno? le quali somigliano a quei tubi che il delto professore scoperse nelle glandule dello stomaco succenturiato degli uccelli. Dopo di che I'i. r. Istituto si riduce in adunan- za segreta. Si legge I'Atto verbale dell'antecedente adunan- za segreta del giorno 20 febbraio, che senza eccezione alcuna e approvato e sottoscritto. II Presidente osserva esser questa la prima adu- nanza dopo il nefando avveniinenfo di Vienna, in cui I'Islituto al dolorc provato perTiniqao allentalo com- toesso nella sacra persona di S. M. puo associare la confortanle certezza clie nessun danno a quella prc- /.iosa vita siaae derivato, e senibrargli percio conve- niente clie una Depulazione dellTstitiito medesimo si reclii a Verona a manifesfare a S, E. il Feld-Mare- sciallo Governatore generale del Regno Lombardo-Ve- neto il doppio sentiniento sperimenlato da esso ia tale circostanza , ed a pregarlo di farne giungere ai piedi del Trono la espressioue. In conseguenza di cio propone che questa Depu- tazlone sia nominala, che la si componga di tre M. E. e che sia presentato nn analogo indirizzo. La propo- sta e accolta con unanime acclamazione e 1' Istituto prega il Presidente medesimo, ed i M. E. cav. Santi- ni e Nardo a farne parte. I tre eletti accetlano di biion grado tale incarico , dichiarando di stiniarsene onorati j ed il primo si riserva di rendere opportuna- mente consapevole di tali determinazioni S. E. il sig. cav. Liiogolenente. 11 Presidente assoggetta poscia all' Islituto il seguente progetto d' indirizzo preparalo dal Segrelario, che e con pienezza di sulTragj appro- yalo. 7'y/«o If^. icric II, — 74 — A S. E. il si^. Fehl-Maresciallo Governalore Gene- rale Civile e Mditare del Reurno Lomhardo- o Veneto. L'i. r. Isfitnlo Veneto di Scienze. Lettere ed Arli. L' i. r. Isfituln Veneto fondalo dnlla Maosia ili Ferdi- naiido I ImpcM'atore e Re. e da Esso con ogni nianiera di largizioni e di privilejrj beneficalo. e legalo alTAuslriaca regnante Dinasfia da quell' afTetto inlimo ed inalterabile che e proprio di una fede leale, die la riconoscenza con- ferma e che ispira In stesso fullo delle Scienze e delle Letfere die e il cultn dell" ordine . la devozione alle virlii che ne sono il presidio, e T abhorriinenlo dn o?ni empio disegno che lenda a sconvolgerlo. ^Vlln veri!a e nflln energia di questi seiitimenti si des-ni la E. V. scorgere la ragione e la misura del dolor profondo di mi T i. r. Istituto fu penelrato pei funesli avvenimenti di Milano e di Vienna e della esultazione die provo. vedendoli non ad altro riuscire che a far che pin validi si moslrnssero i principj conscrvalori dell" fmpero. e pill ciiiara appnrisse la protezione amorosa di cui la Provvidenza circnnda il sacro Capo del Magnanimo Im- peratoie. Pertnnlo la Presidenza delPi. r. Islilnlo . inler|)rete dei voli che rpiestn nella odiorna adnnanza unaninienienle manifesto, si affretta a significarli alia E. V. ed a suppli- caila a volerne portnre a piedi di S. M. la esprcssinne. La quale i giorni gia Irascorsi rendono vieppiu fervida ed ini[)nziente di giungere a quel Trono Auguslo , alia cui grarui" oiiihra riparano fdici e sicurc ic Scienze die sono — To- la prima forza del genere uniano, le Lellere che ne sono jl prjmo oniamen'ioe le Aiii che ne soiio la prima for- tuna. Vani-ziu li !o uiarzo 1835. Di V. E. Umil.°» Obbed.ra' Servilori (A. PiACCHETTi, Presidenlc .1 Ij. Poli, Fire presidenie pnnati ■ ( ^ ,. ^ G. VE>A?.'zio, Sefjreiano G. BiA?iCHETTi, Ficc-sffjratario Si comnnira 1' Invito pubblicato da S. A. I. R. il Serenissimo Arciduca Ferdinando Masslmiliaiio di concorrere con offerte individuali alia erezione di un lempio in Tieuna, che sia dcgno monuniento del pe- ricoJo corso da S. M. e del (elice di Lei saUameulo. L'i. r. Islituto dichiara concordeuieute di esser pron- to a contribuire a quest opera di riconoscenza all' Al- tissimo e di devozione al Monarca, e dispone clie ogni Membro secondo le proprie condizioui segnar debba particolarmente la sua olferla sopra un foglio che sara air uopo fatto girare. Dietro mozione di piu Membri 1 i. r. Isfitufo dispone che nelle adunanze di aprile proceder si deb- ba a fare nelle forme prescritte dai Regolamenti le proposizioni per la nomina a due posti lasciati vacan- ti dai defonti M. E. Barbieri e Fusinieri, e pel confe- — 7G — rimeuto della pensioue die a quest ultimo apparlene- va, e clie a lal fine sieno iuseriti i relalivi annunzj nella circolare d' invito. II M. E. cav. Fapanni, in nonie di una Counnis- sione di cui e relafore, legge un lapporto in cui si conlenc;ono le notizie ele osservazioni necessaiie per rispondere ad una domanda avanzafa dall'i. r. Luogo- lenenza intorno ai Si/osy ovvero conserve sotlerranee dei grani. A qnesto I'apporto il M. E. ingegn. Casoui sogginnge, rammenlarsi che di taJi conserve ne esiste- vano per lo passato in Venezia, nelle quali pero i grani soggiacevano a qualclie danno per la soverchia umidila. L' Istifuto invita la Comniissione a far nienzio- ne di queslo fatto iniporlante nel suo rapporlo, che pel resto e in ogui sua parte approvato. II M. E. prof. Menin parimenti a nome di una Commissione di cui e Relatore, prcsenta il progelto del Progranuua che 1' Islitulo cbbe dalla i. r. Luogo- tenenza F incarico di compilare per la pubblicazione dei docuuieuli slorici conservali nelTArchivio genera- le dei Frari. Dopo le convenienti disaiuine , il Pro- gramnia proposlo e approvato, e si dispone che sia tosto assoggeltato alia prefata i. r. Luogotenenza. II Presidenle in fine rende conlo airisfitulo del- — 77 — 1 c disposlzioni impartite dalla Supcriore Autorita pel sollecito ordlnamento delle Raccolte geologlclic e mi- ncralogiche, e dei provvediraenti da esso in conse- guenza adottali. Dopo di che Tadunanza si scioglie. ; Adunanza del giokivo 14 mauzo 1853. Si legse latlo verbale dell'anlecedenle adunan- za privala del giorno 1 1 Febbraio, il quale non aveado dato causa ad alcuna osservazlone, viene approvato dall'Istituto e sottoscrilto dal Presidente e dal Segre- tario, II M. E. prof. Bellavitis presenfa le seguenti Soluzioni d'l alcune Qaestionl proposfe nel Giornale intitolato: Nouvelles Annales de IVIalhemaliques par Terquem et Gerono, e non ancora risolle. (Jitesliuni 180, 476, 198, 183, 182, 156, 176. II pin fccondo priiicipio dcll.i geomelria moderna, a cni essa deve i siioi mirabili progrossi. e, nonv'ha diibbio, qnollodilla dcrivnzione da una fignra nd mrallra. Loscopo piincipale del mio metodct delle eqiiipolU-iizc si e di espri- mcre col calcolo le rela/joiii di grandczza e di |)osizione dclle parli di una ligiira; pui e esso proscnla eziandio alcune — so — leggi di dcrivazione molto osscrvabili , e primieranienle qiiella per ciii ogui propricta dci punli di una linea retta da una proprieta dei punli di un piano. Inollre al § 91 della niia Memoria piibblicata nel 1857 accennai la deri- vazione espressa dall'eqnipolienza 031' ^ {OM)n -f a {OM)n-y -h cc.^ dove e un ptinlo fisso, ed M' quello derivalo da uu punlo qualunque M; ed indicai specialniente il caso di 7/ t£i; 1 : OM ^ che da le figure inverse, c quello di OM -^^ {Olfl)-. Questo argooiento poleva allora conside- rarsi come nuovo; ora non lo e plii pei lavori di Roberts W. e di Liouville. Se la dcrivazione dalla figura dei punti 31 a quella dei punti 31' sia espressa dall'equipollenza 03J' t£^ F {031)^ ove F indichi una di quelle fuiizioni cui e applicabilc il calcolo difTerenziale (Veggasi su di cio I'introduzione al niio Saggio sull' Algebra degl' inimaginarii nel vol. IV delle Meniorie di questo I. R. Istituto) ; per un punlo m infinitamente vicino ad 31 si avra Om' ^ F {031 4- 3Iin) ^ F [031) -\- F {031). 31m, qiiindi 31' m' ^ Om — Oil' ^ F {031). Mm; cioe il rapporlo, sia in grandezza sia in inclinazionc, ddle due relic infinitesinie 31' m , 31m e espresso dalla F [031) dei-ivala Lagrangiana della F {031) ed e indipcndcnle dalla dirczione della 31m. Viene da cio che se due curve /V/V, 3IL si laglino in un punlo 31 dilTerenle dal centra di derivazioiie O, le loro derivate J//V', 31'L' si taglie- ranno sollo il nicdesinio angolo. Si puo diinostrarc ezian- dio che se le due curve /7/L, 31N si tocenno in 31, le de- rivate 31']\',3l'L' hanno in 31' un coutalto di ugiial uidiiic Pel noslro scopo ci occorre considerare la K^gge di deii\azionc eaprcssa da OJy(^) :^ {031} •, [k-i iopicgiiiuii - — Si — piu facilniente daro alia curva i?/('^) 11 iionie di Diiplira- ta della curva /¥, qiicsta dicendola SudJiiplicala di quel- le. E facile dimostrare die prendcndo 11 ceniro di dnpli- razione nel ccniro di un' elllsso, la sua Duplicala c nn'altra ellisse clie Iia un foco in O. L'altro foco dclla Duplicala deriva dai due fochi della priniiliva. La Du- plicala deiriperbola, pure rispello al suo ceniro 0, a mezza iperbola, che volge al suo foco O la convessita o la concavila secondo che I'angolo degli asintoti dell'lper- bola primitiva e aculo od oUuso. La Duplicate di una iperbola equilatera e una relta. La Duplicate pol di una retta e una parabola col foco nel ceniro di duplica- zlone. La Duplicala di un circolo e una curve che puo ri- cevere differenli nomi secondo le varie maniere di sup- porle generate; esse e rEpicicloide col circolo mobile eguale al fisso ; la Concoide del circolo col polo sulla circonferenza ; ITnversa di una sezion conica rispello ad un suo foco; queslo foco e il polo della Concoide, l'altro foco della sezion conica da coll'inversionc il punto, che io dissi inverso-foco (Memoria sulle figure inverse, Annali del Regno Lomb. Veneto T. VI, d856) e che e 11 ceniro di duplicazione; le curve c anche Invcrso-reciprora^ os- sia Sviluppante-caiisiica {canstica secondaria) di un cir- colo pel raggi cnianati da un punto e riflessi dalla cir- conferenza, ec. E facile determinare anche la Duplicala di una Gas- siniana ; ogni punto M di quesla he le distanze da due fochi di prodolto coslante, distanze die nel nielodo delle equipollenze si esprimono con O/tl — OF. 031 -\- OF, es- sendo O il ccniro ed F un foco: pcrclo (031 f — {0F)° t:^ pi', esprimendo con p il dato piodolto. ed il ramiino (indlcalo in mancanza di segno apposilo con /) elevalo Torwi IF'. Seiie II- 1 1 — 82 — alia potenza iudelerfninata t servendo a slabilire rcqui- pollonza : duo(|U(^ per la Diiplicala avremo oiim ^ {opy- + pi', che e I'eqiiipollonza d'uii circolo. La Cassiniana e percio la Sudduplicala del circolo : se il centro di snddaplicazione apparlicne al circolo, la Sii(ldn()!icata o la LonHiiscala Bernoiilliana, siccoiiie in lal caso il circolo e inverso di una retla, cosi la Lcmni- scata c inversa di unMperboui equilalcra, che vedemino csser Suddnplicata delta rctta; sc il cenfro di suddu- plicazionc c fiiori del circolo, qncslo e inverso di so rae- desimo, percio e tale anciie la Suddnplicata^ vale a dire ofjui semidiamelro della Cassiniana i: tagliato da ciascu- na ddUi dnt: ouali s,'parate in due porzioni che han- no prodollii costanta; se ii centro di suddaplicazione e denli'o del circolo !o porzioni di ogni corda condolta per esso haiino prodolto coslante; passando alia Sudduplica- la si vede die wllfi. Cissiniana d'an solo pezzo due dia- melri Ira loro perpcndicolari hanno prodotio coslanle. Propricta annloghe avranno le Suttriplicate le Suquadru- plicate, ec. del circolo, le quali prcsenlano prodotto co- slante nelle dislanze di ciascun punto dai verlici di un Iriangolo eqiiilatero, di un quadrato, ec. Stabiliti quest! principii 6 subito risolla la queslione n. 480 (Jtmales, vol, VII, 1848, pag. 157). Per due punli fissi Ji')^ ZJ('-* passauo due scrie di parabole col foco cornune in 0, le quali si tagliano nci punti i?/*-) sotto un angolo coslanle, e detto che il luogo di lulti i punti ///(2) e un' Ovale del Carlesio. Noi vediarno tosto che la pivdetta iigura e la Duplicata di due serie di relte pas- santi pei punti fissi A, B, le quali si tagliano nei punti I}J sotto un angolo costaale ; 6 notissinio che il luogo di qucsii punti ifJ e un circolo die passa pei' I, B , pcicio il — 83 — Iiios^o dci punli xVi"') e la Duplicata dnl circolo, clie e sol- lanlo nil caso parlicolare della Aplanclica od Ovale dnl Gartesio, la quale ha Ire lochi, meutre la Concoide pre- detla ne ha due soli chc sono il polo c Vinvcrso-foco. Collo slesso ragionamento, ina adoperando la ilgura sudduplicata anziche la duplicata, si dimostra the se iri- vece delle parabole confocali si hauno le iperbole equila- tcre coucenlriche y/„ IfJ„, li,, /l/^ il luogo delle inlersezio- . ni 3I„ soUo angolo costaule e una Gassiniana (Queslione n. 176, T. VII, pag. 45). Golla Du()licazione oppurc colla Sudduplicazione un Iriangolo cuivilineo (ormalo da tre parabole confocali oppui'c da Ire iperbole equilatere conceiilriche si riduce ad uu triangolo reltilineo; e siccoine in questo le tre perpendicolari abbassate dai verlici sui lali opposti s'in- contrano in un puuto, e lo slesso avviene delle relle di- mczzauli gli augoli; cosi auche in ({uei triangoli curvili- nei si avranno analoghi tcorenii riguardanli le parabole oppure le iperbole condotle dai \oitici. Quesli teoremi sono in parte dimostrati col calcolo, ed in parte lasciati da dimostrare nel T. VII, pag. 597 del succitato Giorna- ie, Inoltre nei triangoli curvilinei la somnia dei tre an- goli eguagliera due retti. Nella queslione 198 (T. Vil, pag. 448) si cerca la curva inviluppo di tulte le iperbole equilatere concentri- che die tagliano orlogonalmcnte una retta fissa. Passau- do alia figura duplicata cerchercmo l' inviluppo di tutle le lelte chc tagliano ortogonalmente una j)arabola col foco nel centro di duplicazione ; esso e la seconda pa- rabola cubica espressa dall'equipollenza Ol}jv2) ^ [ _,_ 3^2 _|_ 0^3 i Percio chiamando x ij le coordinate della Sudduplicata di qucsla curva M'\ avrenio — S/f — (x + y 0'- = 1 4- 5/- -f 2r i, cioii (perclie il rumimo i si calcola come i^ — -1) X- — lanze 3L4. 3[B. 3IC, MD. Col mezzo dell'iuversione io dimoslro la relazione tra cinque punti J^ B, C, D, di una sfera, die riguar- da i prodotti dei quatlro tetraedri col vertice pei qua- drat! delle dislanze dello stesso punto OJBC {ODf -h OBJD {OCf + OCDJ {OB)" -h ODCD [Ojy =0. II sig. prof. Briosclii mi accenna la sem[)licissima di- inostrazione del teorcma del iMobins, die comprende quel- le del Luchterhand giuslamenle esposlo, Ji cui il mio e un caso particolare : Se J, B, C, D, E sono cinque punli di una sfera, ed e un punto qualunque, si lia J BCD . (OEf H- BCDE ■ [OAf + CUE J ■ {OB)' -f- DEJB ■ {OCy- + EJBD • (OD) ~ , _ 91 — iDfalti sicno Xa , ij.t , 'a \c roordinali! oilogonali del pnu- lo J coiUalc ilall'orighio O, e :^, rj, ^ quelle del coiiiro della sfera di raggio /•_, sara Acciocehe cjiiesla eqiiazioue e le altre qualtro relalive ai pnnti ii, C, D, E (nolle quali sono conuini le quanlila r'- — 4" — Yj" — ^- , 2|, 2'y), 2Z,) possano sussistcre insie- ine, dovia anin'.llarsi il determinante, ossia Cunzionc al- lernala. ^irizia-rbyc^d{OEy)=0. Con ^a indico una quanlitt'l, che c sempre ngiiale aH'uDi- ta qualuiiqiio sin il sno iiuiice. La piecedenle t'(juazione si decoiiipone in cinqnr leruiini analoghi a la cui funzione allernala e seslupla del volume del tetrae- dro JUCD; dunque ecc. Lo slesso Briosclii dinioslia con eguale semplirila che il teorcina sussisle anclie se ABCDE sia un cllissoide, purclie ad ogni distanza OE si soslituisca il suo rappoilo col diamelro dellcllissoide ad cssa parallelo. Cio puo con- siderarsi come immcdiala conseguenza delta derivazlone di affuiila, per la quale la slera diventa un ellissoide, ed i volumi, uonche le relle parallele, conservano gli slessi r;ippoili. Qaestione n. 204. Quando una rivoluzione inlorno ad un asse fisso si combina con una rolazione uguale ed opposta intorno ad asse parallello, il corpo si miiove per sola Iraslazione, sicche ogni sua rella descrive un ciliudro. — 92 — Qnesiione n. 2G9. Secondo la dcnominazione usala nella raia Geome» tria descriltiva {% oC5) dimoslrereiuo il teorema proposlo nel seguente modo. Tutle le evolute (\i) (b,) ecc. di una curva (c) sono lince brevissinie di una superficie svihip- pabile (A) , e percio quando questa si sviluppa in un piano, quelle si sviluppauo in linee rette; quindi due tan- genii delle (1») (B»|) che s'incontrano in un punto della (c) vi si tagliaiio soUo un angolo coslante. Ora se la (c) sia nello stesso leaipo linea di curvature di due superfi- cie_, ie norinali a queste in tulli i punti della (c) saranna iiiviluppalc da due dclle predette evolute (b) (b,) , e quin- di esse si taglieranno solto angolo costante, e tale sara j)ure riiiclinazionc rispettiva delle due superficie che st tagliano lungo la (c); il che dovea dimoslrarsi. Le gencratrici caratteristiche della predetta superfi- cie (A) sono gli assi della curva (c) perpendicolari ai suoi piani coordinali; continuiamo a supporre che le tan- genii della (b) sieno le norniali della superficie di cui (c) e una linea di curvatura; i diedri tra i langenziali del- la superficie ed i piani osculatori della (c) saranno egua- li agli angoli sotto cui revoluta (b) taglia gli assi. Nello svi'uppo della (A) la (b) divenla una relta, percio la dif- ferenza di due qualsivogliano di quel diedri e uguale al- r angolo compreso nello sviluppo della (A) dalle due ret- le die prima erano due assi della (c), cioe (adoperando la denomiiiazione usala dal Bordoni) e uguale al comples- so degli angoli cnnipresi fra gli assi. Se i due punti della (e), ai quali si rilerisce quelia dillerenza, sono infinita- monle vicini, la diflferenza e uguale all' angolo infinitesiino d'i due assi, ossia al diedro di due piani osculalori : que- - 93 - sto e un leorenia del Liouville, di cui il precedcnle pole- va considerarsi come un corollario. Questione n. 268. Per un caso parlic olare di tale queslione consideria- Dio un cono rotondo, che sia tagliato nelle rette CX, CF da un piano condoUo pel suo asse CD e pel dato punto R; si Iratta di delerminare un piano passante per R (sa- ra desso perpendicolare al piano ACl ), che lagli il cono in una ciirva (a), la quale abbia un suo foeo nel punto R. E nolo che una sfera inscrilta nel cono tocca il piano della (a) nel suo foco 7?; slcche la traccia del cercato piano sara la retta XRJT condolla in guisa che il circo- lo inscritto nel triangolo CZ/"locchi il lalo Jl^/'nel da- to punto R. II nietodo delle equipollenze conduce per \\b diretta alia seguenle soluzione. Si tagli la C7"in E raedianle la retta RE parallela all' asse CD (II quale di- mezza Tangolo A'CI') si prenda sulla RC la RU doppia della CE, e coi centri R^ U e raggio eguale ad RC si for- mino le intersezioni J, T^ , le due soluzioni del problema saranno date dalle relle, che dal punto R si volgono ai due T, T, . Per risolvere la predetia quislione in tulla la sua ge- neralita adopero i principii della reciprocita nello spazio esposli a pag. dl7 della niia Geonielria descritliva. Ri- spello al centro di reciprocita R il dato cono del secondo ortiiiie (C) abbia per reciproca la curva (c"), la quale sa- ra un'ellisse, poichc il punto R si suppone dalo nelTin- lerno del cono; per la (c") si faccia passare un cilindro rotondo (A.")_, la sua reciproca (a) sara una sezione del cono (C), ed il suo piano passcra per R e sara perpen- dicolare alle genoralrici del cilindro (A"), porche esso e — 94 — reclproco del piinto cli concorso tli lali generalrici, il qua- le e a dislanza infinila. 11 piano deliu (a) lagliando per- pondicolannenle il cilindio rotoado (A"), io taglia in un circolo che(rispcUo allareciprocita ncl piano di cui si lial- la) sara reciproco delia conica (a), la (juale per couse- guenza avra un foco nel punlo R e sara la seiiione desi- derata. Per fissare le idee possiamo slabilire la recipi'ocila medianle la slera, che ha il centro 11 cd il raggio IlCj dicendo che il piano reci[)i'oco di un punlo c il suo piano polare rispello a qnella slera. L'ellisse (e") slaru ncl pia- no condotto pel verlice C del cono tangenzialnienlc alia sfera, e i suoi punli sai'anno sui raggi comloUi dal cenlro ii perpendicolarmente ai i)iaiii langenziali al cono (C); delerminali gli assi della (c') e facilissinio trovare le due direzioni che possono aveie le gnieralrici di un cilindro, che abhia la direllrice (c") e sia rolondo; le sezioni cerca- le saranno quelle condoUe per H pcrpendicolannenle ad una di quelle direzioni. Queslione n. 2oG. Deve diniostrarsi che se ABCD sia un quadrilalero circoscrilto ad un circolo col centro , e sieno X, F i cenlii di due circoli, dei quali uno tocchi il lato Ali in h e tocchi pure il lato C/J, e Taltro tocchi AD in D e toc- chi pure /?C, saranno uguali gli angoli BAX^ FAB. Sie- no OM, OQ, OP, ON i raggi dei punti di contalto dei circolo inscritto nel quadrilatero, procedendo per la via diretta del metodo dclle cquipollenze si esprinieranno col mezzo di quel raggi le posizioni dei punli A, B, A, e si Irovera JB : XB ^ NQ ■ lUP.QF [OM-j-ON) ; una ana- loga csprcssione dara AD :JD,q sara AB -. XB ^£^ AD : DF; — 95 — il che cs[)iiiiic die i (riangoli JBI, JDI sono siniili-ro- vcsci. (Jiiealioiie ii. 2G5, Qiuiliinque sia il numero inlero p moggiore della radicc positiva deU'allro inlero 711, c qualunquo sia la posiliva rt =: »/^ m + co, la n-\-3> 1^ in-{ t^w + p + u p^a si avvjcinera a y^ m piu dclla a, e la a" __!!i+Z^ ^j ^j p + a' nvvicinera ancora di piu, ed il limile dclla o, a, a" ■ ■ ■ sara i^ m. Qucsiioni 257, 2G2. ^ An die quosle forimile sono di facilissiraa diniostra- zione essendo inimediale conscguenze del calcolo delle diffcrenze finite. La scrie arnionica 1 - , - - ha la propriela (facilmente diniostrabile) che le sue dif- fcrenze prima, seconda, terza. sono esse pure __ 1 1 1 , , ^5 7 ; 7 E poi nolo che qucsle dilTcren- ze sono esjirimibili medianlc i termini della serie, me- dicnte le loro sonime. Cosi si ha la formula data a pag. 488 del T. X. 1831 purche s'inlcnda che i suoi coefficicnti sieno qiielli del hinomio del A'ewton. (Vedi Quest. 230 pag. 89 ulL linca). La formula propcsla da dimoslrare (T. XI pag. 401) si verifica uguagiiando separatameiite i cocfiicienli delle varie potenze di p poiche tali coefficicnti sono I'espressio- iie di [\n (j,w) corrispondente ad x z= 0, la quale nel ca- so dl m < n e nulla, c nel cnso di m =1 ?i c = 1 . 2. 3. . . . n. — 96 — Questione 263. La proposta cquazione del 7.^ grado divenla, fallo ^ = i/+ i , 5432y' - 1586r + T" ^^ " T J/=--0' la quale si risolve raolto facilraeate. Essa e la settima de- rivata dell'equazione [if- — — )' rr: 0, e siccome quesla ha tulte le radici reali ed uguali a rfc: — , cosi, pel leore- ma del Rolle, quella ha le sette radici reali e comprese tra J/= — J ed j/:= - ; il die dovea dimostrarsi. Padova, d8 febbraio 1833. Lo stesso prof. Bellavitis presenta ezlandio una aggiunta alia sua Memoria sul calcolo approssimativo degl'integrali di ordiue superiore, nella quale espone e dimostra le formule date alio stesso scopo dall' Encke. Dopo questa lettura, 1' Istituto si riduce in adu- nanza segreta. Si legge e si approva I'Atto verbale dell' antece- dente adunanza segreta del giorno 2 1 febbraio, ch' e sottoscritto dal Presidente e dal Segretario. Si aununclano i seguenti doni fatti all' i. r. Isti- tuto dopo r ultima tornata. 1 . Dair i, r. Istituto geologico di Vienna. Jbhandlungen der k. k. geolorjischen Reichsamtalt. Wien, 1852, in 4.*^ gr. Tomo 1.'' parte l.« con 48. lav. li- logr. - 97 — Jahrhuch der k. k. (jeoh}rtndf:lli Coinmissioiie nomiiiala dnW i. r. Isti- liilo fjiinbardo di scienzn^ Iv.lltre ed arti pcrlo studio della uvci. i\lilario, 1855, in 8. di pag. 20. 5. Dalla Societa niedicu-cliirurgica dl Bologna. Ballcttino dclle science medirhe. Gcnnaso, 1855. in 8 Toiiio I/'. Scric II ij — <)H — G. Dal cav. iiub. Acliille de Zigiio. Siii Urreuijiirassici (Idle Alpi rcnete e sulla Flora fossile che li dislingue, Meinoria. Padovaj 1832, in 8. di pag. 10. rj. Diiir Isfituto Smithsoniano di Washington negli Sta- li-Uniti d' America. Fourth annual Fiepurt of the Board of Rcijeuts nf Uht Sinilhsnnian Institution to the Senate and Houseof Hepre- si'iilafiiK's, shnwiufi the operations, expenditures, and con- dilion of the Institution dnrin(j tlie year 1849. Wnsliiny- toii, 1850, in 8. di pag. G4. Idt'm, fifth annual Report for the year 1850. Wa- shington, 1851, in 8. di pag. 526. Report of the Commissioner of patents f)r the year 1850. Washington, 1851, in 8. Pari. I. Jrls and manufa- ctures; — Part. II. Jgriculture. Meteorolofjical Register for fweloe years, from 1831 to \dii2 inclusive: compiled from observations made by the officers of the medical Department of the Army at the military posts of the United Stales, prepared under the di- rection of Thomas Lawson surgeon general United States Jrmy. Washington, 1851, in 8. di pag. 524. Letter from the Secretary of the Treasury, commu- nicating a report of the computation of tables, to be used with the hydrometre recently adopted for use in the United States custom-hones, made under the superintendence of professor J. D. Bache, by professor R. S. Mc Culloh. in 8. with pi, di pag. 108. Register of periodical phenomena of animal and - 99 — vegetable life in ISorlh-Jmerica. Wasliinglon, in 4. di pag. A. List of foreujn Institutions in correspondence with the Smithsonian Institution, in 4 pice, di pag. 8. Programme of the organization of the Smithsonian Institution {presealed in the first annual Report of tiie Se- cretary, and adopted by the Board ol Regents, December lo, 18.47), In 4. di pag. 4 // notice of the origin, progress^ and present condition of the Jcademij of natural sciences of Philadelphia, by W. S. W. Ruschcnberger. M. D. surgeon u. s. Navy (read l)e- fore the Society, February, 10, 1852. Philadelphia, 1852, in 8. di pag. 78. 8. Dal Socio corrisp. prof. Gaspare Mainardi. Hicerche di analisi pura ed applicata con appendici (cstratte dagli Annali di Scienze niatemaliche e fisiche pabblicati in Roma, agosto 4850). Roma, 1850, in 8. di pag. 56. Sulla teoria generate delle superjicie, Note (estr. da- gli Atti delPAccademia Pontificia dei Nuovi Lincei, anno IV.Sesslone IX del 28 settembre 4 851>. Roma, -1852, in 4. di pag. 24. Su le operazioni inverse cie/Z'^nYmefica, RIemoria (iuser. nclla Parte \.^ del torn. 25 delle Memorie delta Societa Italiana delle Scienze residente in Modena). Mo- dena, 4849, in 4. di pag. 54. Di un facile prohlema di geomelria rimarcabUe per la novita delle conseguenze, Esame (inser. idem). Mode- na, -1850, in 4. di pag. 42. — 100 - 11 M. E. prof. Yisiani, in nome della Comniis- sione di cui e relalore, legge il rapporto finale degli studi e del lavoii della Commissione medeslma snl- 1' argoiuento della iiialaltia delle uve. A questa lettu- ra segue una discussione e sul leuore del rapporto e sulla couveuienza dl stamparlo, nella quale oltre ai MembrI della prefata Commissione prendono parte i M. E. cav. Santini, Minicli e Casoni ed il 5. C. dott. Zanardini. L Istituto approva quindi pienamcnle il rapporto slesso e delibera chesia assoggettalo alia Su- periore Autorita,qual definitiva risposla aiquesiti pro- posli, e clie sia da essa invocata la facolta di pubbli- carlo con tutta sollecitudine, e di dargli la maggior possibile diffusione. Un allro rapporto It^gge poscia lo stesso M. E. prof, de \isiani qual relalore della Commissione che fu incaricala di concretare il quesito e di compilare il Programma per aprire il concorso al premio fonda- dato dal Membro onorario monsign. Canova Vescovo di Mindo. E il quesito e il progrannna proposti dalla prefata Commissione sono pienamente approvati j e ristitulo dispone che sieno tosto comunicati al sud- delto Prelato, alTinche, secondo la leltera da questo scritta, esser possano definitivamente accettati. IlPresidenle invita I'Istituto a nominaro la Com- missione, clie a senso dell'art. io5 dello Slatuto or- ganico csaminar deve lesoluzioni dale al quesito scien- — 101 — tifico proposlo per 1' anno i853. Si precede pertanto a qiiesfa noniiua col mezzo delle scliede*, e scelti a scrulafori i M. E. Visiani e Fapanni, risultano colla maggioranza delle voci nominati Conimissarii i M. E. Turazza, Bellavitis e Minich. ]1 M. E. prof. Menin clie ebbe I'incarico di esa- niinare le cinque epigrafi proposte sul monuraenlo da erigersi ai defunlo IM. E. L. Carrer, facendosi ad adempiere I'ufficio conimessogli, premelte alcuiie ver- bal! osservazioni siilla inalagevolezza che sperimentar si deve , di pronunciare iin parere ed un giudizio trattandosi di una materia di gusto, e sulle parlicola- ri opinion! sue nell' argomenlo delle epigrali. Dopo le quali il prof. Menin legge il suo rapporto, che, previe le opportune discussioui, e dall'lslituto pienamente approvato, affinche sia comunicato al Municipio di Venezia in risposfa alia interpellazione da esso avan- zala. La Presidenza propone, e I'lstilulo approva, che esseudo mancati a' vivi i qualtro Socii corrispondenti delle Provincie Venele: cioe i sigg. prof. Toblini, Ber- nardi, Perego, ed il consigl. Quadri, si abbia a pro- cedere alia loro sostituzione. Al qual fine si delibera che debbasi nella mattina del 2,2 p. v. convocare la Commissione pei Socii corrispondenti, e che intanto sieno invilati i Membri effettivi a comunicare alia Presidenza i noiui di quegl' individui abitanti nolle 0_> Provincie Venete che essi reputasseio degni tli con- seguiie un lal grado. Si tralta di altti affari inlerni, c fiiiiiidi I'adii- nanza si scioslie. .\DL'NA^Z\ DEL GIOR^'O L'5 AP«1LK 1855. Si legge I'Alto verbale (lell'antecedente adunan- za privata del i3 inarzo, clie non dando argomento ad alcuna osservazione, e approvato e soltoscritto. II M. E. cav. prof. Zantedeschi legge una II. Memoria : Sulla eleftricitd degli stami e pistiUl delle piante esplorafe alFatto deJIa fecondaziow^ e di una nuova classificazione delle linfe o succhi vegetabili^ J'ondata sul numero e sulla direzione delle correfiti elettriche lomritudinali e trasversali. In queslo suo secondo lavoro TAutore fece un esanie comparativo delle doHrine die sulla elettricita dei vegefabili furono inscgnate da iiii, da Becqnerel e da! WarUnann e dell'epoca in cui le furono. A tal fine, dopo una introduzione in cui chiarisce la crono- logia di siffaHe dottrine, egli nei i4 articoli in cui divide la sua Memoria, rende conto in primo luogo delle sperienze di Becquerel esposte cosi nella prima — 104 -- come nella seconda di lui Memoria, e quindi va a ma- no a mano dimostrando quanto qiiello scrittore iiise- gno sullo stalo eletlrico della terra rispetto a quello dei vegetabili, e sulla esistenza delle correoti elettri- che dirette sui vegetabilij in secondo luogo presenta il sunto delle sperieuze esegaite dal Wartmann, ri- ferite dal Becquerel j ed iu terzo luogo quello delle proprie, dlvisamenle parlando delle correnli eleltriche dd esso studiate, cosi nella direzione longitudlnale del- le piante come nella trasversale, del contrasto che scor- gesi tra i suoi risultamentl sperlmentali, e le vedute del Becquerel, dei fenomeni vegeto-elettrici della vite vinifera,chepossono spargere moUa luce sulla presenta malattia, e sulle cause e sui rimedii di essa *, de suoi studii sullo stato elettrico della terra rispetto a quel- le dei vegetabili, e sulla esistenza delle correnti elet- triche dirette nei vegetabili. Ricorda quindi il prof, Zautedeschi le propria ricerche e quelle del Becque- rel e del Wartmann sugli effelti eletlrici osservati nei tubercoll, nelle radici e nei frutli •, e dopo aver de- dotto alcune illazioni dalle sperienze da lui riierite, egli pone fine alia sua Memoria ricordando la conclu- sione di una Nota lella dinanzi all'Accademia delle Scienze di Parigi, e promettendo nuovi studii e nuo- ■yi lavori sulla elettricita animale. Dopo questa lettura I'i. r. Islitulo si riduce In adunanza seureta. - [Oo — Si leggePAtlo verbale deirantecedenle adunaoza segrela del 1 3 marzo, che e approvato e sottoscrlUo. II M. E. prof. Bellavitis, qua! Relatore dellii Commissione elelta a senso dell' art. io5 dello Sla- tuto interno, legge un Rapporto con cul la Commis- sione stessa dichiara non potersi a suo avviso, con- cedere il premio ad alcuna delle Memorie presentate al concorso che fu aperto per la soluzione del Quesi- to sclentifico pel corrente anno proposto, e cio per non aver i loro autori corrisposfo ai veri intendi- menti del quesito raedesimo, e per la inosservanza delle discipline col relalivo prograinma prescritte. L'i, r. Istituto dopo maturi accurati esami conviene unanimemente nel'le conclusioni di questo Rapporto, e dispone che a senso dell' art. i6 del Regolamento organico sia talerisultamento pubblicato uell'adunan- za solenne del 3o maggio. Uelibera in pari tempo che I'incarico di recitare il consaeto discorso nell'aii- zidetta adunanza solenne sia affidato al M. E. prof, cav. Santini, il quale lo accetta. . ^ Dietro le operazioni preparatorie eseguite net giorno antecedente dalla Commissione pei Socii cor- rispondenti, V i. r. Istituto procede alia nomina di due Socii corrispondenli per le Provincie Venete e comraette alia Presidenza di assoggettarla alia Supe- riore approvazione. Toiiio 1 1' Seric 11. i -j — inr, - Si legge la lettera con cui luonsign. G. B. Ca- nova Vescovo di Mindo, e Membro onorario dell'Isti- tuto dichiara di acceftare il nuovo Qiiesilo proposto dalla Commissione all uopo istituita, e di consenlire alia slainpa del Programma, con cui si riapre il Con- corso al premio da esse fondato. Ma I'Istituto ponen- do iiicnte all' adunanza solenne che si dee tenere nel giorno 3o del prossimo maggio, delibera che in quel- la sia fatta la pubblicazione deirindicato Programma, e che a queir epoca ne sia prorogata la stampa. Si legge il Decrefo del 7 aprile i853 u.'^ 7^4^ con cui r i. r. Luogotenenza dichiara di aver accollo con soddisfazione la Relazione con cui la Commissione speciale istituita per V oggetto della malattia delie viti espose il risultamento finale de' suoi studii, e dispone che sia tosto slampata. II Segretario annuncia che la stampa fu anche nel frattempo eseguita e ne la distri- buire alcuni esemplari ai Membri eflettivi presenti. Onde r Istituto si limita a raccomandare alia Presi- douza che la Relazione stampala sia colla maggior sol- lecitudine pubblicata e diffusa. Si tratta di altri aflari interni, e qiiiudi Fadunan- za si scioglie. # .ADlI^A:^ZA Di L giouno '24 aprile 1853. Si legge FAtto verbale deirantecedente adananza privata del 1 1\ marzo, che senza osservazione alcuna e approvato dairisfituto e soltosritto dal Presidente e dal Segretario. 11 M. E. dolt. iNardo leaige la seguente Nola: Sulla natum della term di Santorino e sulla sua aj)j)licazione alle Arti ed all' Agrir.oltura. Ill relazione alia INota 10 febbraio p. p. N. 1227 di- relta all" I. K. Luogotenenza di Veiiczia dal Governo ceii- trale inaiilliiDo di Trieste, e da questa diramata a slampa al noslro Islilalo, all' oggetlo di rilevare sc la terra di Santorino possa usarsi coaie mezzo dinj^rasso in sostilu- zione al guano, credo opportuno far conoscere il risulta- to di alciine osservazioni da me latte in altro tempo su questa terra vulcanica, linora usata soltanto come mezzo di cemeutazione nei lavori idraulici, onde riconoscerne la natura e gli elietti suoi in conlronlo di altre specie di pozzolana. Tali osservazioni rispondono bastantemeute al — iOS — . , , qiicsiio propt)sloci e possono risparmiare, per quanto mi sonibra, quelle uUeriori indagini, e que' pratici tenlalivi, che polesse per avventura senibrar necessario di aggiun- gere a coraplela soluzione del qucsilo medesimo. Dai fisico-ehiuiici assaggi falli sulla terra di Sanlori- !io, rilevai cousisler essa in un tufo cenerognolo coinpo- sto di franimeiili di pielra pomice in parte decomposla ne'suoi eieinentij alluinina, potassa e silice, la quale ridolla in polvere fiiia ha 1' appaienza argillosa, seiiza averne i caralleri. Coiitieiie pezzelli di lava porosa e di lava coni- palla, e mininie parlicelle di ferro allirabile dalla calamila e qualche allra sostauza in quautila niaggiore o niinore, pero senipre piccola, come calce, soda, magnesia, sale ma- rino, ecc, locche varia secondo le siluazioni dell' Isola da cui si estrae. K inollo prossima a quella specie di pozzo- lana conosciula in comniercio sollo il nome di Trass, o di Tirasse (/' Olanda. Gonlcnendo |)arlicelle ferruginose, in assai piccola quanlila, si converte in cemenlo idraulico unila alia cal- ce, e solidifica, per ragioni composte, in [larle differenti da quelle da me esposte nel mio lavoro lello due anni or sono a queslo Islilulo sul poterc aggregatorc del lerro ; non puo quindi in alcune circostnnze riuscir preforihilc alle pozzolane riccanxnte terrilcre. Essendo qtiesta teria priva di sostanze di origine or- gauica ed azolale non piio sollo aJcim aspetto paragonarsi cdl guano ni? con allie specie d' ingrasso. Mnncando dei caralleri di certe leire vegelabili vul- caniche di linla oscura, che conlengono n)olto ferro, le quali per I'assorbimento dei raggi solari divcngono bru- cianti alia supeilicie, e riscaldansi assai sensibilmenle alia profondila di qualche pollice cd auche piii, a misura che progrcdisce la loro decoinposizioue, e divculano in poco -^ 109 - tempo assai fertili ed agrarie, come se ne osservano nelle campagne di Napoli, nelle isole dell' Arcipelago greco, d'iiitorno all' Etna, nelle Isole Fortunate, in quelle di Bor- bonc, ed altiove, non puo attendersi da essa un cfletto eguale. Se polesse venir applicata all' agricoltura_, lo sa- rebbe come ammendamento per que' terreni che mancano de' principii che la compongono, e che sono quelli stessi del leldspato, cioe silice, allumina e potassa, principii ne'quali decomponesi perdendo quest' ultima terra^ e con- vertendosi in kaolino. Potrebbe pure giovare in quel sili i qnali abbisogna- no di una sostanza capace di divider I' acqua e mantenere un certo grado di umidita e facililarc la decomposizione delle soslanze organiche che ad essa fossero aggiunte, os- sia la concimazione de'siti medesimi. Ma le Provincie Venele abbondano di materiali di ogni specie per ammendare i proprii lerreni a seconda del bisogno, e con poca spesa, sicche non potrebbe con tor- naconto riuscire all' uopo per uoi 1' uso delta terra di Sautoriuo neiragricoltura. Quello che dovrebbe piu slarci a cuore sarebbe di utilizzare con maggior inleresse e scienlifica economia, conformemente aH'altuale progresso ed a quanto pure si pratica altrove, dei tanti materiali d' ingrasso di cui sono feraci le cilta nostre, e le nostra lagune. JNon sieno pronunciate indarno queste parole. Se sia poi la terra di Santorino paragonabile a quella delle Isole di S. Vincenzo nelle Antille, si per natura co- me pegli efTelti, si polra questo dedurre da un' analisi di conlronto. II grado di fertilila della terra di Santo- rino dovrebbe d'allronde lacilmenle apparire dalla condi- zione agricola dei luoghi da cui si eslrae o di quelli ad essa in prossimita; ma chi non conosce che I'lsola di San- torino, benche distinta per la qualita de' suoi vini. offre — no -- un lerriloi'io sterile che la sola industria de' siioi abitanli e perveimta un poco a ferUlizzare? Circa agli aUri iisi a cui nelle arli polrchhe nppli- carsi la terra in discorso, mi limito a dire per lalla espe- ricnza, corrisponder eccellenleniente alia pietra poniice pulvcrala, e polersi ad essa sostiluire nel inaggior niimero de' casi con evidente risparniio di spesa. Merita, per quello riguarda il potere cementatore del- la terra di SaotorinOj esser |)iu conosciiila la relazione siigli esperinienti (atli con essa dall" 1. R. Direzione delle Coslruzioni Pul)l)liche del Lilorale di Trieste, coinunicata r anno 1842 dal sig. liolzano 1. R. Ingegnere Idraiilico alia redazione del Giornalc di Arcliitetliira che si pub- Mica in Vienna dal Fdrster, cd inserila nel lascicolo none di esso a pag. 506, come pure lo nieritano i Processi Ver- bali estesi dalle Gommissioni incaricatc dello studio di cosi inleressante argomenlo, quali sono, quello 21 aprile 184-3 lenutosi in Trieste solto la presidenza del sig. consig. di Governo Fr. Wiinder , cav. Griinnald , e 1' altro A aprile ISii^ ei-ettosi sotlo la presidenza del Segrelario guberniale bar. de Hahn. Sono pure interessanti i risul- tali deir analisi chimica quantitativa pralicola in Trieste su qucsta terra ia conlronlo delta pozzolana coniune. Tali lavori mi vennero falti conoscere dal benemerito nostro collega ingegnere Gasoni, e sembrami (osse impoitanle che copia di essi dovesse conservarsi prcsso questo no- stro Istituto, al quale puo venir circoslanza che lornino di soninu) inleresse. Vi accennavn, chiudendo la mia suaccennala Memoria su! potere aggregatore del ferro, che mi sarebbe argo- mento di altro discorso 1' esposizione dei risultali da me otlenuti, comprovanli 1' et'ficacia di queslo melallo nelle cementazioni subacquee. Ora per meglio mantenere la mia - M! — parola sccisi a coiiipagiio tie' inioi studii su cosi iiitere.s- sanle argomcnlo, il doll. Gio. Pisanello, nostro chimico distinlissimo, e spero non tardar niollo a meltervi a cono- scenza delle uuove speiienze^ che ci siamo proposli di la- re iiella voiiiente osliva stagione. Poscia il sig. dott. Achille Desiderio, a tenore dell'art. 8 del Regolaniento organico, e aminesso a leg- gere una sua Memoria intitolala : IJ operaziune ij;ene- rale^ unica^ cosfante del rimedii sul corpo ivVo consi- ste nella espansione. L'Antore niosfro che non racchiudono un fatlo generale e una realita di gran rilievo le due opera- zioni essenziali di sliinolo e contro stiniolo sul corpo vivente le quali abbiano tendenza reciprocaniente di- strutliva. Inlese a provare die le due foize saturantisi del Rasori non si tengono a buou discorso di ragion naturale, perche Tequilibrio, perche la quiete nioleco- lare, la coordinazione statica in opera della saturazione diventa nella vita una morte reale. E infatti vivere e agire in aggiustata couiaiensurazione e conserto orga- nico. Cosi tolto, per avviso dellAulore, 1 inganne^ole presupposto della foniiola generale del Rasori, si tolgo. no eziandio le sue prove lavorate sul I'also. Dopo cio, il dott. Desiderio si apre facile Tadito alia sua proposi- zione fondamentale. I fenomeni della vita si risolvono nei due soli essenziali del senso e del moto. e quest i alia sola espansione, unica foru)a priuiitiva di uiovi- inenlo in lutti gli esseri vivenii, si riducuno. La vita — 112 ^ risulla una cosa sempre identica, e pero tutti gH agenii suH'organisrao vivo debbono produrre iin identico ef- fetto primifivo, la espansione. Con una mano di falll sperimentali I' Autore si conduce a provare che le so- stanze lerapeutiche inducenli aumento di calore al cor- po vivo, si risolvono in allenuazioni molecolari, ond'e che la molecola, al punto dello spiccarsi in condizione elastica, si sparge e colla moderata espansione sua in- gagliardisce i fremiti vibratorii ripulsivi proprii del- 1' organismo e da gli effetli del calore auuientato. Gli agenti stessi, come p. e. il fosforo, il tartaro stibiato, la canfora ecc,,i quali, cimentali a dose alia, cagionano ab- bassamento di temperie, 1' Autore gli strigne alia mede- sima espansione mossa costantemente dalla forza ripul- siva molecolare, e non punto a una nuova forza ideata di fantasia. La forza, secondo I'Autore, non inula sem- bianza e nat.ura, e non si disforma dall' esser che ha ; ma e la forza stessa cresciuta in eccesso grande, che carica, aggrava e preme, e premere e valer da peso. tin lieve colpo di martello, dic'egli, su d'una corda me- tallica tesa la fa vibrare armonicamenle, un colpo lor- te anziche vibraria la spezza: due effetli opposti cagio- nati da un ageule secondo la misura quantitativa delki forza adoperatavi. Per conseguenza Tabbassamenlo di temperie e reale efletto della reazione in coatrario ca- gionanle i cunseculivi schiacciamenti inolecolari, i qua- li operano conirariameute alle rarefazioni calorifiche producendo effetli opposli, cioe condensa/.ioui e fred- — 115 — do. E un seraplicissimo maglstero di gagliarda pressu- re dell' espansioue dell' agente. Che se di questa pres- sione in contrarlo vogliasi avere una prova, infondasi acqua a bollire entro una pentola serrata a suggello . ermetico. Se anche si valichi d'assai il limite della ebuUizione, Tacqua stessa tuttavia noa bolle, concios- siache siavi il vapore soprastante, il quale colla van- taggiata pressione puntando preme e serra I'acqua im- pedendole di trascorrere in quello stato dinamico bi- sogoevole alia ebullizione (Estratto delV Aulore). Parimenii il prof. Raff. Molin fu aniuiesso ad e- sporre verbalmente alcune sue Osservazioni snlVana- tomia degli scheletri de plagiostomi. L'Autore dimostrava come, paragonando le tavo- le e le descrizioni degli scheletri de' plagiostomi date da Gio. Miiller, non si possano determinare i petre- fatti di queir ordine, perche i caratteri adottati come caratteristici daiP anatomo di Berliuo non sono co- stanti a tufta la colonna vertebrale , ma proprii sol- tanto ad una piccola porzione della stessa. Da queste considerazioni fu spinlo il prof. Molin a studiare piu esattameute gli scheletri di quei pesci, e con alcuni esempii presi dallo Splnaoc Acanthias, dallo Squa- tina ani^ehcSy dal Mastellas equestris ecc, provo po- tersi determinare eyattamente da una sola vertebra r aniraale a cui apparteneva , anzi potersi persino conchiudere a qual regione dello scheletro apparteue- va quelia vertebra. Soggiuuse quindi che meditando Toino IF. Scric 11. i."> — 114 — siigli scheletri > . < "sti esseri ha potuto arrivare a tali conclr.sioni, le quail facilitano persino la deter- minazioue deli'auiinale petrefatto, se aache aon ci e dato d'incontrare altro che I'improata della coda ov- vero di una pinna qualunque, e dimostrare come, mediante determinate costruzioni geometriche, si giunga ad alcuni angoli, i quali in varie combinazio- ni scoprono a qua! plagiostoma apparteneva la coda ovvero la pinna. Conchiude ch'egli ha gia corapiuto questo lavoro, ma nou potendo tanto presto pubbli- carlo per la estensione che gli ha dato, s'afFrettava di esporre i principli fondamentali delle sue determina- zloni per assicurarsi il diritto di priorita ( Estratto delt Autore). i Dopo le quali comunicazioni 1' i. r. Istituto si riduce in adunanza segreta. Si legge I'Atto verbale deH'antecedente adunan- za segreta del 1 4 marzo, ch' e approvato e sotto- scritto. Si annunziano i seguenti doni falti all' Istituto dopo le ultime adunanze. I. Dalla i, r. Luogotenenza delle Provincie Venete. Prospello defjli Stiidii dell'I. li. Universila di Pado- — 'lis — ya, per I'anno scolastico 1853. Padova d85o, di png. 46 in 4." e Calendario. Codice penale dei crimini^ del delitli e delle con- trauvcnzioni. colic Ordinanze sulla competenza dei Giu- dizii pcnali, e col Regolamenlo sulla stampa per I'lmpe- ro d'y4iistria, Vienna d853 (cdizionc ledesco-ilaliana). VIstitutore, Giornale pedagogico. Punlata 4. a alia C.a del 4853. 2. Dall' Accademia Pontificia dei nuovi Lincei di Roma. ^tti dell' Accademia. Anno V. Sessione U del ii2 febbraio 4852. Roma 1855, in A: 3. Dall' Accademia delle Scienze in Vienna. ' Tafeln zur yerrjleichung and Reduction der in ver- schiedenen Langenniassen abgeleseuen Barometerstdnde. (aus deni Maerz-Hefte des Jahrganges 1852 Sitzungsbe- richte der math, ualurw. Glasse der kais. Akademie der Wissenschaften in Wien) in 8." di pag. 15. Fritsch Karl. Kalender der Flora des Horizontes von Prag intworfen nach zehnjdhrigcn Fegetations-Beobuch-^ tungen, 1852, in 8." di pag. 110. Ueber die periodischen Ersclieinangen im Pflanzen- reiche. Prag, in 4." V. Folge-Band. 4, di pag. 89, con una tav. Resullale mchi-jdhrigcr Beobachiungen iiber jene Pfianzcn dercn Bliimen Kronen sicli tagllch periodisch offnen tend schliessen (aus den Abhandlungen des kon. Bdhm. Gesellsch;)ft der Wissenscliaflen. — V. Folge , 7 _ \in — Band. Prag 1851 , in 4." di pag-. iC4, con il labelle, ed una lav. Ueber die periodischen Erscheimmgen am PF'olkenhim' meln (aiis den Abhandlungen dor konigl. bdhm. Gesell- schaft der W'issenschaften). (V. Folg. Band 4). Prag 184.G, in 4." di pag. 72, con una tav. Pliol I. [. und I. Schabus. Tafcln :;ur liedaclion der ill Milimetvrn Jbgelcscnen Baromelerstdtid auf die Normallempci'dlur von 0.° Celsius (ans deni Februar-IIefte des Jahrgangcs 18S2 der Sitzungsbcricble der malh.na- Inrw. Glassc der Kais. Akadcniie der Wissenschaften (in Wienj in 8." di pag. Ao. ^Imanacli der haiserliches Jkademie der fP^issen- schafteti, 2. Jahrgang 1852, Wien in 8.*' pice. Preisaufgabcn der kaiscrl. y^kademic der fVissen- schaften in f/^ien 1851, in 4." di pag. 4 (2 esemplari). 4. Dal sig. dott. Achille Desiderio. Del polso venose. Idea. Vcnezia, 1851, di pag. -112 in 8." lllnslrazioni^ ed aggiunte dinamiclie aWIdea sul polso venoso. Venczia -1852, di pag. 74 in 8." ■ ' •■ 5. Dalla Societa medico-chirurgica di Bologna. . •; Bullettino delle Scienze inediche, febbraio e uiarzo i852 ; agoslo e scltembrc 4 852. 6. Dal sig. cav. Vittore Trevisan. ■ ■ " Delle Erisifee, ed in purlicolare di guella che e cau- sa gcnerale della epifitia delle vili. Venezia, 4852, di pag. 40 in 8." — fd? — Sulla provcnicnza del bianco dei fjrappoli sopra viti malate di picchiola. Art. di pag. 8 cstratlo dal Collivatore. Tornabeiiiu r.t Hlastmiospura — Norn parmeliacea- niiu (jtjmnocarparum genera. Padova 1853, di pag. 4 in 8." Caralteri di tre nuovi fjeneri di Collemacee. Padova iSfi.l, di pag. 4 in 8." 7. Dall'I. R. Istituto Lombardo. Giornale dell' I. H. Istituto Lombardo e Bihlioteca Italiana. Fascicoli XXII c XXIII. Milano 1855. Si legge uii'Istanza con cui Jacopo Trevisan di San Vito del Tagliamento chlede che sia dall'i, r. Isti- tuto esaminata una nuova maniera da lui proposla di perforare i pozzi artesiani. L Istituto, a senso dell'art. 1 3 del Regolamento organico amuiette I'lslanza, e lascia alia Presidenza la scelta della Commissione ch'esaminar deve il nuovo trovato. Sono comunicati all'i. r. Istituto alcuni Decreti dell' i. r. Luogotenenza , e quindi V adunanza si scioglie. I ,;■ . ) Adunanza del giorin«) 28 maggio 1853. .':t ; . >• •'I ■ ; ■ ,, ■•,•■'; ' i . • ■ i i''!i J.; '■ < '^'' ' . f; .ii.!'!' rui L' adunanza e preslediila dal Vice-presidente prof. Poll, sendo assente il Presldente cav. Racchetti. Si legge Tatto verbale delPantecedeiite adunanza privata del glorno 2 3 aprile che senza osservazlone alcuna e approvato dall' Istituto e sottoscritto. ,. ; , II M. E. prof. Giusto Bellavitis legge alcuni suoi Pensieri sulV Istruzione pubblica^ dei qaali presento poscia il seguente estratto: i> \a- ■; <• • Arduo probleoia e iion v'ha diibbio I' istruzione scienlifica e letteraria di un fanciullo. Quaiito perspicace e diligenle studio sara sutficiente al precettorc per leg- gere nella menle deli'allievo, per iscorgerc quali cogni- zioni sia egli idoneo ad acquistare, e con quali mezzi cio possa olleiiersi ? Quanta altenzione sara necessaria, per- chc I'oi'diiie delle inalerie insegnate produca nelle idee dei giovauelto il couvenienlc legame; e perche le cogni- zioni piu ulili si lacciano iiidelebili nella sua nicnte ? — \20 — Tanto gravi difficolta si faiino a cento doppi maggiori, se invece d' un solo allievo si vogliano islruirc ncllo ^les- so tempo molli giovani, che per le cognizioni acquistale dalle faniiglie, per le abitudiiii, pel carattere, per le fa- colta intelleltuali sieno tra loro differenlissimi. Gome adattare ad iiigegiii si disparali un solo modello d' islru- zione ? Nulladimeno questo difficilissimo , e quasi di- rcbbesi questo assurdo problema, e mestieri risolvure per istabilire un piano di pubblica islruzione. Due vie possono seguirsi per ricercare ed esporre una qualche soluzionedel difficilissimo problema. ascen- dendo alia natura dell'umano pensiero c dalla genesidel- le idee Irarne i principii gcnerali, dai quali disceiidano come corollarii tutli gli special! precetti. Oppure acccii- nare iudividualmente quelle normc di alluale applicazio- ne, che sembrano opportune ad abhozzare o migliorare un progetto di pubblico insegnamenlo. Non puo aflfac- ciarsi alia prima via se non un profondo filosofo : per me appena ardisco mover passo nella seconda, ed esporre al- cuni pensieristaccatijChemetterebbero buon frulto se ecci- tassero le discussion! dell' i. r. Isliluto, le quali potrcbbcro addilare alcun miglioramento a que! progetti, cui daiino opera i Govern! con tanta liberalita di vedute c seiino di consign ; progelli che raggiangeranno quel grado di mi- nor imperfezione, cui in si difficile queslionelice aspirare, quando sieno esaminali con fianca c insiemc r!si)ellosa discussione, i cui dubb! sieno poi convalidati o dislrulli dalla comune macslra, I'esperienza. Divisione. Una nalurale e convenicnte divisione del pubblico insegnamcnto puo a mio credere qualificai-si cosi: sludii generali obbligalorii; sludii general! superior!; — — iL>i — sludii special! ; — e finalinente studii spcciali supcriori od universitarii. — E per dare forma piu concrela alia inia idea, diro studii generali obbli e della o. lo mi soMo sovercliijuncnle dilungjlo intonio a quell' opera a roio crcdcic ulilissima, cui, in niaiicanza d'altio piii esprcssivo, polrebbe darsi il noiue di Vocabolai io ; qnesto presenlerebbc lut- ta la licchezza della lingua, farebbe vedere dove fosse mesti"!'! cer- care nuove parole, c, niollo piu frequenleinente, dove fosse oppor- luno sceglicre le parole niigliori c condanuare le caltive al merita- lo obblio. Torno al luio proposito dicendo ilic il libio die do- vrebbc porsi tia le mani di cbi s'accinge al fundamentalc Ira luHi gli sludii, a qiuilo della lingua, i^arcbbc mi lislicllo del vo- cabolario da luc divisato : lo si potrclibc iiiuilaic alia parole die fcrnano la lingua coiuune, lasciale (|iu!k' d'auliqaalo o di rarissi- — 131 ~ vero prolitto da lanlo mumvo di giov;.neUi, difficihnenle SI trover^ soven I,io die essi si esh-ndano sii molte cogni- z'oni „t,li a quel!;, gynn classe di „o,nim, die non pud nspirarc ad una spccialo islruzione. ( Quaolo sarohbo utile mo uso. Per ogni pa.ola si avrcLI.ero clue pnr.grafi dislinli n.l pnmosi darel.Lco Ic osserva^ioni ortog.afKhc o grammalirali in tnlto qoanio si allontH,., d,||e ..gole p,u gener.!! ; cosl io studio dclla grammatica sarcbi.e ridoUo a ,|nelle .egol.. e tutte le ecrezioni M r.manderebbero al vocaholario. Nel .sccondo pnrngrafo si par- lcTeI)be del significa.o e dell' „so dclle parole tra loro affini, nolan- done le Icggcre diflercnze con appropriate definizioni, e meglia con succos, esempii. Pel giovanelti gii csempii, rpali soglionsi trar- rc da anuclu Novdiieri, hanno tolvolta per pregio r.aggiore quello di tornar loro .ninleiligibili ; ed e poi rarissimo che esempii scclli cosl a case facciano spiccare il vero scnso della parola'; il cl.c invecc si ottcr.a se da persona bene inleliigentc sieno 'formati apposil, escn.pii, e cp.esli contcngano quaJcIie vero, cui siu ulile, non dannoso, pre.entare al glovinello. Parmi che di cib sieno' Stat, d,a. esempii degni d'imilaziune dallo Zecchini nel suo Dizio- nario dci sinonimi. U„ Dizionario dclla lingua dovrebbe essere la riunione delle dcfin.z.on,, che sono la riunioac dclle cognizioni. Per on vocabo- lar.o d.,trdnulo sistematicamenle sarcbbe facile che o^ni parte vcn.sse esaminata da uomini bene istrulli nel relativo argomento acc.o..:he d vocabola.io riuscisse esatto e pregevolc ancho dal ialo dclle cognizioni e delle scienze. I Dizionarii nel loro disordine alf.betico rispingono nualuDcmc paz.cnte Icltorc ; non sa.ebbe cosi del Voclfeluio ; e il glovanet- o,rru;N.'l » Riguardo alio sviluppo della malatlia, io, com'Ella, non poleva Irovaro una dipendenza colle coiidizioni dclle localita, colla naliiia goognosUca del suolo, e simili cause, le quali polessero altfrare in generale la salale della pian- la. Quaiido pareva, in alcnni casi, die le vignc posle in una bassa cd umida sihiazioiie, fossero piu allaccale che allre collocale in condizioni opposle, qiiesla difTerenza non sempre era nianifesla poiclio nan di rado Ic vignc, situate in un pendio dirupalo c nieiidionale, eraiio non nieno at- laccate. Una circostanza sollanlo era mollo sorprcndenle. Nella Svizzera, com'e nolo, le Ictloic dellc case sporgono niolto dai niuri, e non di raio si trovano sotto queste let- toie delle spalliere di vili pienamenle proletle dalla piog- gia. Queste vili erano in generale mollo piii ainmalale che le altre esposte a cielo apcrlo; c, in alcuiii casi, io poteva osscrvarc con sicurczza che la malatlia avcva attaccato da prima queste spalliere, c ch'esse lornnvano il cenlro, dal quale la malatlia si diffondeva sulle allre vili a ciclo aperlo. » Aveva cosi a prima vista le circoslanze piu idooee a dimostrare se la malatlia dclle uve fosse la conseguenza di una malatlia generale delle vili, ovvero fosse prodotta dal parasitismo del fungo, chiamalo Oidium Tackeri. Da cio. e da allri fatli, ho polulo convincermi che la malatlia delle uve non e provenienle da una qualsiasi malatlia dellc viti, ma che il guasto delle parti verdi dei rami, delle fo- glie, degli acini e puramente locale e prodollo unicamenlc dairir)fluenza del fungo. » Le inie osscrvazioni corrispondono iuollrc con quelle della veneta Couunissione pienauicnte in cio che le — d71 — miitazioni morhosc, dipendenli dal fungo, sono del liillo siipcrficiali ; da principio si nioslrano sulla sola epidcrmi- de, quiiuli, parlando delle parli verdi, sii alcuni soUoposli slrali di cellule, ina non oltrcpassano mai qiiesli slrali, restaudo lo parli piu interne della corleccia, il Icgno, c cosi pure il parcncliinia degli acini, nel loro slato natii- rale. lo sono d'accordo colla Coniniissione che il micelio del fiingo si sviluppi sulla superficie dell'epidcrraide an- cora verde e sana, in forma di una tela di ragno, e clie, in consegiienza dell'infiusso del lungo, divengano amnia- late Ic celUiie deU'epidcrinido, canibiando il loro colore in bruno, e disscccandosi; die inai il fungo si sviluppi nella soslanza gia disorganizzala della piantn, in consegnenza di un'ailra nialallia prccsislcnte. Non ho niai osservato che la nialnltia fosse prodotta per influenza di acari o d'allri insetli. Dunquc io debbo conchiiidere che non csi- stc ne una gencrale, no una locale nialallia della vile, dalla quale dipcnda I'origine del fungo, ma che queslo sia la sola causa della ninlollia. Ne vicne di legitlima conse- gnenza, che ogni lonlativo per curaria 'debba csscre di- rclto alia dislrnzinnc del fungo. e ch"e del lulto illusorio il progetlo di volcr guarirc la pianla per mezzo di un Irallaniento generale. destinato a modificnrc I'inliera sua vegelazione. » In ([uanto alia spccifica dislinzionc dell' Ot(/(';n)i Tuchcri^ il sig. Balsamo Crivclli ed altii hanno preleso che provenga, non sollanlo sulle viti, ma ancora sulle al- Ire pianle, c non formi quiiidi una specie dislinla, lo, com'EIla, non posso essere d'accordo con questa opinione, perche Tossersazione piu allenla non mi ha mai moslroto una dispersione del fungo dnllc viti sulle alti e piante vi- cine ; io ho perfino vedulo che VAmpdopsis (inimjuc folia ^ intrecciala coi rami di viti, colpilc in massimo grado dal — 472 — fungo, riinase nondimeno costantemcnle immune dalla pa- rasita. Pare di piii che le viti americane non sieno attac- cate dal fungo, ma su cio sono scarse le mie osservazioul. e non arrischio dire cosa positiva. » La frullificazione del fungo, scoperla dal cav. Ami- ci, non fu mai da mc veduta nella Svizzera e nella Ger- mania. In quesle regioni piu seltenlrionali erano sola- menle svihippali gli otricelli moniliformi, e non pare dub- bioso che in quesle regioni il fungo si propaghi per que- sli olricelli, perche io li vidi molte volte in istato di ger- minazione, Sarebbe slato facile per me di fare ossorvazioni sicuie su questo argomenlo, perche la malaltia non c an- cora avanzata nei dintorni di Tubinga : ma ommisi di faro lali csperimenti, lemeudo di rendermi cosi autoie dell'in- Iroduzione del male in nna regione, dove la vile forma iiileresse dell'agricoltura. » La prego, chiarissimo signore. di accellare queste pochc osservazioni colla stessa indulgenza accordata agli allri lavori del suo servitore « Hugo von Mohl. » « Venezia, 27 maggio 1853. u .,;„,,", Dopo cio I'Istituto si riduce In adunanza se- greta. , , ,.,.:, ... . Si legge I'Atto verbale dell'antecedente adunao- za segreta del giorno a4 aprile, ch'e approvalo e sot- toscrilto. ! , Si aanunziano i seguenli doni falti all' I, R. Isliluto. , I. Dalla I. R. Societa Geologica dl Vienna. — ilo — Jahrhuch der kaiserlich- konigllchen Gcologischen Reichsanstalt. 1852, 111 Jahrgang n." 4 October, Novem- ber, December, i , .,..!!,.,<;,.:■'(=/,> _ Mi .^Jai 2. Dal sis;. F. E, Guerin Meneville di Parid. La maladie des vignes, ISotice. Paris, d853, di pag. 54, in 8." piccolo. cvn'^i'- '- >''''i rtin'vjjtrr'.'i iiiii; •' !-:.-j'r,;; ],: i;in<\n! ^' ;■,. iO'd;; ;;i cjij -jlMiiO/j !;l!ia-.)7r: ruoj-iiy^j ( I ■ :/).U lr=o;^-ri>i (i'.i!:; Aduwanza del giorno 26 giugno d853. Si legge I'Atto verbale deli'antecedente adunan- za pnvata del giorno ^8 niaggio, che senza osserva- z.onealcuna e approvato dall'Istituto e sottoscrilto dal Presidente e dal Segretario. II M. E. ingegn. Casooi legge una sua Memoria Sulla destinazione dl un\intichissima opera murale da lui scoperla in Venezia. L'Autore si fa in prima a ricercare I'antica con- diz.ooe delie Isolette di Rialto quale era ne' tempi storici senza vagare in piu lontane investigazioni che condurrebbero a que'periodi delle allegorie, delle fa- vole e delle tradizioni, prima cioe che queste cedes- sero il luogo alia esattezza ed alia severita di una sto- rm positivamente cronologica. Dall'arrivo a queste spiaggie dello spartaoo Cleo- nimo, accennato da Livio, il quale successe tre secoli prima dell'Era volgare, I'ing. Casoni passa a toccare de lavor, d. argini e di fosse, ricordati da Strabone e Tniiio IF. Serie II. — i78 — (la Pliuio, siccome liiUi in questo Lagune j quiadi viene al proposito de' Padovani, delle loro relazioni con queste isoleite, e del porto di Olivolo, di cui per essere il piu opportuno se ne servivano ne' traffichi alia via del raare. RiGiitate alcune tradizioni non bene giustificate, cerca di mostrare rantichita di queste isolette colla testiraonianza di monunienti spettanti all'alta anliclii- ta Romana, dissotterrati in esse a grandi profondita, e di altri nionumenti i cjiiaii appartengono a vetuslis- sin)i fabbricati, de'qiiali accenna le localita, il uome, e di taluno offre delineate I'aspetto esteriore. Premesse tali indicazioni, I'Autore passa a nar- rare la scoperta da lui fatta nel Febbraio 1822 d'una grandiosa opera miirale, al lenibo dell' isola denomi- iiata le Vergini, lungo il canale che divide questa dal- I'altra isola di sau Pietro di Gastello, gia Olivolo : ne da la descrizione nel piu minuto dettaglio sia riguardo alle proporzioni, alle raisure e si ancora alia qualita de'niateriali che consistono in massi e grossi ciottoli di Masegna o Trachite Euganea co'quali e coinposto il nucleo a gettata — in corsi posti a scaglioni di pie- tra calcare d'Istria lavorata, con che e rivestito quel nucleo dalla parte del canale, e di nialfoni o pietre cotte identichc a quelle dell'antichissinia citta d'Alti- no, impiegate in un inuro regolare che vi e soprap- posfo. Il priaio iadizio se n'ebbe a nietri i.SaS sotto il stiolo odierno dellisola. e raetri 0,1 84 sotto I'odier- — 179 -^"^ no segno d'ordinaria alta marea: Tintiero manafatlo e alto metri 4-9^ i? e grosso alia base raelri 3,3oo. — Queste ed altre circoslanze locali, figurano in due dl- segni, di cui uno rappresenta il profilo dell' opera scoperta, 1' allro il piano di situazione, e su quesli appunlo I'Autorc int ende appoggiare le sue conget- ture. Egli viene a proporsi tre quesiti, e s'accinge a dimostrare i ." che questo manufalto era opera pub- blica diretta a pubblica utilifa*, 2,*^' che serviva ad uf- fizio iniportante e di vanlaggio municipale j 3." final- mente che in tempi abbastanza precisi venne posta a difendere dal tocco d'una corrcnle viva e coslantc it lenibo di quella terra, foss'ella Dosso o Tamha^ la quale poi nel secolo XII ebbe nome Isola delle Vergi- ni: il perche e da considerarsi come opera idraulica. Per inoltrarsi in queste invesligazioui e per riu- scirne con qualche utilita, I'Autore da una descrizio- ne circostanziala del corso de'fiumi che molto prima del XIV secolo versavano in queste lagune e per esse giungevano al mare j ciocche egli faceva dopo lunghi confronti tra I'antica idrografia, quella de' secoli di mezzo e la moderna topografia del pacse piu iuterno a queste stesse lagune vicino, servendosi anco, pero colla dovuta cautela, delle carte congetturali pubblica- te da Bernardo Trevisano, da Tommaso Temanza, da Bernardino Zendrini e da Giacomo Filiasi riprodotte in parte da Giovanni Federico Le Bret, al che ag- — d80 — giungeva i proprii siioi esami locali sulle lortuosita di quegli alvei che neH'ampio spazio della laguna ancora conservano gli antichi nomi, e suUa qualita del ter- rene al loro fondo. Stabilito il principio che un ramo del Medoaco maggiore dappoi denominato Brenfa, il quale staccan- dosi al sito dell' odierno Fiesso (Flexus) dove assu- nieva il nome di Fiuiue Una o Prealto^ curresse a versare nella laguna nelle vicinauze di Lizzafusina, descrive I'andauiento di queste acque dal margine di terraferma alle isole, inlorno queste isole e da esse fino al porlo di Olivolo. Accenna che il canale di Rialto ora Canal grande ed il Visignon ora canal del- la Giudecca n'erano gli alvei primarii : che a queste acque a mezzo dell odierno Riv(j Canaregio si nniva parte di quelle provenienti da fiumicelli Mestria-Bu- tinicns^ Miixon-Terf^ula e Pionca^ mentre altra por- zione di queste inflettendo al uord costltuivano il fra noi celebre canal Biria, e finalmente che alP isola Oli- volo, incontrate le altre piovenienti dal Sud, tutle as- sieme sfociavano nel ricordato porto di Olivolo. Ecco dunque (cosi espriine 1' Autore) correnli d'acque dolci, correnti vivaci e gagliarde se valsero a dare ed a far che rimanga fra noi conservato il nome degli alvei che da esse erano solcati nel profondo del- la laguna: ecco dimostrata la possibilita di avere in queste isolette si gran numcro di molini, come ricor- dano i noslri cronisti. — 181 — E qui paria dogli Acquimoli, che egll crede fos- sero spazii concessi per chiusure o pescaje ; assegna da quali acque, fra le descritte, que'molini avessero movimento : rifiula il parere del Gallicclolli che fos- sero uaicamente mossi per effetto delle maree *, torna sul proposito del porto di Olivolo, e dalle cose rife- rile deduce nuovl argomenti per ritenere, a malgrado la contraria opinione del Temanza, che questo ap- punto fosse il porto pella sua opportunita frequentalo da'Padovani. Inoltre dalla coordinazione di tanli falti conclude che I'opera murale da lui scoperta, fosse co- la posta a presidiare il lenibo a levante del terreno air odierna isola delle Vergini dal tocco delle acque correnti che ivi pioinbavano dal lato meridionale del- le isole, ed irrompevano nel ricordato canale s. Pie- tro, specialniente e con inaggiore violenza ne'periodi del riflusso rnarino. La necessita di raffrontare la successione degli avvenimenli e di esaminarne 1' ordine cronologico, porta I'Aulore a parlare del cosi detto nionuuien- to Patavino, gia dimostrato bugiardo ed apocrifo; passa di seguito alia famosa lettera di Cassiodoro, sul proposito della quale osserva che essendo essa direffa a'Tribuni marittimi, insorge il dubbio se fosse scritla a'Padovani padroni di Rialto, o piutlosto a'Veneziani allora residenli in Eraclea, primo luogo di loro con- vegno, e cio anco pel riflesso che Eraclea aveva suo porto con quello di Jesolo ed Equilio, e che secondo — 482 — i nosli'i Cronisli i Tribiini assunsero nome di marit- timi dopo 1 anno 809, dopo cioe la Iraslocazione del Trono Ducale de'Veneziani nolle Isole Rialline, vale a dire due secoli e mezzo circa dopo la raorte di Cassiodoro, lo che importa assai goffo anacronismo. Dal contesto delie fatte considerazioni ne deriva per loglca conclusione die v'e errore madornale in lulte le iscrizioni ed allri montimenti che qui abbia- mo datati AB-VRBE CONDITA quando pero riferi- scano all'anno 42'i, che appunto e quello del ricor- dato monumento Pafavino, quello di Entinopo di Candia costruttore della prima chiesa in Rialto dedi- cata a s. Jacopo, anleriore di quasi quattro secoli alia traslocazione del Seggio Ducale in Rialto, e quasi cin- que prima che Rialto stesso diventasse Citta ed as- sumesse il nome di Venezia. — Qiiesto e dir molto, soggiunge I'Autore, ma la serie ordinata degli avvc- nimenti, le osservazioni falte dal Gailiciolli e quesle mie deduzionl conducono a tale concludente sviluppo. Dopo aver, per incidenza, riferite alcune circo- stanze locali frutto di sopraluoghi da esso eseguiti e delle nolizie cola raccolte, per cui va ad essere con- fermato quanto si legge nclla Cronaca Sagornina in- torno all'antica condizione in Isola di Eraclea o Cit- tanova, e per qtieste singolari particolarita avendosi aperlo un caujpo piu esteso a nuove deduzioni, ling. Casoni proseguo ricercando, quando e da chi vcnne fatta escguire quciropera idraulica, quel considerabile — iSo — manufalto, e vorrebbe chlederlo alia difTerenza Ira I'an- tlco da lui presunto ed il moderno llmite ordinarlo dell'alta marca, ed anco alia varla qualita ed alia pro- venlenza dei materiali impiegativi. Riguardo pero al- ia prima rlcerca, egll nota die affalto incerti essendo gll eleraenti di questo calcolo, colpa le uiolte e sva- riate cause che concorrouo a produrre le osciilazioni nel livello apparente del mare, ne essendovi propor- zione precisa fra tempo e misui-a, torna a vuoto qual- siasi pralica per riuscirvi con qualche esaltezza, quin- di dopo averne provocato uu tentativo, rinunzia colla speranza anco al pensiero di sortirne. i •._ L'esame de'maferiali torna piu favorevole alle di lui indagini, stanleche la qualita loro e la prove- nienza si annodano in qualche modo alia sloria di queste isolette. L' Autore si fa dunque a dettagliare le vicende de'materiali qui adoprati nelle plu auticlie fabbricazioni, e ne assegua le rispellive epochc — e cosi il secolo VII e con piu esaltezza il principio del IX secolo })elle pielre cotle o mattoni provenienli dalle rovine di Allino, de'quali e composta la corona murale delfopera scoperta, e la meta del secolo XII riguardo alia pietra calcare d'Islria, nolando pero che qui ne compariva anco nel VII secolo pclle demoli- zioni che andavansi mano a mano facendo nella stes- sa Altino, quando invece la Masegua Euganea conlava una data assai piu remola nella sua inlroduzione. Quosli dali porlauo I'Autore a Gssar lalteuzioue — 184 — al principio del IX secolo; e qui trova ia Angelo o Agnello Partecipazio un uomo proclamato di genio intraprendente, operoso, solerte e ruoUo propenso al vantaggio ed al miglior essere di qiieste isolelte da lui scelte per fissarvi la residenza Dacale : Irova aver egli istitiiito un apposito Magislrato, di cui uffizio era promuovere od invigilare sugl' interranienti e sul- le booificazioni ; trova die esernpii lumiiiosi oflferse di premura e di alacrita pella riedlGcazione della deso- lata Eraclea, cui dava nome di Gittanova, e pello rifa- cimento o risarcioieato di Jesolo e di Equilio*, trova die i cittadini adescati dal permesso di allargare i proprii poderi, e peila concessione di altri diritti coo- peravaao a'saggi intendiinenti del loro capo, ma os- serva die se i piccoli lavori di margiuazione al terre- no delle Isolette ed altri siuiili provvedimenti slavauo nel limite delle private facolta, non cosi esser poteva delle opere gi-andiose e di una mole come quella del manuralto idraulico di cui e parola j e vieue quindi a conckulere die questo manufatto era di primiera ri- levanza perclie destinalo ad opporsi a sostenere I'urto della maggiore fra le correuti die dilavasse queste isole e die nel canale di Oiivolo proveniva dal Sud dirigendosi al porto vicino; onde ne assegna la co- slruzione ai tempi di quel Doge, percio dall'anno 809 alP827, od aluieno in quel lorno; nola infine che cola trovavasi lanto opporUuianieiitc indinala e disposla a ricevere I'urto obbliquo dciracqua, da far couoscere _ 185 — come lV;i nui ancu in (|UL'll'ela Ira laulc iielasld per eccessi di violeuza c di arbilrio non erano poste iu dimenticanza le leggi praliche irun'idraullca ualurale. L'iug. Casoiii non crede dunque di ascrivere questa opera a tempi anteriori anco pel riflesso die in essa si e fatlo uso di arpioni di ferro a reclproco ritegno de'massi del rivesUmeuto, pratica questa ri- fiutata dagli antichi che al bisogno si servivano di Duroni od altri mezzi falti di legno incorrutlibile-, laonde non trova di assegnarla al numero dalle opcre eseguite in queste lagune quali vengono ricordale da Plinio c da Strabone, e spera di aversi apposto alia verita se congelturava che appartenga invece al secolo IX quando venne qui trasferito il scggio Dacale, al- quanlo prima che Rialto fosse dichiarato Citta cd as- sumesse il nonie di Venezia. L'Autore terniina la sua leltuia dicendo di adempiere cosi alio promessa esposta alia IXota 2.G di una sua Memoria sopra una conlrocorrentc marin;i. nella (piale dava la prima nolizia di questa sua sco- pcrla ; che se azzardava qualclie parere, se alcun poco si discostava da cio che altri scritlori opinavano sul proposito di queste lagune e di alcuni particolari nella Storia loro e delle isolette che le adornano, in- tende aver cio lalto sulla base di esatti e ben pesali confronti-, dichiara die intcnde aver esposte sem- plici congelture senza pretesa alcuua di aver pronun- ciata sentenza, che quesli suoi sludii egli assoggella Tomo IV. Scric II. • 'i — 18() — all' I. R. Islituto, chiudendo con queste espressioni: prego che a queste mie congetture siami permesso aggiungerne anco una, ed e che dalla vostra esem- plare pazienza iu ascoltarini, possa congetturare che mi siete cortesi di compatimento {Estr. delt A.). QuestaMemoria va corredata d'interessantiNote storiche illustrative. Quindi il dott. A. Berli a senso dell' art. 8 del Regolameato organico e ammesso a leggere un suo Discorso intitolato; Speritnenti e considerazioni sul fenomeno delle tavole seinoventi. Premessi brevi cenni inlorno alia sloria del fe- nomeuo, il Berli dichiara esistere iu esso un'incogni- ta, ch'e la forza generatrice del moto. A scoprirla egli reputa necessario investigare prima, se una tal forza appartenga alle arcane o alle conosciute ', quale essa siasi, e il modo in cui opera. E incominciando dalle arcane le I'estringe a due specie le odiclie e le mesme- riclie^ e le rigetta ambedue \ le prime, perche impo- tenti a generare il moto ne'corpi gravij le seconde perche dotate di proprieta diverse da quelle che ma- nifesta il fenomeno. come si rileva dall'esame un po' attento di esso, e dagli sperimenti istituiti per rin- tracciarle. E poiche tali arcane potenze consistereb- bero per comune opinione in un fluido, cosi egli pri- ma di procedere nell'analisi, islituisce brevi ma deci- sivi esperimenli per dimostrare, che nessun impon- — 187 — dcrabile puo essere causa del moto, e quindi al pari delle odiche e delle inesmeriche esclude le Jlsiche^ quali sarebhero quelle dell'elettricila, del magnetismOj del colore aniiriale. " ^' ' ' . Sciolto il primo quesito, passa al secondo e cerca toslo la incognita forza fra le meccaniche. Ma la ipo- tesi, die vorrebbe soUantoconsiderata la gravida come elemento del moto, gli pare insufficiente, siccome quella che non ispiega il fenomeno nella sua astratta generalita, ma bensi in alcune sue speciali applica- zioni a una data forma di tavole e ad un'unica specie di movimento. Lo stesso dicasi dell'ipotesi, che lo attribuisce ai battid cardiaco-{>ascolari^ contro cui sta il fatto gravissimo essere una tal forza identica in ogni tempo deiresperlmenlo, mentre il molo lo vegglamo progressivamente aumentarsi. Quindi trovate erronee od insufGcienti tutte le accennate ipotesi si chiude nell'ultiraa, che lo vuole generato da alcuni inavver' titi moviinenti del miiscoU^ e con una lunga serie di esperimenti eseguiti in posizione eretta oseduta, colle braccia spedite od aggravate dal peso del tronco, colle mani premeuti o sdrucciolanti, distese sulle palme o soUevate sui polpastrelli, pari in nuniero o dispari, cospiranti od opposte ue dimostra la verita con quella maggiore cerlezza, ch'e conceduto all' uomo di rag- giungere per mezzo dei sensi. , Ne egli se ne sta allegro alia scoperta di questa forza, ma vuole sapere come essa agisca, e perche, — 18S — quaiiUmque esercitafa da organi soggetli alia volonla, possa, senza die niaochi Tatlenzione, non essere mai e da nessuno avverllta. Imperciocche egli aUribuisce beusi i prirnl iiioterelli alle diflferenze degli urti e delle pressloni dovule al lato deslro e al sinistro del corpo iiinano, ma non sa persuadersi coaie da que' minimi residui, anche insieme somraati, ne venga tanta forza ehe basti a vincere non piccoli attrili. Ma qui lo soc- corre la conghietlura, die andie in tal caso si generi queirarcana annonia, la qviale in uomini occupati in- torno ad una comune opera si desta pronta e spon- tanea alleggiando i loro organi ad un accordo mira- bile di funzioni, e conclude asserendo die il moto, in- comiuciato colladifferenza, continua colla somma delle due forze. Del qual falto ofifre prove parecchie lolte dall'analogia e conferraate dagli sperimeoti^ dopo cui passa all'uUima obbiezione, e trova non essere in tal caso avvcrtito il movimento, perdie ad esserlo gli e d'uopo diventare una sensazione. Ora i sensi trovan- dosi intorpiditi o insufficientemente affetti, non val- gono a ricevere e a tramandare una tale impressione e quindi mancando la coscienza del moto perche in- vohntario^ e la sua nozione perdie insensibile^ lo spc- rlmenliitore afi'errna con pieno convincimento di non escguirlo. Sciolli in lal aiodo I tre (jtiesili, il Berli consl- dera i varii moli nelle dififereoti tavole mostrando le ragioni del rolatorio^ dell'a/^er/zo e del composto, e le — d89 — cause che generano Tuno a preferenza dell'altrOj e ac- cenna da ultimo a tutti que'raoti ne'diversi corpi che o nuovi s'immaginarono o dimenlicati si evocarono, quasi fantastico corteo della tavola roteante, dichia- rando non poter esso ascriverli ad altre cagioni, finche ad ottenerii vengono adoperate le raani. Conclude dunque essere per suo avviso unica la forza movente, e questa risiedere nei muscoli (Estr. delVA.). Per ultimo il M. E, prof. cav. Santini fece al- I'lstituto la comunicazione seguente: II sig. Klinkerfues addetto all' Osservatorio di Got- tioga dirello dal cclebre doll. Gauss scopri nella nolle del 40 air \i giugno 4853 una piccola Gomela nella Costel- lazione del Leone, e ne coraunico In notizia agli Aslro- nonii col mezzo delle Astron. Nachr. di Allona N. 8G3. Essa era debole, con piccolo molo diurno, ed aveva una apparenza nebulosa a foggia di coda di 5 in 4 minuti. Le posizioni osservale in Gollinga erano le seguenli: Giugno T. medio Golt. i3h. o'. 53",6 II . 25 . 3, o AR. 9h 3.-.53",77 32 . 29, 97 Decl. bor. 43°. 28'. i5'',i 43 . 23 . 57,9 Non si pole, in grazia del callivo tempo, ricercare prcsso di noi che nella sera 22 giugnoj c si Irovo tosto in vicinanza al luogo additato dalle supeiiori posizioni. — 190 — La stagionc ncbulosa avvcrsa alle osscrvazioni ci ha pcr- messo soltanto di fare le due seguenti osservazioni : Giugno T. M. in Pad. AR. Com. Decl. Com. 22 23 loh . ,G'. 26", 3 J) . 23 . 55, 7 yh . 37' . 3V,78 .) . 38 . 32, 53 42° . iG' . 20" ,G 42 . 9 • 58, 4 -1, Fu confrontala alia nostra Macchina equaloriale colla 3399 del Calalogo dell' Associazione Brilannica (19 del Leone di 5 7.2 giand.) ; si mantiene dcbole di luce, con una estensione di due a 3 minuti, per cui le osservazioni non riescono dell' ullima precisione. L'Istitiito si riduce poscia in adunariza segreta. SI legge I'Atto verbale dell'antecedente adunan- za segreta del giorno a8 Maggio, ch'e approvalo e soltoscriflo. Si comunica all' Istitiito il Decreto della i. r. Luogoteiienza del 10 Giugno n." iiSga con cui e ccnfermata la noniina a Socii corrispondeati dei sig. CO. Ferdinando Cavalli, c cav. Achilla de Zigao. Si comunica pure Taltro Decreto del 16 Giugno n.^ laSaG con cui si dispone doversi aprire il con- corso alia soluzione di un quesito scientifico per I'aa- no 1 855,, oUre a quelle rinnovato e riferentesi all'aano — d91 — correnle. In conseguenza di cio il M. E. e Vicesegre- tario dott. Bianchelli propone che il nuovo quesito debba riguardare alia Letteratura, ciocche si appro- va, dope alcune dlscussioni sulla maggiore o minore estensione da darsi al significalo di questo vocabolo ; e I'i. r. Istituto dispone che, a sense dell' art. 102 del Regolamento ioterno, siano i M. E. richiamati a proporre il quesito da pubblicarsi. Dopo cio I'adunanza si scioglie. AdUNANZA del GIORNO 27 GIUCNO 1853. Si leggono gli Atti verbal! delle anlecedenti adii- nanze private dei glorni ag e 3o maggio clie, dopo una giunia cbiesta nel primo dal M, E. prof. cav. Ca- tullo, e sul niomenlo eseguita, soiio approvati e sot- toscritti, "^ II M. E. Bartolomeo Zanon fece leggere la se- conda parte della sua Memoria Sul rinvenhnenfo dell' A chill eina e delTacido AcJiilleico nelT Assenzio ombelHfero (i). Dopo quanto ha riferito I'Autore nei snoi scritti recentemente pubblicati inforno al rinvenimento dei suijnominali principii, prima nel Millefoglio (2) poi (1) La prima parte della sna Memoria e inserita nel volume IV .delle Meraoric deir 1. I\. Istituto Veiieto di Scienze, Leilere, ed Arli. (2) Memorie dell' I. R. Isliliilo, vol, IT. i845, e Rappoito annualc di Berzclius, relalivo ai progressi della Gbimica. Paris, Vi- clor Masson, pag. 4 1 6 . ^ . ■ : Tomo IV. Seric II. 25 . — 194 — nell' Asseazio ornbellifero {Achillea millefoUuin ed Achillea Clavenae Linn.), rese conto dei rlsultamenti ottenuli da uuove sue esperlenze suU' Acliillelna, e continuo la sua descrizione in clo die concerne le nuove proprieta riconosclule nell'acldo Achilleico. E parlando deirAchilleina, ogli dice, die dopo di avere ottenuta qaesla sostanza col processo di gia pubblicato, Irovo neccssario d'istihiire sa dl essa al- cune nuove esperlenze diretle alio scopo di ricono- scere la sua purezza prima di sottoporla all'analisi. Prepare a tale oggetto un liquido parlicolare, nel quale riconobbe delle proprieta dissolvenli e adatlate a separare I'Acliilleina da altre sostanze, qualora se ne trovassero in mescolanza : esso liquido si compo- neva di alcool quasi anidro e di etere solforico. As- sicuratosi in tal mode di avere un'Acliilleina alio sla- to di purezza, istitui sulla stessa altro saggio cliimi- co, ad oggetto di riconoscere se questa sostanza ap- partenesse ai prlnclpii azotati, valendosi in proposito degl'insegnanienti di Lassaigne usali da varii chi- mici in pressoche simili casi. Ebbe cosi ad assicurar- si, die nei principii coslituenti lAcliilleina non cntra I'azoto. In seguito a tal prova, sottopose questa so- stanza alKanalisi elementare, conibinandola prima di tutto al protossido di piombo, avendo gia riscontrato in essa la proprieta di foraiare con questo corpo un composto anidro in proporzioni definite e costanli facile ad analizzarsi; slabili qiiindi di queslo la com- — 495 — posizione, e pol mediante la combiislione nel solito apparato ottenne i risultali necessarii da poter de- duire col calcolo la quanlita dei priucipii elementari componenti I'Achilleina. Terminali i suoi speriQieiitl sulI'Achillelna, gli venne il pensiero d'lodagare anchc iiell Assenzio om- bellifero {Achillea Cla^^enae Linn.) I'esistenza del- I'acido Achilleico, come fece in passato nel Millefo- glio {Achillea inillefoliiini). Lo rinvenne, n' cstrasse buona quantita col processo di gia pubblicato (i), lo esaraino e lo riconobbe identico ue'suoi caratteri chi- mici, come anche nelle sue proprieta c rganolettiche a qiiello gia oftenulo dalla sunnominata altra pianla congenere; se non che gli fu dato di osservare una qualche differenza nella sua cristallizzazione. Pote an- che assicurarsi colla continuazione delle sue ricerche, che I'acido Achilleico, oltre di avere la proprieta di combinarsi in una sola proporzlone colle basi salifi- cabili e formare dei sali neutri, com' ebbe a notare nel primo suo scritlo relative a quest"* acido (2), ha pure la proprieta di combinarsi alle basi stesse in maggiori proporzioni e costituire dei sali acidi, cri- stdllizzabili sotto forme differenti, solubili in grado diverse secondo la natura della base, e di un sapore distinto da quelle dei sali neutri. Ha potuto ricono- (1) Opere citate. (2) Memoria dell' I. R. Islituto Veneto, vol. II. — -190 — scere inoltre, die le soluzioni di questi medesinu sail acidi, possono essere unite a IVeddo senza decompo- sizione e cristallizzare regolarmente cosi unite in sale a doppia base. In seguito a tali conoscenze, fece ricerca della capacita di saturazione deiracido Achilleico, combi- liandolo al protossido di piombo, e conosciuta la composizioue del sale formatosi, lo assoggetto alia conibustione, dalla quale ebbe i risultati necessarii per poter calcolare la composizioue elemenlai-e dell'a- cido Achilleico e stabilirne la formula {Estr. delVA.). II Socio corrispondente dott. Gera presenta una Nota contenente Alciini pensieri direttm la soffoca- zione clelle crisalldi nei bozzoli dei hacJii da seta, e loro pratica appUcazione. II dolt. Gera si fece a rinlracciare i principii di- retlivi la soffocazione delle crisalidi e ad ofTrire la de- scrizione dell'apparalo piu opportuuo all'uopo. Dapprima si fece a dimostrare: i danni die ne verrebbero sosliluendo altri mezzi al calorico piu ge- neralniente in uso \ e quindi la indispensabilita di usare il calorico slesso, come quello die agendo par- ticolariuenle sul tessuto orgauico della crisalide ne in- duce un process© di mumraificazione , il quale si oppone alia fernieutazione putrida. E di poi nove- rando i danni che apportano ai bozzoli gli apparati in uso, egli propone: che le stufe siano a semisecco ; — 197 — che il calorico circoli soltanto sul pavimento, e nella meta inferiore delle pareti j che il fornello ed i tubi conduttori siano ia ferro fuso, e adatli a togliersi o a rimettersi, per destinare (occorrendo) ad allro uso la stanza ; che la caldaja generatrice il vapore da inan- darsi nell'aaibiente interno della stufa, sia alio ester- no. Vuole inoltre che le stufe siano miinite di lerino- metro e d' igronietro, e che i bozzoll stiano entro a grandi gabbie di legno. Finahnente venne a parlare delle avvertenze necessarie per condurre a dovere la operazione j e del servigio che render deggiono gli strumenti che iudicano il grade di temperatura e di umidita dell'ambiente interno, e quelle che ne misura la durata. E couchiiise che il calorico non deve passare il 70." grade Reaum.; che sara tanto minore quanto piu i bozzoli sono deboli e provengono da filugelli che menarono una vita stentata •, e che I'operazione deve compiersi subito che le crisalidi siano estinle : lo che non si conosce che a quando a qiiando esami- nandole e geltandole su un ferro caldissimo. L'altro Socio corrispoudente dotl. Zanardini co- munica alcune sue Osservazioni siiUa ricomparsa del fungo delle i'iti. Riferisce I'Autore che il fatto di questa ricom- parsa, gia da molti awertito fino dai primi giorni del mese di giugno, lo indusse a ripetere qualche escur- sione nell'Estuario Venelo. Comunlca qnindi il ri- sultato delle ultinie sue osservazioni^ dietro lequali sa- — i98 — rebbe condotto a rifenere: die il fiingo abbia comin- ciato a svilupparsi fino dal priino svolgersi delle gem- rae della vile. Da cio sospetta che 1' anuuale ricom- parsa del fuugo possa esser dovuta a quei germi dello stesso che nella staglone autunnale avanzata, casual- mente si collocano nelle ascelle di alcune gemme. Di- chiara che se il sospetto potesse iii seguito essere confermato dalle osservazioni di fatlo, fra i tanti me- todi curalivi proposli, quello di bagnare con latte di calce al momeiito della potatura tulto il ceppo, e spe- cialinente gli ultimi tralci, sembrerebbe il piu ef- ficace. Cio esposto, passa a considerare la gravezza de- gli oslacoli che si frappongouo per I'applicazione pra- tica di queslo, e qiialsiasi altro nietodo curativo. Con- chiude in fine col dichiarare : che per quanto possa essere svelata la vera essenza del malore, e noti i inezzi che varrebbero a corubatterlo, la piena vitforia non puossi attendere dall' artej ma dagli stessi avvi- cendamenti della natura. Che se nondimeuo si voles- se pure tentare cjualche cosa, il metodo esposto par- rebbe fra gli altri ahneno il piu razionale. Segue a cio la discussione gia offerta dalla Cotn- inissione per la lingua al M. E. dott. Nardo. Essa e dalla Presidenza lirnilata alle sole osservazioni fatte dallo stesso dolt. Nardo sulle voci proposte da quei merabri della Conimissione che si trovano presenti, 6 vi prendono parte il M. O. conte Cittadella-Vigo- — 199 — darzere, ed i M. E. prof, de Visiaui, cav. Fapauni, prof. Menin e doll. Bianchelti. * - L'i. r. Istituto si riduce qiiindi in adimanza segreta. Si Icgge I'Alto verbale delTaDtecedenfc adunan- za segrefa del giorno 29 maggio, ch' e approvato e solloscrillo. Si annunziano i seguenfi doni falti alPi. r, Isti- tuto dope l'ultin)a adnnaiiza: 1. Dal Socio corrispondente doft. Jgnazio Penolazzi. Delia Coleliliasi. Memoria di png. i6G in 8. Ve- nezia -1851. — Dell' id rope ascilc, curala con injezioni iodate nd sacco del peritoneo ( 2 Comunicazioni ), tutto legato in un volume. 2. Dal prof T. E. Guerin-Meneville. Membro della Sociela nazionale di Agricoltara in Parigi ec. Jnuhjse des experiences sur la Mnscardine, et les entires maladies des vers a sole. Parigi 1850, di pag. 58 in 8.*^ con tavole. E)iumeralion des insectcs qui consomment les tabacs. Parigi 4860, di pag. 16. ISecessile d' inlroduire V elude de la Zoolorjie daus V eiiseignement arjricole. Parigi 1847, di pag. 8 in 8. Prodrome d' nnc Iflonorj rapine des JJIijzines, Parigi 1857, di pag. 14. in 8, — 200 — D^ la cullure da la cochenille en Alyerk , Parigi 18S0, (li pag. 8 in 8. Siir les trnvaux sericicolcs executes a la magnauerle de Sainte-Tullc. Due Note. (Parigi I850-I8S1) in 8., la prima di pag. 8, la seconda di 12 in 8. Stir une larve d' hisecte dans les tiges de seiglc prove- vant dela Champagne. Nota di pag. 12 in 8, Parigi 185 J. Inscctes nuisibles aux ncoltes; moijen d\irrivcra leur destruction. Parigi 1851, di pag. 8 in 8. Rapport sur deux iVemoires de Ifl. Gnerin-Iflenevil- /e, sur la lUuscardinc ct sur les v^rs rongeurs des olives, par M. Dumeril. Parigi 1851, di pag. 12 in 8. Observations pour seruir a I' histoire naturelle de C Hijlesine piniperde. Parigi 1852, di pag. 16 in 8. lUotjen de preserver les bles des attaques de VJlncite. Parigi 1852, di pag. 12 in 8. Destruction de la Muscardine. Parigi 1852, di pag. 4 in 8. Notice sur les principaux resultats des educations des vers iisoie etc. Parigi 1832, di pag. 8 in 8. Notice siir les travaux de Zoologie pure ct appliiiiiee a V Agriculture, 0:J — sopra tutto coniando voci grechesche. Del qiial abuso mostra il danno che ne deriva, non solo lisptMlo all;i piirita della lingua, ma rispelto altresi alio sUiJio, ed alia uiaggior diftusioiie delle scienze medesiuie. Chiu- de questo sue primo Capilulo con alcune osservazio- ni sopra la giuslificazione pretesa farsi dal Glierar- dini, per aver egli usati molli vocaboll, o non italiani od in significato diverse da quel clie lianno in llalia, nella sua traduzione dal fraucese del Corso di. lelle- ratiira dello Schle^eh Per cio che spetia alle affettazioni^ ei le reputa peggio in generale che i harharismi i perche questi, quando non sieuo d'una certa nalura, e non sopra- carichino di Iroppo le scritlure, non iscemano di molto la loro efficacia, come fanno sempre quelle. Le affettazioni possono trovarsi, secondo 1 Aulore, piu specialmente nella lingua, o piu specialmenle nello stile. Inlorno alle une ed alle altre egli si ferma al- quanto'j ed i suoi ragionamenli va illustrando e con- validando col fatto di alcuni celebri scritlori, quali furono, tra gli allri, il Genovesi, il Cesari, il Gozzi, e quali souo due piu recenli. Al (iapitolo lerzo, che e, come abbiamo del to, inlorno alia difficolla delVarte dello scrwere^ egli da principio col determinare in che senso lo scrivere debba repularsi \m arte ; e quindi si fa a provare perch egli la rilenga la piii difficile di tulle le aili, e generalmenle di qualunque altra siesi occupazione Tomo IF.. Sent 11. ■■" — 2iO — dejrintelletlo umano. Da una tale difficolta ei ne trae per legitlima conseguenza, non essere possibile rag- glungere od avvicinare la perfezione in quest' arte medesima, senza speadere molta fatica intorno a qualiiDCjue opera di essa che vogliasi prod urre. Alia qual fatica e poi anco raestieri che Tuomo si accosti apparecchiato da lungo studio, da lungo esercizio, e grande favor di natura. L'Autore appoggia i suoi as- suuli a copiosa serie di esempj : e, particolarmente accennando alia necessita del favor dell a natura, di- mostra come alcuni che non poco si esercifarono nel- I'arte dello scrivere, e non poco impiegarono di stu- dio specialmente rivollo intorno alle leoriche ed alle regole di tal arte medesiruQ •, pure, mancando piu o meno del suddetto favore, riuscirono scrittori non eccellenti. E tultavia il favor della natura essendo ben lungi di baslare, egli chiude questo suo Capitolo in- sistendo nuovamente suH'importanza dell' esercizio e dello studio-, di cui parte principalissima e certo quella che dee farsl intorno alia lingua. E qui, dopo aver toccata I'elevatezza a cui puo porlarsi dairintellelto una tal parte di studio, I'Au- tore trapassa a clo che ne costituisce il fondauiento *, il qual e nello impadronirsi quanlo piu e dato della proprieta delle i'oci e delle locuzloni; il che, come es- si detto, forma il soggetlo del quarto ed ultimo Ca- pitolo del presente suo Discorso. In una lingua por- lata ad un certo grado di perfezione, qual'e la italia- — 211 - na, non vi sono, secondo I'Aulore, e nou vi possono essere sinonimi. Vi si Irovano bensi tantissimi voca- boli e modi die, avendo un significato piu o meno analogo, e non ricliiedendosi molte volte una rigoro- sissima esaltezza, si possono spesso sostituire 1 uno all'altro; specialmenfe nel figurato, o quando basti di accennare con una ceria generalila. Ma non sempre si puo far cosi j e ]e sostituzioni stesse non si posso- no far bene se non quando si conosca tanto il preciso senso dei vocaboli o modi che si sostituiscono, qaanto di quelli ai quali vengono soslituifi. E pero il cono- scere il propiio significato di og?)i voce e di ogni lo- cuzione e della massima impoiianza. Trapassa quindi I'Autore a dare le debite lodi a quelli che si occupa- rono di nolare in appositi Dizionarj le varie grada- zioni di senso in molti vocaboli e modi ilaliani, i quali, avendo un senso analogo, tengonsi generalmen- te dai meno perili per sinonimi. Dimostra quanto lunga via siesi da percorrere in qiiesto proposito dallo studioso, dcpo ch'egli abbia speso ben anco qualclie tempo sui delti Dizionarj. Adduce varj eserapj che comprovano illustrandoli i suoi r;igiona- menti j e lermina accennando aU'ulilita grande che potra ricavarsi in questo studio della propriela da chiunque accompagni I'attenta e continua lettura dei Classici italiani con quella dei Classici della lingua latina , da cui unicamente deriva la nostra. {Estr. deirj.) ,,.,.._ o\o II Socio coriisp. doll. Gera logge una INula con- cernenfe Alciini nuoKH .sfiidii suUa nudattia dcUe viti, e sopva i riincdii die pos.sono per essa usarsi. L^AiilorCj accennala la rlcomparsa della malallia nella vite, e lucordala la nccessita, se non di vincere, almeno di moderare gli efl'elli dclle vicende climato- logiclie e della daonosa ciittogama, park delle radici aeree die spuntarono dalle vili, e dei vani giudizii sopra di esse pronnnciall ; e inoslraudo dei Iralci colla pustola del Maspero, spediligli dal Maspero slessOj dimostra essere un sogno, perche cssa altro non e the la base o cicalrice del ranioscello reciso neiraniio innanzi. Peru crede che nel silo ad essa assegnalo possa per soverchia umidila, formarsi vin acconcio serbaloio all' Erisife, e ad allri niiceli. Paila qiiindi dei rimcdii che si potrebbero usarc, c ira questi parlicolaruienle della spampinazione, e delle I'lnnigazioni biluminose. In qnanlo alia prima, il dolt, (iera raccomanda che sia falta in modo da non la- sciare inlatli che i Iralci desliiiali alia friiHificazionc venlura, ed in quanto alia seconda, conviene che debba giovare il carbone volalilizzato, sia esso anima- le o vegelabile, specialnicnte perche va a depositarsi sugli acini, e come ad inveslirii ; essendo che egli os- servo le niufie perdere per esso la loro vilalila, dis- arlicolarsi e cadere. Crede quindi che i due limedii combinali possano riparare e airiinior vizioso della vite, e all' azione dell' Erisife. E conchiiide collac- — 213 — cennare: che, fra le altre cose, aveva proposto siffatti rimedii nelle conferenze che si tennero dalla Com- missione per tali oggetti istituita. (Esfr. deWA.) La coraunicaziooe fatla dal dott. Gera induce il dott. Nardo a ricordare alcune sue osservazioni sul polere deH'acido pirolegnoso, dell'acqua creosotata, di quella di fuliggine e di catrame nell'impedire I'am- muflamento degli esseri o tessuli organic! bagnati con tali liquidi, per cui egli crede che le fumigazioni proposte dal dott. Gera ritraggano la loro efficacia dal creosoto, o da altro principio che si sviluppa colla combustione ; ne da questa opinione lo stesso dott. Gera luostra dlssentire. Sorge quindi un'allra discussione in cui il dott, Zanardini, quale Membro della Coramissione sulle uve, riguardo alle fumigazioni ed agll efielti di esse, ricordo averle gia fino dall'anno decorso tenlate il farmacista CoUeoni, ma senza effeltoj e cosi oppone falti alle parole del dott. Gera. II dott, Gera sogglun- se : che non poteva conoscere le cose nou pubblica- tej e quindi ripele di essere stato il primo a j)rova- re ed a suggerire la fumigazione : non esporre parole ma falti j soggiungendo che a Verona, a Treviso, ed altrove si cbbero esiti felicissirai. Disse inoltre che per ollenere buoni effelti dalle fumigazioni crede in- dispensabile far precedere la spampinazione, o come*^ altri dicono, una nuova potatura, ad oggetto d'in- durre una modificazione nelle funzioni delle vili, e — 214 — cosi togllere la disposizione a vestirsi della crllto- gama, e modificare queiralimento die si faciliiiente si presta a niantenerla ed a propagarla. Riprendendo la parola il dott. Zanardini riflet- teva die se la proposta fumigaziooe avesse realmente la virtu di distruggere il fiingo delle viti, non intende- va come questa virtu potesse esser tolta da una meno generosa od anche trascurata spampinazione, die ad ogni modo era inutile insistere nella discussione, dac- che il dott. Gera arnmetleva una morbosa predispo- sizione nella vite, la quale dalla Coninnisslone fu esdu- sa assolutamente. Per ultimo il M. E. prof. cav. Santini presenta la seguente serie di Osservnziom della Cometu di KUnkei'fues^ scoperta a Gottiufja il iO giugno 4853, fatteneiri. R. Os- servatorio di Padova. I! prof. Sanliiii prcsonta la seguente serio di osser- vazioni sulla Goinela scoperla a Gollinga, ed annuiiziata gia nella precedcnle adinianza, colle prime ricerche in- lorno alia sua Orbila insliluile dal suo collega Trellenero. — 215 — Mese e giorno T. iiierlio di Padova AR. Declinazione Giuguo 11 loh . i6' . 26", 3 9h.4i'.34",78 42° . 16' . 20",6 23 ()h . 25' . 55",7 gh . 42' . 32",53 42°. 9.58,4 2q c/.48'.8:",9 gh. 49' • 2",25 41°. 3o'. r',8 3o gh. 3o'. 54, 6 gh. 5o' . 11", 5 1 4l°. 23' . 23",0 Luglio I c)h . 40' . 25'',5 gh- 5r . 26, 19 4,°. 16'. 5",9 3 qh. 4:"/ . 3, I gh. 53 . 56",32 4i° . 2' . i7",6 f) gh . 34 • 23",o gh. 57' . 52'',6o 4o° . 4o' . i8",5 8 gh. 35'^. 48", 8 loh. 0' . 38",98 10**. 2' . 5",90 4o° . 25' . 1 3", I gh- 41 . 43",: 4o°. 17' . 34", I 10 gh- 3i . 11, 9 i.h. 3'.33",24 40". 9'-4'",6 1 3 gh. 25' . 53, I oh. 8'. 5", 70 39° . 45' . 37, 5 13 gh. 48'. 18, 8 I oh. 11' . l8",22 39° . 28' . 7",8 Primi element! parabolici dedolti dall' osservazione di Gollinga del 10 giugno e da quelle di Padova dei giorni 22 giugno, e 3 luglio corrente. T m 1855 agosto 27,992 ^— 140" 27' m\0\ p . V A(^ ■ iQ-rj It = 510'^ 29' 35" \ Equ'n-iuedioiOgiugno 18o3. i = 59*^ 55' 52" ,3 /.(/ — 9.489518 Dirella. ■■ Dopo di che I'i. r. Istitiito si riduce ia adu- nanza secrela. "_ Si legge I'Atto verbale deirantecedente adu- nanza segrela del giorno 26 giugno, che e approvato e suUoscritfo. II Picsidente rappresenla clio esseudo il uimie- - - alt - ro dei Meinbri onorarj ridotlo al presente a at, e reputando conveniente che sieno rieinpiti i tre posli che in tal guisa riraangono vacanli, egli, secondo le disposizloni dell' art, i a dello Statute iuterno, e se- condo il voto della Presidenza raccolta in consiglio, proponeva a M. O. i seguenti ragguardevolissimi per- son a ggi : S. E. il sig. CO. Gorzkowsky generate di Cavalle- ria, e governalore civile e niilitare di Venezia, S. E. R."* Monsign. Aurelio Mutti Patriarca di Venezia. II sig. Tenente Maresciallo barone e cav. Ca- millo Vacani. L'i. r. Istituto con piene ed unaniuii acclama- zioni accoglie ed approva le proposizioui del suo Pre- sidente, onde i tre indicati individui restano nouiinati M. O., salva sempre la confernia da invocarsi dalia superiore Aulorita. Essendo slata da taluno dei M. E, notala la sconvenienza che una delle adunanze di Agosto, gia fissata pel giorno 7, coiucida colia solennila della di- stiibuzione dei premj che si fa annuahiiente dall' Ac- cademia delle Belle Arti nella prima Doinenica di quel mese, l'i. r. Istituto, consideralo cio, delibera che le adunanze di Agoslo, anziche nei prestabiliti giorni 7 ed 8, sieno tenule nei giorni 14 e i5. Si procede col mezzo delle schede ad elegger la Commissione per I'esame dei quesiti da proporsi pel — 217 — Concorso scienlifico dell'anoo i855, e risultano de- stinati a comporia i M, E, Biancheltij Venanzio, Me- nin, CO. Gio. Cittadella, ed il M. O, co, A. Ciltadella- Vigodarzere. Dopo di che e dopo Irattati altri affari ioterni I'adunanza si scioglie. Tonio ly. Seiie It. a8 ADUiSANZA DEL GIORNO 48 LUGLIO 1853. Si legge I'Atto verbale dell'antecedenle adunan- za privata del giorno ay giugno, che senza eccezione alcuna e approvato e soltoscritfo. II dott. Achille Desiderio a senso dell'art. 8." del Regolamento organico e ammesso a leggere una sua Me- moria intitolala: La reazione consecutiva alVabbas- samento e un fatto vero natiirale e spontaneo sid corpo vivo. In questa Memoria il dott. Desiderio non definisce la reazione come quella che e per se chiara ad intendersi, e intesa non possibile a contraddirsi. Che nella febbre intermittente p. e. vi abbia per un dato tempo abbassamento di temperatura, e che dopo due, quattro ore e piu per un altro periodo di tempo vi sia innalzamento di temperatura e un fatto semplice, umile, dozzinale. Ora il prirao tempo si denomina di abbassamento, ed il secondo di reazione: il primo e uno slato morjaoso contrarioj ed opposto al secondo, — 220 — com'e il freddo contrario al caldo, com' e la conlra- zione molecolare tutt'opposta per diainetro alia rare- fazione. Che sla vero che riel periodo del freddo la condizione cnorbosa sia diversa, e tutta opposta a quella del periodo di reazione, egli !o dimostra con fatti clinici, in che il salasso adoperato nel primo tempo reco subita morte. Conseguentemente cade a parer suo I'asserzione del Giacomini, che voleva una ed idenlica ne' due tempi la condizione raorbosa, solo perche non era capace d'inlendere il passaggio spon- taneo di uno stato dinamico alio stato opposto uella stessa malallia senza aiuto esteriore. A divisare il ma- gistero delia reazione, lentato invano infino ad ora da rispettabili autorita, I'Autore adduce prima i fatti speriraentali che provano si nella materia organica vi- va, come nella materia inorganica morta, la reazione avvenire naturale e spontanea, senz'aiuto esterno so- pravvegnente. Da'quali fatti deduce per necessario con- seguente, che le particole secondarie costiluenti le molecole hanno sempre a mezzo della intrinseca loro forza ripulsiva una tendenza a rilevarsi, a riacquistare la postura di prima, togliendosi dal vinculo che le annoda, e quindi a rimettersi in condizione elastica, a venire alia loro qualita co'tremiti, e colle vibrazioni, che ne accompagnano I'esercizio. A meglio dilucidare il suo divisamento sul fatto iunegabile della reazione che sorge a solo impulso del tremore vibratorio delle molecole, egli, Ira le altre, uielle irinonzi la siniilltn- — 22d — dine d'aoa molla compressa, stipala, tenuta violente- menle ristretta ad uno spazio contro al naluralmente dovutole, la quale con tutta in atto la gagliardia che ha, spinge e punta senza posa per dilatarsi, e ritor- nare nel suo stato fuor del quale fu tirata, e stavene con impazienza. La molla dunque ha eneigia e virtu intrinseca da potersi distendere e rimetlere e liaver la ruisura che pur naturalmeute le conviene-, che al- triraenti non potrebbe ella avere quel suo si possente elaterio. [Estr. deWA.) Parimeuti il dott. Keller e ammesso a leggere un'altra Memoria: Sulla imperversante malattia del- le viti ^ in cui 1' Autore innanzi tratto ricorda in poche parole le osservazioni e gli esperimenti che I'anno scorso lo indussero a stabilire 1' Oidium qua- le causa della malattia delle viti , ne I'idea forma- tasi in allora trova altualmente argomento che la faccia vacillare, che aozi la appoggiano i piu valenti naturallsti colle nozioni che ci tramandano, e la ra- gione spiega col suo mezzo lutli i guasli che deri- vano alia pianta. Ferma indi I'atlenzione dell' I. R. Istitulo sopra una Memoria distinta per molti pregj e lelta li i 7 marzo a. c. alia Reale Accademia Agraria di Torino sull'istesso morbo dal Sig. Oudart. Questi, riepilogatiin quattropunlicardinaligli effetti eleabitu- dini della malattia uguale in tutti i vigneti, dichiara ac- cidenlale il fungo, e generatrice del morbo Taria at- 222 mosforica, chc coU'umidlta, col freddo e coH'eletlricita alterata impedisce I'evaporazione del fluidi contenuli nel vegetabile, noii aftaccandovisi V Oidiuni, se non perche le sue spore o germi sparsi in qnaulita infinita neU'atmosfera trovano gli elementi necessarj al loro sviluppo: non e quiudi per liii I' Oidiiim die un sin- toma, mentre la malatlia avrebbe esistito anche senza di essoj e la ripone nel condensarsi delPesalazione ve- getabile, che soinmiuislra, giunta ad un certo grado di viscosita, un letto opportunu al fungo, qualora esso si trovi neH'ambiente almosferico, o la costituisce an- che da se organizzando piu tardi delle pellicole o cro- ste squammose. Siffatta teoria appoggiata sui lavori di Senne- bier, di Jussieu, di Boitard e di altri, sulla Fisica ve- getabile adunque e sulla Chimica, viene da! Keller confutata coUe istesse osservazioui del suo aulore, colle deduzioni che questi ue trae, colle analisi cbimi- che che cita, e colla noa lieve importanza che in alcune pagine della Memoria viene pure data alia presenza del fungo, per concludere che il Sig. Oudart dovrebbe d'ac- cordo coin. R. Istituto Veneto e colla direzione del R. Orto Agrario di Padova ritenere VOidium favorito dalle vicende atmosferiche qual causa principale del morbo. Non e pero solo da quella Memoria che il Keller ricavi gli argomenti che indeboliscono e di- struggono il surricordato principio, ma egli trova nelle osservazioni recenti non dubbie prove in favoie della — 2iio — propria opinione. Passa percio ad esporre tpjale si fosse il decorso delle sfagioni di quest' anno che do- vevano favorire lo sviluppo di non poche mufle. E dopo di avere accennato alle radici avventizie che si ibrmarono sulle viti, dopo di aver indicato la causa della loro presenza in rapporto sempre col fungo, do- po di aver lasciato al Sig. Oudart il nierito di averle vedutenel loro manifestarsi gia I'anno scorso, asserisce: I ." Che la vite da bel principio offriva una ve- gelazione vigorosa e normale, come ce la indicavano I'aspetto delle gemme, ed il lacrimare abbondante della pianta. 2.^ Che i cirri un po' numerosi nei primi nio- meuti del vegelare della vite, conseguenza della cjuan- tita dei succhi concentrati e sostituzione dei grappoli, cedevano piu tardi il posto a quesli. 3.0 Che le macchie caratteristiche del fungo, ed il negro dei tralci susseguivano coslanteuiente la com- parse del fungo. 4. Che in generale le viti colte con veemenza I'anno scorso, erano le prime ad essere affette anche nelle attuali slagioni. 5, Che le viti basse non vanno esenti quest'an- no dal male non solo nello Stabilimento agrario seb- bene sieno educate in un terreno asciutto ed esposte a mezzodi, ma nemraeno in altre provincie, che sino ad ora non lo conoscevano, ricche di uu suolo calcare, e note per la siccita che vi domiua. — 2:^4 — G.*^ Che racemi isolati e ceppi inleri chiusl con- venientemente, dopo di avere da essi allontanata con acqua seinplice la mucedine che copriva i grani ed i pezioli, noQ danno aucora segni della riproduzione del fungo. 7." Che raolte parti della pianla erano coperte dalia mufia prima dell'aprirsi del fiore o meglio pri- ma dello alloutanarsi della corolla, che teneva dietro alia fecondazione ed all' im^nindirsi dell'acino. Qaesto falto co' particolari esperimenti intrapre- si dal Keller, unitamente alia quinta osservazione, si oppone a posteriori alia teoria dell' Oudart. Parlando indi dei rimedj e costretto di rimettere i Sigoori a quanto in generale circa alia loro efficacia esternava nella sua Memoria sul Bianco di grappoli e promette di tenlare suUe viti dell' I. R. Stabil.'^ tutti i raezzi che verranno suggeriti \ deve pero dichiarare con tutta franchezza, « che addottrinato dalla propria V) esperienza, sino ad ora si ottiene solo un vantaggio '1 dai lavacri dei racemi fatti con acqua semplice la 55 maltina, o la sera in giorni sereni e caldi. Gli ef- 5^ fetti che ebbe furono anche quest' anno maggiori 11 paragonati a quelli ottenuti (se pure ne oltenne) 5!. dagli altri rimedj impiegati; solo anche per Tacqua « esigesi avvedutezza nel cogliere il momento oppor- ■>•> tuno, e nell'operare talvolta replicato, impiego di v> non poco tempo, e forza discreta nello scorrere so- « pra i grappoli con una spugna bagnata, non aven- — 225 — 55 dosi alfri meccanismi che possanoperorasoslituirla, ri in quanto che I'acqua cacciala auche da inaffiatoj e 55 medlante slanluffi non fa al piu che raccogUersi 55 sulla parte iuferiore del grano, e quindi vi sarebbe 5? d'uopo d'una successiva puhtiira. Ma I'acqua mede- 55 slma appllcata come fu detto, conviene pivi ad al- 55 cuni fllari o pergoiati dl nn orto o di uii giardino, 55 che ad un numero di ceppi, quale si e quello che 55 conta la parte settentrionale della nostra Penisola, 55 che e regione delle viti; non percio restera men vero 75 che ella sia superiore ed in via razionale e nel- 55 I'applicazlone a molli e molli mezzi si no ad ora 55 consigliati. Dedotto cosi anche dalla cura che VOidium si e causa principale del morbo delle viti, termina il Keller la sua lettura col dimostrare che non puo sussistere I'opinione di quelli i quali vorrebbero che le viti af- fette dalla raucedine avessero ad essere primitiva- mente ammalate, e le prove della dimoslrazione le ha nella Fisiologia botanica, nella Chimica organica, e nel confronto delle analisi chimiche dei funghi in generate e dell' Oidiiim in ispecialita. (Eslr. dell'A) Dope questa leltura 1' Istitato si riduce in adu- nanza segreta. Si legge r Atlo verbale dell' adunanza segreta del giorno 2^ giugno, che senza osservazione alcu- na e approvato e sotloscrillo. . v - • ' "' ' Tonii W. Serie 11. aj — 226 — Si aanuQziaao i seguenti doni f'atti all' Istituto dopo le adunanze di Giugao. '<: r- 1 'jH?. '• 1. Dalla i. r. Luogotenenza Ulstitutore (Giornale pe'dagogico) n. 7 al 12, i853. a. Dalla Societa Medico-chirurgica di Bologna ' ' Bullettino delle Science mediche^ maggio c giugao 1853. ^ . .. ,. ,^, ^ ■ , ,-•,■ .,^,^.;^ . A ,.;.. , 3, Dalla Camera di Comuiercio e d' Industria del Friuli . . ' ' Rap]iorto delta Camera aU'Ecc. i. r. Ministero del Cominercio, sullo slato dell' industria e del commercio ddla propria Provincia negli anni 1851-18o2. Udioe, 1853, di pag. 158 Iq 8. 4- Dal sig. Co. Francesco Sceriman Jrtlcoli suit' ediicazione, sul miglior esscre delta classe Ufjricijla c dcWarli(jiana, e sopra altri sofjrjetti di buon govcrno e di economia piibblica, Veoeziaj 1853, di pag. 208 in 8. 5, Dalla Societa d' Incoraggiamento per 1' Agricoltura e 1' Industria in Padova Atti delta II. Distribuzione del Premii esegiiita iii Padova il 12 giuguo 1853. Padova, 1853, di pag. 64 in 8. — 227 — 6. Dal sig. Lorenzo Puppati ^ . - , Delia vita c della morie, Ganti VI. Padova, 1849, di pag. 462 in 8. 7. Dal M. E. e Vice Segrelario dott. Bianchetti Giulia Francardi, Memorie di Giuseppe Bianchetti, 3. edizionCj coll'aggiunta di iin Proemio, c di due fiam- menti Jacopo e Maria. Milano, 48Sd, di pag. 250 in 8. 8. Dal sig. dott. Paolo Predieri di Bologna Raccolta di Memorie agronomiche. — Della vita e corrispondenza scientifica e letteraria di Cesare 31arsili con Galileo Galilei^ e Padre Bonaventiira Cavalieri. Bo- logna, in un solo volume in 8. 9. Dall' Accaderaia Pontificia dei Naovi Lincei di Roma Atti dell^Jccademia Pontificia. Anno V. Roma,d85o, 1 o. Dal sig. prof. Samuele Romanin "'Sloria documentata di Fcnezia, Tomo I. Venezia, d 855. II M. E. e Vice-presidente prof, Poii, qual rela- lore della Commisslone speciale incaricata di studiare il Progetto di una periodica Esposizione industria le ed agricola, comunicato dalla i, r. Luogotenenza, leg- ge il Rapporto dalla Commissione stessa su tale ar- — 228 — goniento presentalo. Dopo la quale lettura si apre la discussione, nella quale, oltre i Membri della Commis- sione, prendono parte tutli i Membri onorarj ed ef- fettivi present! deiristituto, e con cui si esaminano le singole proposte in quel Rapporto contenute. Si osserva generahnente che so, per una parte, UTolto conveniente apparisce che, e per la differenza dello scopo, e per la diversita degli oggetli, e per lo stesso vario modo di esecuzione, la Esposlzione agricola sia da dividersi dalla industriale, per P altra puo dubitar- si della utilita di una esposizione industriale die per tulle le Provincie si tenga ogoi due anni in Venezia e che coiucida colla Distribuzione dei Preinj che si fa dair i. r. Istiluto-, poiche a tale Distribuzione seguen- do naturahnenle una Esposizione industriale nella quale anche oggetti nou premiati si accolgono, questa basta ampiamente a soddisfare alle viste econoniiche del progetto, mentre due Esposizioni degli stessi og- getti, fatte nello stesso luogo, nello stesso tempo, e co- gli stessi intendimenli, non potrebbero che nuocersi ed itidebolirsi a vicenda, e dare occasions a confron- li 'utempeslivi ed a moleste coUisioni ; che in quanto alle Esposizioni agricole non si puo rivocare in dub- bio che sia spediente farle individualmeute e divisa- mente per ogni Provincia, e per evitare le spese e le difficolta talvolta insormonlabili dei trasporti, e per destare fra i varj paesi una pi-ohttevole emulazione^ e soprattutto per raggiungere lo sropo di tali Esposizio- — 229 — nij che e quello di far conoscere la specialita delle pro- duzioni proprie di cadauna Provincia, e di promuo- vere il miglioramenlo di tali produzioni con mezzi ac- comodati alle condizioni Csiche e morali dei singoli paesi •, che ritenuto cio, parrebbe pero soverchio rin- novare siffatte Esposizioni ogni due anni iu ogni Pro- viacia, perc he tale frequenza produrrebbe 1' assuefazio- ne e quindi rallenterebbe il fervore, e la diligenza di- uiinuirebbe, e perche per essa sarebbe tolto al pro- gresso il tempo di svilupparsi e di farsi manifesto, e perche in tal modo si uioltiplicherebbero senza corri- spondente profitto le spese j onde esponevasi dai piii il desiderio che il periodo delle Esposizioni agricole provinciali si determinasse in qiiattro anni, di raodo che olio essendo le Provincie, due di esse ogni anno lener dovessero per turno la loro Esposizione. .'m Gompluta la discussione e sentite le diverse opi- nioni, alle quali non aderi la Commissione per do che riguarda alia Esposizione industriale delle Provin- cie da farsi contemporaneamente a quella dell'Isti- tuto, insistendo su quest'ultima nelle proposte conte- nute nel suo Uapporto, il Prcsidente riassunse le que- stioni che furono agitate, e raccolti poscia intorno ad esse, medianle individuali interpellazioni, i voti dei M. 0. ed effetlivi presenti, risultarono prese con gran- de maggioranza di suffragi le deliberazioni seguenli : I. Che la Esposizione agricola sia da tenersi in- teramente separata dalla industriale. - — 230 — I[. Che nelle viste economiche relative airiiidu- strla dalle Provincie Venete, basli la Esposlzione die segue alia Distribuzione dei prenij die ogni due an- ni si fa in Venezia dall' i. r. Istituto. r., '. -<:■ III. Che una Esposizione agricola debba farsi pe- liodlcamente e divisamente in ogni Proviacia, IV. Che ogni anno due Provincie tener debba- no le loro Esposizioni, cosi die il turno si compia in quattro anni, ed ogni quattro anni la solennita si rin- novi in ogni Provincia. V. Che un apposito Regolainento prescriva le necessarie disdpline e provveda ad ogni relativa par- licolarita. :■ : : ■ ■; i ' i; " 'i .;; • VI. Che pel reslo s'intenda approvato il Rappor- to della Conimissione: e sia colle esposte modificazio- ni rassegnato alia i. r. Luogotenenza. II M. E. prof. Bellavitis legge il Rapporto della Conimissione die fu incaricata di esaminare il nuovo inelodo proposto dal sig. Trevlsan per eseguire le perforazloni artesiane. Questo Rapporto e approvato dall'i. r. Istituto e ne sono adottate le coQclusioni, Dopo di che I'adunanza si scioglie. -BIjIV fjlu''' ■',.>: Mi! r!o ,«..;, irt ••'>}■} f;i;r A (.x'r.'M.u) l;;l< '.MiiM. -.::'. Adunanza del giorno 14 agosto 1855. Si legge r Alto verbale deH'aQtecedente adunan- za privata del giorno i 7 luglio decorso, che senza os- servazione alcuna e approvato dall'i. r. Islituto, e sol- loscritto dal Presidente e dal Sesretario. ' II M. E, e Segret. dott. G. Venanzio legge iin Discorso : Sulla vita e sidle opere del M. E. mancali a v'wL nel decorso anno accademico i 852-53. "^ Dopo alcuni cenni preliminari col quali rende conto dei motivi special! che lo indiissero a detfare questo Discorso, TAutore lo divide in tre parlij e nella prima paria del prof. Gius. Barbieri, nella secouda del dott. Ambrogio Fusinieri, nella terza del co. Leonardo Manin. In cadauna egli adopera a porre in luce le qualita di mente e di cuore di cui il rlspettivo per- sonaggio era fregiato, a descrivere i principal! falli di lui, e a noverare le opere da esso pubblicate. In fine conchiude il Discorso facendo voli per la rcslau- — 232 — razlone del Corpo Accademico, omal per tante raaa- canze notabilmeote assottigliato. Dopo questa lettura I'i. r. Istitulo si riduce la adunanza segreta. Si legge I'Atto verbale deU'antecedente adunanza segreta del giorno i 7 luglio, ch' e approvalo e sotto- scritto. II M. E. dott. Namias legge un rapporto sopra una speciale raalattia che il R. Medico provinciale di Treviso osservo, e disse non essere stata da altri de- scritta, e sulla quale I'Istitiito fu dall'i. r. Luogotenenza consultato. Dopo una discussione promossa dalle os- servazioni del M. E. dott. Nardo, Pi. r. Islituto approva il rapporto, e delibera che sia con voto adesivo rasse- gnato alia superiore Autorita in risposta alia fatta ri- cerca. Si precede quindi a formare la terna per la no- mina del Vicepresidente pel futuro biennio, secondo Pannunzio contenuto nella Circolare d'invito. Dopo di che I'adunanza si scioglie. ADUNANZA del GIOBKO 13 AOOSTO 1855. Si legge 1' Atto verbale dell'antecedente adunau- za privata del giorno 1 8 luglio, che senza eccezione alcuna e approvato e sotloscritto. II M. E. prof. ab. Menin legge una Memoria: Sal Monumento di Ninwe scoperto e descritto da P. E. Botta^ Console dl Francia a Mossiil. Toccale le principali rivoluzioni cui soggiacque I'lmpero Assiro, parlo del sito ove alle ricerche del sig. Botta si offerse un grandioso edifizio, sito dagl'in- digeni denominalo Korsabad, ma che non e altrimen- li il sifo dove un ten)po sorgeva la gran Ninive. De- scrisse poscia la forma e diede le dimensioni deil'edi- fizio, riferi dove e come fossero disposte le statue colossalij i numerosi bassi-rilievi, e le piu ancora nu- merose iscrizioni cuneate, oggelti tutti clie lolti alia loro terra nalalc, e carreggiali con grande speudio e falica fino al Tigri, veleggiarono poscia ad arricchire le preziose Collezioni archeologiche del Louvre. Tviiio IV. Sfn\ II. 00 — 234 — Preteade il sig. Botta che il palagio da lui dis- sotterrato, ed i lavori artistici clie ne formavano la decorazione, contlno almeno sette secoli avanti 1' era nostra. II M, E. prof. Meaiii conslderaudo lo stile della scoltura, che palesemeate ricorda lo stile egizio, os- servando i soggetti dei bassl-rilievi che senibrano una ripetizlone dei bassi-rlllevi di Persepoli, non che del colossi che sono quiticl e quindi gli stessi; rlcono- scendo in Persepoli una citta cresciuta a magnificenza sotto i re Achemenldi, conghietturo che il palagio di Korsabad possa appartenere a qaell'epoca in cui 1' E- gitto era divenuto provincia persiana. Ora essendo cio accaduto per opera di Gatnbise I'anno avaati Cri- sto 5ii4j I'antichita stabilita dal sig. Botta dovrebbe scemarsi di due secoli e piu. II M. E. prof. Menin conchiuse tribulando giusti encomii al merito eminente del sig. Botta, ed accor- daudosi con lui uello stabilire che qualunque conghlet- tura in proposito deve pronunciarsi con molta riserva, finche gli studii degll Archeologi non sieno giunli a dicifrare i caratteri cuneati, sotto i quali si occulta finora la sloria dell' edifizio, e verosimilmente non piccola parte di quella del regno Assiro, {Est. delYA) II M. E, prof. Bellavitis presenta una Memoria : Salla classificazione delle curve della terza classe, e ne legge il seguente estrallo : Parveini che per fondarciina sistcmalicaclassificazio- — 235 — ne dclle curve occorresse slabilire da prima la subordiiia- zione dei caralleri, e precisare quali cjirvc debbano dirsi di una stessa specie, quali di uno slesso genere. I princi- pii seguili in quesla Meraoria sono quelii slessi da me e- sposli iu quella sulla classificazione delle curve del 3." ordine pubbb'cata nel T.*^ XXV, Parle 11, della Sociela Ita- liana : moslriamoli con un esempio. II Folium del Cartesio e la curva inversa di un'iper- bola equilatera rispetto ad un suo verlice P ; essa riferila alia coordinale ortogonali ha I'equazione (a — x) j/^ zzcc' (x + a), I'origineP e un punto doppio, 1' asse delle ascisse ne e un diametro di simmetria, che diraezza le corde parallele alle ordinate ed all'asintolo corrispondente ad x =o. Tul- li i Folium sono Ira loro simili; io dico che appartengono ad una sola Forma la quale ha necessarianiente I'uuico paramelro a. S'immagini che le ascisse di un Folium si mulino in un dato rapporlo, lo slesso facciasi delle ordinate in un rapporlo differenle dal prirao, inollre gli assi coordinali s' inclinino soUo un angolo qualunque; si avranno cosi lulle le curve affini al Folium; io dico che appartengono ad una sola Specie cr (a — x) j/^ r= 6" x^ (»+ o). Que- sla ammelle Ire pararaelri o, b, e Tangolo delle coordina- le, die e quello tra il diaraelro di simmetria e le sue corde. Tra quesle due division! naturali : Forma di curve similij Specie di curve affini, polrebbe slabilirsi una divi- sione intermedia, che direbbesi Farietd, il cui carattcre dislinlivo sarebbe 1' angolo compreso tra il diametro c le corde. La Specie comprende infinite Varieta, come ogni Variela comprende infinite Forme. Tulle le curve Ira loro collineari {omografiche) sono — 230 — dulalc di quelle medesirae propriela che si dicono pro- prietd projettlve; e percio un altro gruppo affalto nalura- le qiiello che io dico Genere, e che comprende tulte le curve, che possono derivarsi le une dalle allre raedianle la projezioiie concorrente, ossia prospeltiva. Dopo il Gene- re non Irovo alcuri alli-o aggruppamento nalurale oltre la comhinazione dcll'ordine e della classe, che dico Divisione. Nella classificazione delle curve non avvlene come uelle classificazioni di Stoiia naturale che ogni Geuere contenga un numcro limilato di Specie; invece ogni Ge- nere contiene infinile Specie, ed ogni Divisione infinili Generi. Egli c soltanlo per eccezione che le curve del secondo ordinc sono di an solo Genere e di Ire sole Spe- cie. Per enumerare le curve lorna quindi necessario d' ag- gruppare le Specie in un nnmero liniilalo di Famiglie o di Tribii ; ed aggruppare i Generi in un nuinero limitato di Sezioni (che nella preccdente mia Mcnioria dissi Tribu; ora riscrbo qucslo noine alio Famiglie a cimiue parame- Iri), Cio si cflellua coosiclerando la qualita dei punti sin- golari, la loro differente dislribuzione nei varii Iratti o pezzi di curva, le loro posizioni rispetlive, ec, ; ma que- st! non sono caralleri nalurali come qnelli che servirono a slabilire la Forma, la Specie, il Genere e la Divisione ; essi lasciano per conseguenza qualche arhitrarielii. Per procedere alia classificazione e descrizione delle curve bisogna adoUare un linguaggio spedito e preciso ; cercai di farlo nella succilata mia Memoria, dislinguendo il numcro dci pezzi che e carallere generico, dal numcro dei train clic e carallere specifico, dislinguendo i rami parabolici dagli iperbolici ed i rami ordinarii da quelli che si dirigono verso un flesso od un rcijresso passato a distanza infinita, ecc. Chiamo trallo una [)nrzione di cur- va, che rienlra in se stessa, oppure che ha due rami infiiii- — 237 — ti. Per pezzo intendo 1' unione di tuUi quei tralli, che si riuniscono mediante i punli posli a distanza infinila. Nelle curve algebriche ogni pez/o e lienlranle. Le curve alge- hrico-razionali sono sempre di un solo pezzo. La divisione di ciascun genere delle curve del lerzo ordine io la otlenni mediante alquante Categoric dipen- denli dagli oggelti. che passano a distanza infinita; le qua- li Categoric distinsi nci varii Generi e Sezioni cogli stessi nun)eri, e cio per avvicinarmi alle division! adoltate dal Newton in poi. Ma ora, piutlostoche con un numero per se insigiiificanle, credo opportuno di distiuguere le cate- gorie con un segno, che indichi se sieno passali a distan- za infinila punti ordinarii (M, N, L, . . . .), regrcssi (R), flessi (S), punlo doppio (P), tangente ordinaria (Mm), tangente doppia (L1-), tangente del regresso (Rr). tangen- te uel flesso (Ss), tangente nel punto doppio (Pp), punlo isolato (1). Inollre quando la curva ammetle una serie di corde parallele, ognuna delle quali sia tagliata dalla cur- va in alcune paja di punti, ed una retta dimezzi tulle queste corde parziali, quesla retta la dico diametro {di simmetrla).^ e la segno con (d) anche quando essa va a distanza infinita, nel qual caso il punto (C), che prima, qual punto di concorso delle corde parallele, era a di- stanza infinita, diventa il centra {di simmetrio), cioe ogni coida che passu per csso e dalle due parli egualmente tagliata dalla curva. Nelle curve della terza classe le tangenti dei Ire re- gressi R, R', R" s'inconlrano in un punto A meritevole d'osservazione: le relle AR. AR', AR'' sono quelle che di sopra disegnai con (d) e che divengono diaraetri quando va air infinito il corrispondenle (C). Chiamo V, V,' \" » vertici della curva, cioe quei punti che sono sulle pre- delle AKj ec. e le cui tangenti VC, ec. passano per le in- — 258 — lersezloni C, ec. dei lati corrispoadenli V V". R' R", ec. Questi Ire punti C, C, G" souo per consegueuza in linea retla; essi divengono cenfri quando e a dislanza infinita la corrispondenle (d). Giascuna delle Ire rette AYR ta- glia in F quella retta GG'C", ed in D, P i lati opposli R'R", V'V" dei triangoli RR'R", VV'V". Quando la ret- ta GG'C" passa a dislanza infinita, A diventa il baricen- Iro di ciascuno di quei Iriangoli : percio hanuo sempre luogo i doppii-rapporli projettivi (anarmonici) AD • TRA : R . TD — — 1 : 2, AP • rVA : V . rp — — 1 : 2, c gli armonici CR' • DR" : CR" DR' =: CG' • TC" : GC " - TC — — i ■ Due tangenti V'C', V" C" s'incontrano in un punlo della relta ADYPF , ecc. Studiando Ic curve della terza classo mi giovarono le equazioni a coordinate Plucherianc nieglio di quelle a coordioale ordiuarie. Indicate coi rapporli x : z, ij : z \q coordinate ordinnrie di un punlo, una curva e espressa da un'equazione omogenea F{x, ij, z) rr 0. Se i rapporli w :u,w : V sono le coordinate Pluclieriane d' una relta, cioe se — w : u, — w :v sono le lunghezze dei due assi coordiuati comprese tra Torigine e la rella di cui si tral- la ; la curva corae inviluppo di una serie di rette e espres- sa da un'equazione omogenea f{u.v.w) z=.0. La ux + vij -+■ u'z =: e nello stesso tempo Tequa- zione ordinaria della rella che io indico col simbolo {to : u, I'), e Tequazione Plucheriana del punto {x, ij : z) ; cioe tulti i valori delle coordinate ordinarie x : z,y : s, che soddisfanno a quell' equazlone, appartengono ai punti della rella [w : m, v) ; e lulli i valori delle coordinate Plu- clieriane IV : u , win che soddisfanno a quell'equazione appartengono alle relic, che passano pel punlo (x, y :z). — 2o9 — La tangente in un punto della curva F (a;, !/, z) m si ollieiie uguagliando le «, f, w rispellivamenle alle Ire derivate parziali della F rispelto alle x, y, z. Simihnente 11 punto di contalto dell' inviluppo f{n^ y, w) = con una delle sue tangenti si oUiene uguagliando le or, y, s alle derivate parziali della fprese rispetto alle ?/, v, w. TroYO molto utile dislinguere da prima le curve al- gebriche in due Parli: la prima Parle comprende le cur- ve aigebrico-7'azioncili le cui coordinate (sia ordinarie sia Plucheriane) possouo espriraersi in fiinzioni razionali di una sola variabile. La seconda Parte comprende le curvCj le cui coordinate ordinarie sono tra loro legate da un'e- quazione algebrica, e lo sono pure le coordinate Pluche- riane delle loro tangenti ; il grado della prima equazione costituisce 1' ordiue della curva, il grade della seconda ne da la classe. Le DIVISIOJSI risultano dall'ordine edalla classe, e sono : I. Curve del 2.° ordine e della 2.^ classe. — II. del 5." ordine e della 5.^ classe. — III. del o." online e della A.^ classe. — IV. della o.^ classe e del 4.*^ ordine. — V. del A.'^ ordine e della 4.* classe. — VI. del 5J' ordine e della 6.^ classe. — VII. della 5.* classe e del 6.'^ ordi- ne. — ecc. In quanto alia nomenclatura delle curve parrebbemi inopporttino dare uomi difl'erenti alle varie Specie o Fa- miglie o Tribii; esse si disliogueranno mediante un segno die indichera gli oggelti passati a distanza infinila. Pei Generi e per le Sezioni si puo prendere per tipi le Specie piu regolari, ed i nomi di queste serviranno a denomina- re lutlo il Genere o la Sezione. Gosi i Generi delle Divi- sioni I. c II. e due Generi delle Division! 111. e IV. hanno per tipi le note curve: Circolo, Cissoide, Folium, Cardioi- dc. Alle allre curve del terzo ordine serviranno da lipi Ic Specie a tre diamelri ; queste hajuio Ire tratli puri coi — 240 — rami iperbolici verso i flessi, che presentano lci.,;; Specie (S M- oo C) Un tratto col regresso e coi rami ordinarii ; ciasciino degli altri due con tin ramo ordina- rio ed iino verso il flesso ; diametro. Famiglia ( IVP oo ) Rami ordinarii : regresso e fesso separali. ■■ , ., , , DivisioiNE III. ; ' , '■ . - ' i J> '•'•il . CURVE DEL TERZO ORDINE E DELLA QUARTA CLASSE. Sono esse pure algcbrico-razionaii e qiiindi : VIS SOLO PEZZO. Gekeue del Folium. >:.■:■■;. Un flesso ed un punto doppio. Genere del Tricralere puntato. The flessi in linea retta ed un punto isolato. DIVISIONE yi. CURVE DEL TERZO ORDIAE E DELLA SESTA CLASSE. TRE FLESSI IN LINEA RETT J. Si sepaia ia: Sezione dci Tricratcri scmplici. Un solo pezzo — 244 — Genere del Tricralere ad asintoli concorrenti. LE TANGENTI DEI TRE FLESSI CONCORRONO IN UN SOLO PUNTO. Ne cspoiigo qui la divisione che non ho data nella mia prima Mcmoria. Un solo tratto coi rami iperboUci. ^ Famiglia (S cc C). Rami verso un flesso ; due flessi le cni tangenti si tarjliano sidV asintoto ; diametro. Famiglia (MA oo). A e il punto di concorso delle lan- genli dei flessi. Rami ordinarii; Ire flessi colle tangen- ii parallcle. Si distingue la Specie (V A oo d) Una dei fles- si e cenlro di siimnelria. Tribu (M cc) Rami ordinarii ; tre flessi. XJn solo tratto coi rami paraholici. Specie ( Ss od (^ A ) Rami verso un flesso ; due flessi Colle tdUfjenti parallcle; diamelro. Due tratti ciascuno con un ramo iperholico ed uno paraholico. Specie ( Vv S oo G ) Rami paraholici ordinarii cd i- perholici verso un flesso. Due flessi separati colic tangenli che s^inconlrano suWasinlolo ; diametro. Famiglia (Mm N oo) Rami ordinarii; tre flessi sepa- rati nci due tralti. Tre tratti coi rami iperholici. Specie (S^ co C") Rami verso i flessi : tre diamelri. Tricralere ad asintoli coucorreuli. — 245 — Faraiglia (S M" oo C) Due tratti con tin rarno verso tin flesso, rjli aliri qnattro rami ordinarii ; due flessi col' le tangenti die s' bicontrano sulVusintoto del flesso. Si di- vide in due SoUo-famiglie secondo che : I due flessi sono riunill nel tratlo die ha i due rami ordinarii. Oppure : I due flessi sono separati net due tratti^ che hanno nn ramo verso il terzo flesso. Nella prima Sotto-famiglia po- trcbbe dislinguersi la Specie (S V^ oo C), nella quale i due flessi sono sui due asintoli ordinarii. Potrebbero pure ag- giungersi le due famiglie ( V oo)^ (V M" go). Tribii ( RP oo ) Rami ordinarii; due flessi riuniti in tin tratto. •^.- •. SoTTo-sEzioisE clci Tricrateri eslerui. Per alcum pvnti del piajso dell a cvrva non pass a alcvna tangents. SoTTo-SEZioiVE del Tricrateri iulerni. Da ognipunto possono condursi almeno due tangen- ti all a CURIA. Sezioke dei Tricrateri composti. ' •'■ Un pezzo coi tre flessi, E L'ALTRO puro. '' ' DIVISIONE IV. CURVE DELLA TERZA CLASSE E DEL QUARTO ORDINE. Sono algebrico-razionali, e quindi : , V V UN SOLO PEZZO. i Mi servo no da lipi dci due Gencri la Cardioide che c una Epicicloitle, e la Tricuspide regolare, che e un'Ipocicloide. — 246 — Genere della Gardioide. Un REGRESSO ED UNA TANGENTE DOPPIA. '\ '. Vn tratto rientrante. -;•')!;.:; Trihu (Nessiin punlo all' go) Regresso. Vi si piio di- slingucre la Fainiglla (Goo) Con diametro. Una Forma speciale e la Gardioide. Vn tratto coi rami paraholici ordinarii, • Faraiglia (Mm or>) Regresso. Specie (Vv oo G) Con (Ua- metro. Due tratti coi rami iperbolici ordinarii. Tribu (M" cc) Regresso. Se fosse alTinfinilo uno dei punii L di langenle doppia la curva toccherehhe Fasin- loto. Disliugueremo al solito la Famiglia (RP G oo) Dia~ metro. ' . .. >_ Due tratti con due rami paraholici e due i- perholici. Specie (Rr oo d V) Tratti pari, ciascniio con an ramo parabolico verso il regresso ed uno iperbolico ordinario ; ceutro. Due tratti coi rami paraholici ordinarii. Specie (LI" oo G) Regresso ; diameiro ; tangenle dop- pia (df infinUo. Tre tratti coi rami iperholici. — 247 — . Famiglia ( R M^ co ) Tratti ptiri due lianno tin ramo verso il regressu. Specie (R ftP G cx>) Diametro. Tre tratti con due rami paraholici e qiiattro iperbolici ordinarii. Famiglia (Mm N^ c») // iratto col regresso ed iinopu- ro haiwo an ramo parabolico. .... Qiiattro tratti coi rami iperbolici ordinarii. Tribu (M" go) Un iratto col regresso ; gli altri piirt^ Famiglia (M* C cc) Diametro. ^ . Genere della Tricuspide ipocicloidale. Tre regressi le cui tangenti S' incontrano in uy PUNTO. ^ ''o Un iratto rientrante. i -^mI)' -uao nuvn ''^•\'f Tribii (Nessuno oo) Vi si distingue la famiglia (G co) Con un diametrOj e la Specie (G^ co ) Con tre diametri. La Forrao regolarc c la Tricuspide ipocicloidale. " Vn tratto coi rami iperbolici verso un re- cjresso. Fj'iiiglia (R oo) Due regressi. Specie (R G co) Uasin- toto e Diametro. Due tratti coi rami iperbolici. Specie (R- oo G) Rami verso regressi ; un regresso ; diametro. — 248 — Faraiglia (M^ A oo) Rami ordinarii ; i tre regressi sepcirati 7iei due tratti hanno le tangenti parallele. Spe- cie (M* A G oo) Diametro. Tribu (M" oc) Rami ordinarii; un tratto con un re- gresso ediino con due. Famiglia (1\P G oo) Diametro. Due trattij ciascuno con un ramo paraholico ed uno iperholico. Specie (Rr V oo d A) Rami paraholici verso il regres- so ; due regressi separati colle tangenti parallele ; ceniro. Tre tratti coi rami iperholici. Famiglia (R M^ co) // tratto puro, ed uno dei due con un regresso hanno un ramo verso regresso ; gli altri ra- mi ordinarii. Tre tratti con due rami paraholici e quattro iperholici ordinarii. Famiglia (Mm N- gc) Ogni tratto con un regresso ; due con un ramoparabolico. Specie (Vv M- oo C) Diametro. Quattro tratti coi rami iperholici ordinarii. Tribu (M^ oo) Un tratto puro^ e tre con un regresso. Famiglia (M'' G oo) Diametro. — 249 — DIVISIONE VII. CURVE DELLA TERZA CLASSE E DEL SESTO ORDINE. TRE REGRESSI COLLE TJNGENTI CONCORHEISTl IN UN PUNTO. Quesle curve, secoudo die sono di un solo pezzo o di due, si separano nolle Sozioni delle Tricuspid! semplici e delle Tricuspidi composte : nella prima si dislinguono due Sollo-sezioni cd un Genera. Genere della Tricuspide allineala. U^y SOLO PEZZO, 1 THE BEGiil.ASI IN- LINE.t RETT J. Due tratti cot rami iperbolici ordinarii. Famiglia ( ]VP Ac©)/ tre regressi scparati iiei due tralti hanno le ianrjenti parallele. Specie (M^ A G oo) Dia- metro. Tribu (M" oo) Un tratto con un regresso ed nno con due. Famiglia {W C oo) Diametro. Due tralli ciascuno con un ramo paraholico ed imo iperholico. Specie (Rr V oo d A) Rami parabolici verso il regres- so : due regressi scparati colle tangenli parallele ; la di- rezione della relta dei due regressi e quella slessa del ra- mi parabolici ; centra, Toino It'. Scii'c II. 33 — 250 — Tre tratti coi rami iperbolici. Specie (R^ oo C^) Rami verso regressi cogli asintoti incontrantisi in A; tratti puri ; tre diametri. Faraiglia (R M- oo) // tratlo puro ed uno dei due con un rerjresso hanno nn i-amo verso il regresso^ il cut asin- toto e parallelo alia retta dei due regressi. Tre tratti con due rami paraholici e quattro iperbolici or dinar ii. Famiglia ( Mm IS'- oo) Ogui tratto con un regresso: dueconunramo paraholico. Specie ('VvM^ oo C)Diametro. Quattro tratti coi rami iperbolici ordinarii. Tribu (M* oo) Un tralto puro e tre con nn regresso, Famiglia (M* C go) Diametro. SoTTO-SEZiONE clellc Trlciispldi genuine, U.y SOLO PEZZO, LA RETTA CHE UNISCE DUE REGRESSI If ON TAGLIJ LA CURVA IN ALCUN ALTRO PUNTO. Si SUddi- vide precisameute come il Genera della Tricuspide ipoci- cloidale. SoTTO-SEziONE dellc Tricuspidi divcrgcnli. Un solo pezzo, la retta cue unisce due regressi taglia la curva in altri due punti. Due tratti coi rami iperbolici ordinarii^ Faraiglia ( W A cr.) / tre regressi separaii nei due — 25i — iratti hanno le tavgenti parallele. Specie (M- A C go) Dia- metro. Tribu (]\P go) Tre regressi scparati nei due tratti. Famiglia (M- C g«) Diametro. Due tratti con due rami paraholici e due iper- boh'ci. Specie (Rr V oo d A) Ogrii tratto con nn ramo para- bolico verso il regresso ; due regressi separati colle tan- genti parallele ; centro. Tre tratti coi rami iperbolici. Famiglia (R IVP oo) // tratto puro ed uno dei due con un regresso hanno un ramo verso regresso ; gli altri ra- mi ordinarii. Tre tratti con dtie rami paraholici e quattro iperbolicij tutti ordinarii. Famiglia ( Mm IN- oe } Ogni tratto con un regresso. due con un rumo parubolico. Specie (Vv M° oo C) Diametro. Quattro tratti coi rami iperbolici. Specie (R- M- oo C) Tratto con regresso e ixtmi ordi- narii ; tre tratti pari, uno con ambedue i rami verso i regressi, e due con uno di tali rami ; diametro, Tribii (M^ oo) Rami ordinarii. Un tratto puro, ognu- no degli altri con un regresso. Famiglia (1\P C go) Diametro, Cinque tratti coi rami iperbolici. — 2S2 — Faniiglia (R M^ oo) Due tralti puri con iin ramo ver- so il rcgresso ; un Irallo puro c (hie tratli a regresso cni rami ordinarii. Specie (R M' C go) Dlumetro. Sei tratti cot rami iperbolici ordinarii. Tribu (M'' go) Tre tratti puri e ire a rcgresso. Fanii- glia (M*^ G oo) Diametro. Specie {M^ G^ go) Tre diametri. Sezione delle Tricuspidi composte. Due pezzj; uno puro ed uno coi tre regressj. Due tratti rientranti. Tribu (Nessuno go) Tratto con tre regressi circondato da un ovale. Famiglia (G co) Diametro. Specie (G^ go) Tre diametri. Una Forma per ciascuQ Genere e la Tricuspide composla regolare. Due tratti, wio rientrante ed uno coi rami pa- rabolici ordinarii. Famiglia (Nn co) Tratto rientrante con tre regressi circondato da un tratto puro parabolico. Vi si dislinguo- no le due Specie (W w go C), (Uugo G) ciascuna con un diametro. Tre tratti, nno rientrante e due coi rami iper- bolici ordinarii. Tribu (N^ oo) Tratto rientrante coi tre regressi, c due tratti puri. Famiglia (N- G co) Diametro, — 253 -. Segue la slessa classificazione del Genere della Tri- cuspide ipocicloidale aggiungendo sempre due tralli puri coi rami iperbolici ordioarii a quelli che provengono dal pezzo tricuspidalo. La nalurale distribuzione dei Geoeri della terza clas- se nasce dal valore del paramefro da me segnato con c^. II Genere della Cardioide e il limite corrispondente a c"^ z=.i ; vengono dopo le Tricuspidi divergenli, da i , -1 V c^ z=:i a c^ ir: — , la Tricuspide allineata ( c" = — ], le i 4 Tricuspidi genuine ( c^ da -;;- a — \ la Tricuspide ipo- cicloidale fc^rr— )e le Tricuspidi composle , nelle quali il valore del paramefro c- =:: PR . DV : rV • DR =: AP . YD : AD . VG i precede da — a zero ; ma se invece di riferire queslo doppio rapporto ai tre vertici del pez::o coi tre regrcssi, lo si riferisca ai tre vertici W, W, W" dell' ovale, oppure agli allri Ire U, U', U" dello slesso pezzo puro, esso pro- cede da c" ^ — oo a c'^ rr 0, oppure da c' =: co a c^ rz: 4. Percio dali due Iriangoli omologhi R R' R", V V V" col cenlro di oraologia A e 1' asse d'omologia C G' C", tali che se queslo andasse all'infinito, A diventerebbe il ba- ricenlro comune dei due triangoli, esistera sempre una sola curva della lerza classe, che avra i tre regressi R coUe tangenti AR, ed i tre vertici V coUe tangenti VC. Nella parlicolare Tricuspide divergente distinla dal 2 , . . paramelro c z=: — si deterrainano facilmente allri sei pun- 3 ti della curva tagliando con ogni tangente VC di un ver- — 254 — lice le corrispondenli relte RR', RR";le langenti in qiiesli due punti passano pel corrispondeiile V ; inoltre le langenti nei sei nuovi punti si lagliano fra loro in pun- li appartenenli alio tangent! dci regressi oppure alle tan- genii del vertici. Nella Specie (C^ co) di questo parlicolare Genera si ha AR rr 6 A V, ed il tratto di curva che ha il vcrlice V laglia perpendicolarmente le relte RR', RR" 4 ne' punti delerrainali da R. M=: — RR, ecc. La mia Memoria coutiene la classificazione ed i ca- ratteri generici e spccifici delle curve di sei Divisioni comprendenti 14 fra Generi e Sezioni, e 173 Ira Specie, Faraiglie e Tribu. Mi resta da compiere la classificazione della V Divisione, cioe delle curve del quarto ordine e della quarta classe. Ecco il prospetto dei Generi e delle Sezioni col nu- mero della Divisione a cui appartengono. \ Parte prima. Curve algehrico-razionali. Un pezzo puro Genera del Gircolo (I) Regresso a flesso » Gissoide (II) Flesso e punlo doppio » Folium (III) ^ Regresso a tangentedoppia » Gardioide (IV) \ Tre flessi in linea retta » Tricralere punta- to (III) \ Tre regressi colle langenti » Tricuspide ipoci- concorrenli insieme cloidale (IV) :" — 255 — Parte second a. , .: , Ciu^c algehriche. ^ Vn solo pezso . i Tre flessi io linea retla col- Genere dei Tricrateri ad a- le langenli concorrenli sinloti concor- renli (VI) Tre regressi in linea relta » Trlcuspidi alli- colie tangenli concor- neale (VII) renti Tre flessi in linea relta Sezionc dei Tricrateri sera- plici esterni, , -, , odinterni(VI) Tre regressi coUe langenli » Tricuspidi sem- concorrenli plici genuine J -r o divergenli (VII) Due pezzi Vn pezzo con Ire flessi in Sczione del Tricrateri com- linca relta, cd uno puro posli (VI) Un pezzo con tre regressi » Tricuspidi coni- collc tangenli concorren- . _ posle (VII). lij ed uno puro. Dopo di die 1 Islituto si riduce in adunanza se- grela. Si legge 1' Alto verbale dell'anlecedente adauan- — 256 — za segreta del gtorno 1 8 luglio, ch' e approvato e sot- toscritto. Si annunziaoo i seguenti doni fatti all' i. r. Isti- tuto dopo le ultime adunanze: I . Dall' I. R. Istituto Lombardo. Giornale deW Isiituto Lombardo e Biblioteca Italia- na. Fascicolo XXV, luglio 1855. a. Dall'I. R. Luogoteaenza delle Provincie Venele. Compartimento terntoriale delle Provincie Fenete, altivato col 1." luglio 1853. Venezia 1853, 1 vol. in 8. Indice alfabetico del Codice penale Jastriaco. Vien- na i853. 3. Dal sig. F. Mazzoldi di Brescia. Sulla malatUa delle uve. Brescia 1855, di pag. 16 in 8. 4. Dairi. R. Luogotenenza delle Provincie Venete. DeW antica Italia slava (in anlica lingua slava), Un grosso vol. in 4t., con Atlanta. 5. Dall' Istituto Agrario di Ferrara, j4llti della seconda premiazione aijraria provinciule d^ncoraggiamento deW Istituto agrario di Ferrara, e — 257 — • delta unita Esposisione agricola industriule. Ferrara, di pag. 140, in 8. DeWorigine e dei progressi degli atlnali Giardini. Discorso. Ferraia, 1855. di pag. 20, in 16. G, Dalla Societa medico-Ghirurgica di Bologna. Bullettino dclle Scienzc. mediclie, lisglio 1855. ^, Dal Professor A, Massalongo. Plantae fossiles novae in forinatiouibns tertiarib Hc- gni Feneti nuper inventae. Verona, 4853, di pag. 24, in 8. Summa animadvcrsionum qiias fecit Duct. Prof. Massalongo in duos postremos fascicnlos Liclienum Hel- velicorum editos a L. E. ScJiaerer. A. 4852. Verona, 1855, di pag. ii, in 8. Sopra iin nuovo genere di rvltili della Froviucia Pa- dovana. Verona, i855, di pag. 1-4, in 8., con una lavola. Enump.razione delle piante fossili miocene fino ad ora conosciule in Italia. Verona, 4 855. di pag. 52, in 8. ^Icuni generi di Licheni nuovamenfe limitati e de- scritli. Verona, 4853, di pag. 44, in 8. 8. Dal sig. Cav. Vittore Trevisan. J\)clie parole di aogintda alia mia rellifirazlone al Rappoi'lo della Commi^sloiH uoniinula daW I. R. IsUtulo Feneto di Scienze^ Letters ed Jrti^ per lo studio della ma- lattia delV uva^ lelto ed approvato neW Jd\inanza del giorno 44 marzo 4853. Padova, 1865. di pag. 46, in 8- Spighe c Paglie. Sci ilii botanici varj. Vol. I. Fasci- colo I. Padova, 4853. Tuu.ij ir. Scric II. ' 33 — 258 — g. Dal sig. Giuseppe Bergamaschi di Pavia. Pcrerjrincizione statist ico-fitologica nelle valli Camo- nica, Scriana, Bremhina. Pavia, 1853, di pag. 116 in 8. II M. E. clott. Namias, qual Relatore di una spe- ciale Commissione, legge un rapporto suU' argomento proposto dalFi. r. Luogotenenza coi Decreti i o decein- bre e i 6 liiglio decorsi n.° 2583 i. Dopo le conveuienti disaniiiie ed osservazioni, in conseguenza delle quali I'lstitulo esprinic il desiderlo, e la Commissione con- sente, clie sia introdotta una lieve modificazione uel rapporf.o, 1' Isfituto medeslmo lo approva e dispone die sia trasuiesso alia prefala i. r. Luogotenenza, Quindi lo stesso M. E. dott. Namias, qual Re- latore della Commissione per la descrizione topogra- fica e statlslica delle Provincic, legge un rapporto sopra un lavoro presentato all'Istituto dal dott. D, Rigoni -Stern sulla condizlone sanitaria del Basso Agordluo, cd in generale del paesi alpini. L'i. r. Isti- luto, dopo una breve discussione, couviene nel pa- rere della Commissione e ne ammette le conclusioni. 11 M. E. dott. Nardo, in uome della (jomniis- sione per le Eaccolte Dotutali, presenta un Rapporto in cui souo concretate le proposte della Commissione medesima per provvedere, mediante un migliorecol- locamento, alia couservazione delle Coilezioni ad essa — 259 - affidate. L'i, r. Istituto, corisiderata'Ia gravila delfar- gomento, e la urgeuza del pericolo, dispone die le proposizioni della Commissione sieno assoggellate alia i. r. Luogotenenza, e che mediante le opportune riniostranze, sieno invocati quel provvedimenfi clie facciauo abilila all' Istituto di meglio ordinare la sua residenza, i suoi libri, e i suoi Gabinetti. II Segrelario comunica il decreto aS luglio de- corso n," i555i, con cui la i. r. Luogotenenza par- tecipa di aver riciiianiato dalle i. r. Delegazioni nuove informazioni sulla ricoinparsa malallia delle viti, ed invit? r Istituto a nuovi studj su tale imporlantissimo argoraento. Su cio il M. E. prof. Yisiani osserva che sulla natura della malattia imperversante e sui mczzi di porvi riparo la Conaniissione. che fu all'uopo isti- tuita, e della quale egli e il relalore, Iia gia fafto quelle piu ampie ricerche e quelle pijjaccurate os- servazioni die far si potevanoj che pero un nnovo campo potrebbesi aprire ad essa col procacciarle noli- zie sicure sul procedimento della stessa malattia negli allri Stali ; che siffaite notizie oil re al soddisfaro ad un desiderio che e vivissimo e g,iusto negli abitaiifi di questi paesi, potrebbero eziandio fornire nuovi indirizzi e nuovi fondamenti agli studj dell' Istituto; che con tale intendimenlo egli proponeva che si fa- cesse islanza alia i. r. Luogotenenza, affinche questa col mezzo degli i. r. Consolali, o con quegli altri mezzi che reputasse piu convenienti adoperasse a rac- — SCO — cogliere cogoiziofli esalte e non diibbie sulla origine, sul progresso, e sullo stato altuale della malattia delle viti in tulti gli Stati Italiani, aella Dalmazia, nell'I- slrla, nel Sirmio, nella Uiighoria, iiell' Inghilterra, nella Francia, nel Belgio, nelle Provincie Renane, nella Spagna, nella Grecia e nelie Isole dell' Arcipe- lago. L' i. r. Istituto accoglie tale proposta, e dispone die sia assoggettato analogo rapporto all' Aulorita su- periore. . ■ . .t < - to^ Si leggono i due decreti della i. r. Luogotenen- za i.*^ corr, n." 17120 e 10 pure corr. n° 5oog/^, col prlmo dei quali e approvata la nomina teste fatla delle LL. EE, co. Gorzkowsky Generale di Artiglleria 6 Governator di Venezia ec. ec. e Monsig. A. Mutti Patrlarca di Venezia ec. ec. e del sig. Tenente Mare- sciallo bar. e cav. Vacani a Membri Onorarj di questo Isliluto, e col second© I'lslituto niedesimo e invitalo ad intervenire alia fiinzione solenne che il giorno 18 corr. si celebrera in Sau Marco pel lliustissiino di natalizio di S. M. I. R. II M. E. prof. Minich rappresenta che nella stain- pa degli Atti dell' adunanza del 19 decembre i852, e precisameute nella parte che riguarda alia epigrafe spiegata dal P. Seccbi, avvenne lo spostamento del- r ultimo brano di quest' articolo, e un errore per cui si legge le tiara fatta male, mentre deve leggersi lei- t lira fat ta a rovescio^ e che siccooie questa fallacfa — 26d — rendeva del pari e strana e intempestiva la domanda, e inesatta la risposta, cosi egli doveva chiedere che fosse emendata. L' i. r. Istituto, ammettendo la istan- za, dispone che nello stampare gli Atti della presenle adunanza, si faccia menzione dei corsi errori e se ue indichi la correzione. INDICE DELLE ADMANZE dell' ANNO ACCADEMICO 1832-53. Adunanza del giorno 28 ISovemhre 1852 29 ISovernhn . pag. 5 » H . -^ ' — 19 Dicemhre . . » 25 — — 20 Dicemhre. . . » 31 — — 23 Gennaio 1853 » 37 -^ — 24 Gennaio . . » 51 , — — 20 Fehbraio. » 59 — — 21 Fcbbraio » 65 ■ — — 13 Marzo » 69 — — 14 3Iarzo . » 79 — — 23 Jprile » 103 — — 24 Jprile — — 28 Iflaggio — — 29 Maggio kDVisxmk puhhlica (hi 50 Maggio » 107 » 119 . « 165 » 175 ADUNA?iz\ (Id giorui ) 26 Giugno 27 Giugno 1 7 Luglio » 177 . » 193 » 203 — — 18 Luglio » 219 — — 14 Jgoslo . » 231 Appendice I, 15 Agosto . » 253 Al'l'ElNDICE 11. Appendice 111. fMh ;f4J^iu Qv'i I li ;f ., M :; •'1. 1 APPE^DfCL UAIMNHITO DEUA COMMISSMKM] NOMINVTA DALL'l. R. ISTITITO VENETO 1)1 SCIENZE. LETTERE ED ARTl , PER LO STUDIO DELLA MALATTIA DELL UVA. W&MSM^^M^MW^MMM. ' ' (fuella malaugurala iiifezionecheapparsa primamente nnn lia molfnnni nolle parli occidontali d'Europa. colse parzinlmciilc nel 1851 qui c cola le viti e Tuva delle nostro Proviiicie, e nel successivo le aramorbo si estesa- niento o si gravemente da far certa la perdita della mag- gior parte del prezioso prodotto, mosse fin dalle prime le sollecitudini dei Governi a richiedere alia scienza ed all'ar- [e i lumi necessarj per conoscere le cause, la natura e gli effetli, e quindi ancora i mezzi piu acconci a prevenirla, Irenarla e dislruggerla. A questo fine T i. r. Istiluto Veneto di Scienze, Lettere ed Arli elesse tosto fra" suoi membri, die pill specialmenle atlendono a tali studj, una Giunla composla del prof. Rob. de Visiani relatore della medesima, cav. Agost. Fapanni e dolt. Gio. Zanardini, la quale comin- cio poco slante le indagini necessarie e pubblico un volo quale permettevanlo allora la novitci del soggetto e le sue numerose e gravissime difficolta (I). 31? ricomparsa nelfanno appresso la nialatlia assai pill difTusa e piu grave, la Conunissione dovendo anipliare notevolmente 11 canqio delle ])roprie ricerclie, rafforzatasi delfopera di allri conipagiii, il sig. Giulio Sandri ed il sig. (1) Kelazione suUa rnalnttia (leirir.a u biaiuo ile" gi\ui|ioli, Iftla all' i. r. Istituto Veneto li 29 novembre ISol. -~ (i _ (l(tll. Fi'.UM'. Gcio, ripreso nnvcllanionlo o sopi'a nn ])iu \a- slo pi.ino i sii(»i sUulj, aIsMo i lii(i;4lii pin inli'sl.ili (l.d (alalo maloiv |)('i' racconr da tulle pai-li (alii e ndtizic, aili a ohia- rirc que! inoglio rlio aiicnr si possa la oscnrita dcirargo- mento, islilni c iiiiiu»\n ,sj;( rimciili cd osscrxazioni proprie cd alfriii. invito j^li ag-i'oiioirii dcllc I'roxiiicic noslic a co- iminicarlc Lnttocio cIk' avossoro .spciiinenlato o vcdiilo su tal prnposito, si Iroc dchilo di conosceir o poiKloraic (iiiaii- lo di DK'tjlio ern slalo sn cio piilthliealo in Italia v Hioii, o cosi picparossi cod liiniilic liccrclK' i malciiali acoonci a contpilarc una piii cojuplcla rclazionr intorno a! nicdesijiio. ]\(' j^li occitanionli daii aj^li stndiosi noslri toruavono scii- za trullo, che piii c piu sciitli pnbhiicali oil inediti nv [)vr-- Acnnero alia (Jnniniissione, la qtialc ag-Ji autori loro cpii leiKJe sinceri atti di grazia. coiiipiaccndosi di segnalaic ira (pu\sli per accuralozza di osscrvazioni cd aggiuslalczza di caziocinio uno sciillo dciringesn. civile sig-. doll. Gius. Fiiniiani di Lonigo die s'inlilola: imlizialura di tes- suli fa\orevoie alio s\iluppo del f'alale lunghelto, per cui a\verlendo alle peculinri circoslanze mcleorologiche die ueiranno 1851 precedettei'o ed accompagnarono la malal- isa^ si argoineukna di"ella Irar potesse sua origine dalle slraordiiiarie .icende almoslericlie, vale a dire dal ripetulo ed incessaiile succedersi di sleniperale pioggie e nebbie •copiose^ noncbe dalle irregolari alleiiiatixe di caldo ed u- niido, die allerando le condizioni normali e lisiologiche della vile, e specialmente nelle parli sue pit'i succose e piii giovani, e \iziaiidone repidermide, a\essero preparalo ac- eoncio seggio ed alimenlo opporluno alio s^iluppo ed in- creinento del iungo. Le osser\azioni lalle inlorno ai luo- ghi, die allora sembijnano dalla malatlia [irclerili, concor- I'evano a soslenere una la!e opinione, la quale era pur quella di lulli coloro che a (jue' giorni tratlarono dell"ar- gomenlo, e lo e lullor di non podii. , , ; ~ 9 — Adottando siflTatto avviso. la Commissione era traU.i per consegiienza naturale e legitlima a dichiarare inutili i rimedj proposti conlro la parassita, come qiiella clie non era che una manil'estazione od un effetto del inorbo ; e pcr- cio, dislrulla pur quesla, iie si \inceva ne prevenivasi la malattia. Speravasi uondimeno che, appunto perche il mor- bo parea consistere in una niomentanea alterazione della >ile, cagionala dalle sregolate >icissitudini meleorologiche sopra citate, esso non fosse per ricomparire allra volta se non nel caso che si rinnovassero le slesse cause, alle quali si ascriveva la sua prima comparsa. Ma pur Iroppo tale speranza non si av^ero, che anzi sotlo la influenza di sta- gioni le piu regolari e propizie alia vegetazione, predomi- nando Tasciutto alia umidita, prosentando le \i\.\ uno stalo il piu ^egelo e vigoroso, promettendo in line per copia in- solita di lioritura il piu ubertoso raccolto, il fatal morbo riappar\e piu difTuso, piu gra\e e piii minaccioso di prima. Gia fino dalla scorsa primavera i publ)lici iogli annun- ziavano essersi manifestali in piu siti i primi indizj di esso, cd avere, oltre i luoghi atlaccati nelfanno innanzij invaso ' ancora nuove parti di Europa e specialmente la Grecia o- rienlale. Fra noi esso scoppio piii estesamente e alquanto pill precoceniente dciranno innanzi, ne diversila di sito, di altezza, di esposizione o di suolo valse ad inirenarne la dilTusione: che il piano e il colle, i luoghi bassi ed umidi al pari de' piu rilevati ed asciutti, le viti ombrose e le so- leggiate, i terreni calcarei e gli argillosi ne fiirono indifTe- rentemeute colpitis e varj sili del Veneto, rimasi poco o pun- to attaccati nello scorso anno, come p. e. gli orli e i vi- gneti deirEstuario, in qiiesto lo pro\arono al par degli altri. Tali osser\azioni a lutti ovvie esigevano cbe la Com- - 10 — luissinno dolf IsliliUo ripi'oiuk'ssc in atlonlo osiiinc la opi- iiioiic lino allora f^encralim'ulc al)l)rafciata die la inalattia diinorassc in una condizionc palologica della ^ite, e di- pondessc da cause ineteorolo^iclie. Si fu pcrcio che uno de' M('njl)i'i suoi,ii .socio conisp. doll. Gio. Zanardini, non lardo a conuinicare all'lstiluto noslro iiel 1!) luglio 1851 ilfratto do" novclii suoi sludj in una iNola, in cui conCcrinando la nostra llelazione anleriore 1)im' cio die rateUa da uno a ciiupie o piu otriceili di ioiina ova- - to - lt» II liisliiiighi, nil |)ii' pill tifossi (.lei lilamciUo rho li mi- sliciu- e |)o,sli 1' iiii sopra I' allro a IVjg^ia di moiiik", i qiiali lacchiiHloiU) nuinorosi jii aiu'lliiii di iiii colore |ialli- do \ci'doynolo, clie lurono limyo loiupo tciiiili ijuali or- , gani riprodullori del limgo, Pcro il chiarissimo osserva- torc cav. Aniici (V. Gioniale aj:;rai'io toscano 18512, m)1ii- me X\X II. 100 ) ha da ulliino scoperlo, descrillo o liyii- rato uu orgauo clie indubbiamonle appailiene alia (rulU- licazionc del iiiiigo. Ouesl' organo trae origine da una parlicolarc niodilicazione, o morfosi, di uno degli olricelli coniponeiili la seiie monililonue con cui teriiiiiiano i lili \erlicali. Tale niodilicazione e lin da jirincipio coiilrasse- giiala da uii color giallo die piglia I' otricello ordinaria- meule argeiilino, il ([iiale crescendo seni|)re pin di mole passa a colorarsi di giailo aianciatOj liiK-lie niaUiro prea- de colore piii cuj)o, VariaMle di grossezza e di Ibrina. esso in generale siipeia in liinghezza c larghezza gli allri olricelli imnuitali della serie niedesima. Quesli organi, die il ca\ . Aniici diianio sponnuji^ constano di una nienihrana cellulosa coloraia, a faccette poligone alquanlo tuniide, ed ognuno di essi contienc pareccliie centinaja di spore assai Irasparenli, renilornii, segnale ad ainhe le eslreinila da un iiiimitissiino globello o mideo di materia piii densa. In seguilo a tale osservazionCj si la 1' Amici a conihattere la o[>inione di ([uelli die riporlano alia J.rijsiphe commiDiis la criltogama delie iiostre uve, la quale, pei caralteri della rriittilicazioiie da lui lro^ali, si allontanerelihe pur aiiche dal gruppo o lamiglia delle Krisilee, liendie maniiesli con esse la ()iu strelta attiiienza riguardo agli organi della \e- gelazione. Dilatli in tiitte le Krisilee, nionograticainenle illustrate di recente dal Le\eille. la (rutlilicazione si lorina nel modo seguente. I lilanienli dapprinia spai'si. cpiasi — \6 - seniplicij disposli a rosolla, diycnf^oiio pii'i luiineiosi o rn- inosi lino a che si acUlcnsano e riimiscono in i)iccoli corpi caniosi, schiacciali o nicinhranosi. In quosli punli di con- donsazione, dislinti col nojne di ricellacoli^ si sviluppano i concellacoli clie assuniono nn colore giallo, da ullinio piu. o mono intensanieiite neraslro. Di fornia per lo piii sicrica, lalvolla cmislcrica, sono eglino cosliluili da una nioinbra- na assai iilta c resistcnle di color bnnio, forniala da due slrati di cellule di figui-a irregolare. Verso la niaturita del concellacolo, jiresso il punlo ov' esso risulta inserito sul niicclio^ coniinciano a svilupparsi niolli filamenti disposti a guisa di raggi che parlono da un cerchio, chianiali fila- menti appendicolan^ che actpiislano I'ornia, coloi'e c rap- porti col concellacolo svariali |)er inodo, die il Leveille dair analisi di lali condizioni desunse i caralleri piii essen- ziali per (hslinguere le varie Erisiloej unilanuMde a ipielli oft'erli dai veri organi della riproduzione colloeati nei con- cellacoM, conlenenli appunto ora uno, ora niolli sporangi, ciascuno dei cpiali rinchiude da due ad olio spore. La h'ullilicazione quindi delle Erisilec notaltilmenle diversifica dall' organo scoperlo dall' Amici nella crilloga- nia deir uva, sia per la sua deri\azione c coUocazione, come per la sua strutlura e comitosizione, nonche per la fornia dei corpicciuoli conlenulivi. Cio nondinieno molti duhhii rimangono a sciogliersi, molle ilhislrazioni occor- rono lullavia perclie si possa oggidi con sirurezza scien- lilica deliniie specificainente la parassila dell* u^ a. In niolle lainiglie delle crittoganie^ la coesislenza di un do|)pio apparalo della I'rullificazione dislinlissimo e un (alio onnai cei'lo ed avveralo per mezzo .eziaiidio di os- scrvazioni direlte siilla germinazione. INon sarehhe quindi inverosimile il sospellare, che V oi'gano descrillo dal cav. — i7 — Arnici app.irtener polesse alia seconda Ibrma della I'riilU- licazione, a qiiella \)vv cui haiino sviluppo gli sporidj an- ziche le vere spore j)i'0'\enienti dalP organo piu perfetto lornilo dei filamenli appendicolori. La fignra dei corpic- <;iuoli rinchiusi noUo sporangio descritto dall' Aniici servi- i'ebhe quasi ad aN valorare tale sospetlo. E > cro che alcimi pretendoiio aver osservalo nel fun- go deir ma la gei'iiiiiiazione dei gr-anellini contenuli negli olricelli traspareuli, che formano parte dei filanieiiti ver- Jicall; e riguardaiido tali olricelli quali organi della frut- liiicazione, vollero riscontrarvi perfino una deiscenza Ion- gikidinale j nia tali osservazioni risulterebbero snientite dair autorila dei piu distinti micologi, li'a i quali sono da citarsi i francesi Oecaisne, Thurct e Leveille, che a bella posta studiarono la nalura di quel granellini. Lo svolginienlo piuttosto degli olricelli sembrerebbe un fatlo bene constatalo e da molti avvertito, ma cio non obbliga a considerare V olricello <{uale un organo appar- lenenle ad un"" allra lornia di fruttilicaziouc. Esso appar- tiene agli organi della >egetazione, e per tale allitudine alio svolginiento addinioslra stretlissimi rapporli di affinita toi propagoli di varie crittogame. Difatti il chiaro micolo- go Tulasne e precedentemente lo stesso Fries distinsero col nome di conidii tali cellule gernioghanli, analoghe per le loro proprieta alle gemnie o bulbilli delle piante supe- I'iori. Forse che la sterminata diffusione del fungo e do- Aula anclie a siffatlo mezzo di moltiplicazione, e cio ser- \irebl)e eziandio a spiegare la frequente sterUila della crittogama delle noslre uve ; conciossiache i'u osservato che i conidii di allre mucedinee danno bensi indi\idui bene s\iluppali ligiiardo agli oigani della vegetazione, ma inca- paci di ;irri\are alia fase piu perf'etta contrassegnata dallo — 18 — sviluppo degli oigani altineiili alia riprotluzione. Lo <(iiari cose (iirono qui toccale con qiialche oslcjisione per I'ar co- noscere, toriiarc ancora necessarii inolti sludiij molte os- servazjoni direlle e comparative prima di giungere a defi- nire con precisione la jnicidiale crillogama, die col nu- mero dei piii continueremo inlanlo a chiamare Oidium Tuckeri. Fino a clie pero non si rinvenga fornila dei \eri concellacoli proprii delle Erisifee in geaerale, qualsiasi giudizio intorno alia sua definili\a delerminazione non puo essere che arrischialo, |ierche pri\o di sullicienle fon- damenlo scientifico. Ma non ad una sola crillogama parassita I'u apposlo il male che ammorba le nostre uve, ne questo pur i'u cre- duto il solo che le colpisca^ giacche ollre all" Oidium (u scrilto tiovarsi nelle vili un" allra lorma morbosa dislinla (ra noi col nome di PicchU'tia, ed aiizi il cav. Trevisan in- clinerebbe a credere che 1" Oidio non nascesse die sopra viti malale di Picdiiola. A quest" ultima vengono assegnati per carattcri distiiiti\i, puslole o botloncini pieni d" un succo colorato e sparsi su lulte le parii verdi, i quali gon- fiando e ronipendosi generano macchie bruno-nerastre simili ad ulceri che si dilatano a spese della sostanza or- ganica su cui hanno stde. Queste ulceri lascierebbero suUc loglie incavi tali da iarle sembiare hudierellale, corru- gherebbeio Y eslremita dei tralci, i quji^i snodaiidosi si staccherebbei'o dal Accchio ceppo, che in line invaso esso pure dal morbo rimari'dibe speiilo sino nelle radici. La Conimissione pienamente accordaiidosi nelle didiiarazioni conlrarie date dal cav. Amici su tal proposito, ha il con- lorto di assicurare ch* essa non \ide ancora nelle nostre \iti 1 guasli eslesi e prolondi die alia Picdiiola si altribui- sconOj sibbene que'soli superliciali e leggieri die dcri\ano — 19 — dall'azinnc inolosla della ci-illogaiua parassita sui soli tes- siilj crbacci del lialcin. II ch. prof. Cesali aimuncia inoUie aver Irovalo uvc ricoperte ollre cho dall' Oidio, anche jiiii copiosamente da una imova muccdinea che noinino Jmpdomijces qidsqualis, c descrisse e figuro nel Fessillo Fercellcse del 27 sellein- 1)1-0 1852, Ma ajjpunlo (piesla descrizione e piii ancora la sua ligura la in iioi sorgere il piii I'ondalo sospetlo che r Jmpelomyces del Cesali possa essere la slessa cosa che r Oidio descrillo e figuralo iiello slalo I'riillifero dall'A- mici. Esposti fin cpii i caratteri della malallia deiruva (juaic essa apparve coslantemente alle nostre indagini, e narrali i risultaujenli dell' osservazione microscopica suU' azione micidiale del fungo, resta che alle deduzioni cui ci danno ondanza niorbosanieule eccessiva, ne la vegetazione un rigogiio tale da tar teinere per le viti, le (piali in ogni rispelto otreri\ano i contrassegni piii Iran- (pjillanli d' una sanita piena ma noimale, e d' un vigore proporzionato alia ibrza ed all" eta delta pianta. INe le mac- chie allatto su]teriiciali o 1" intristimento di alcuni Iralci possono essere consi derail cpiali pro\e d' una malattia in- terna, giacclie e\i(ientemente dipendono dair azione del- 1 Oidio eiK' rieoprendone I" epidermide ne turbo le t'un- zioni, impedi la maturazione del legno, e percio ridnsse i Iralci in uno slaio analogo a quello delle parti verdi od erbacee. D' altra parte essendo slata da tntti tatta Tosser- vazioue di u\e inlette portate da tralci sani, e d" uve sane appese a Iralci niacchiatij gli e pure tbrza il concbiudere non essei'\i stata I'elazione neeessaria tra la malattia dei grappoli e lo stato inlerno deila pianta elie li produsse. Akuni nulladinieno aflermano elie ni'lle \iti iornite di u\e — 21 — '■■ malale lurono osservalo lesioni interne degli strati legnosi c per fin del midollo. Aon si nega che alcune volte cio possa essere addivenuto; ma dalla coincidenza lorluita della presenza dell' Oidio ctdle lesioni or notate e che si osservarono molto prima della coniparsn della ciiltogama, non si potra necessariamente dcdurre che quello sia state cagionato da queste : e cio tanto piii quanto che anche in tali viti oflese ne"lor tessuti non senipre si e scorto il bian- co de" gi-appoli. A dimostrare essere qiiesto V efielto di una maJattia della vite altri addnssero di aver notato che le %ili infette dal iUngo presentavano radici fracide e guaste, e spesso infette di una specie di nudia. La Commissione si die'cnra di esaminare quanto ci ibsse di vero anche in cio, e scal- zale nunierose vili, altre delle quali illese dal fungo ed altre colle da esso, si assicuro che ie >ili con alcune ra- dici Iracide non senipre portavano uve malale. ne quelle a radici sane esser senipre rimaste indenni dalla iiifezione; locche pure le confermo non esservi relazione necessaria fra la malatlia de" grappoli e lo stato della pianta che li sostiene. D' allra parle nessuno ignora che di tali radici guaste ogni pianta pud averne, c le viti n' ehiiei-o senipre senza che percio ne insorgesse r'attuale malallia dolle u\e. Ilispelto poi alia mufi'a da taluni osservala sulle radici. ed in cui uomini alieni da ([iiosti studii credetlero di ra^^i- sare un' analogia colla mucedinea dell" uva, e omai noto- rio nulla aver quella di comiine con qucsta. La slessa ispezione interna dell' acino inlelto ravva- lora ognor piu V (»pinione cho la malattia venga di Uu.v'i anziche dalla vite. Esaminalo I* acino ad occhio nudo od arniato di lenle, la polpa sua paragonata a quella delle uve sane non prescnla da (piesla alcuna di\ersita : esa- 22 niinafo il seme del grano non pur malato ma fracido o gecco, lo si ritrova compiiitamente conservato e sano si nelle meinbraiu' siieche nol luioleOj nedoflVe differenza alcii- ria da' scim' dei grani incoliimi : esaminata in fine la stessa huccia I' epicarpo del grano inlelto dal siio iato inlerno od aderente alia polpa, essa fin presso all' ullinio sladio della nialaflia non presenta indizio alcuno di alterazione, Ora sifTalte osservazioni I'anno aperlanienle conoseere che la malallia dell' acino non viene dalla vite ; che se cio fosse, ie parti prime a viziarsi sarebbero Ic piii interne deir acino e soltanlo da ultimo ne verrebbe allaccala la esterna sua superficie. La malaltia pertanto non risiedendo che nella sola epidermide delle parli erbacee della vite, ed essendosi riscontrate generalmente illese le parti interne del tralcio e dell' acino, non puo esser ella atlribuita che air azione del funghetto microscopico che vi si attacco per nutrirsi a spese de' succhi di quelle parti, le quali percio e per le I'erile iiuunnerev oli j)rodotle in esse dai succhiatoi della parassila, e pel disseccamento originalo dalla perdita dc' loro succhi, e per essere gravemenle tur- bate in tutte le loro I'unzioni fisiologiche, debbono alro- lizzarsi e disseccare, o giunle ad un cerlo grado di di- stensione, oltre cui il loro tessuto morlificalo non i)u6 pre- starsi, scoppiare e dare uscita a tutto quello che racchiu- devano. II modo della origine e propagazione del morbo c le osservazioni falte intorno alle condizioni nieteorologiche che ne agevolarono od impedirono la diflusione. rafl'erma- no essi pure 1' opinione die i germi di (piel falalc pidvi- scolo o megUo lanugine cenerognola. che invest i le nostre live, siano stati portali dal di liiori e tlcposli gopra le stesse. Osservali aceiiratamenie la |)rin\a \olla nelle serre — L'o — d* Inglultorra, ove s' imprigiona 1* esistonza e per opera tli arliliciali condizioni di caloie e di umidila si \iolenta la produllivita dcUa Aile, di la passarono essi coi venli di nord-ovest nel Bclgio, nclla Francia, in Pieinonle^ in To- scana, quincli nella rinianente Italia, poscia coglievano I'l- slria, la Dalmazia, le Isole lonie e la Giecia. Basla darsi la cura di esaniinaio sopra una mappa la via tenula dalla falale iufezioue per iscorgero com" essa passasse dal nord- ovest al sud-est, ed e poi assai concludentc 1' osservazione fhtla nolle tavole aneniografiche contemporanee da cui ri- sulta che ne" niesi deirin\ asione delhi c)iltogania predoini- narono i Nenli nord-ovest, Del che un luniinoso esempio ne oflersero speciahnenle le osser\azioni aneniografiche istiluite lo scorso anno in Grecia e di la procurateei. hi la parassita comparve per la prima volta nel maggio del- r anno stesso, e lino dal niarzo a tulto giugno predonii- narono cola con singolare Ircquenza i venti nord-ovest. Conl'ormemente a siflfatta legge di trasporlo de' germi del i'ungo, dalle osser\azinni niegiio accerlale di quelli che ne studiarono non la diliusione successiva dei lunghelli niol- liplicali sul hiogo, ma la sua prima invasione in un dato vigneto, si rilevo aver esso attaccato sul)ito e di prefe- renza. non questa o quell' uva a buccia grossa o gentile, ne (piella o quelPaltra vite sana o nialala, nia quelle piante o parti di esse ch' ci'ano piii esposle all' aria ed al liber(» accessc de"venli, e sulle quali percio dovea di prima giiinla esser portato il puhiscolo, il ((uale solo piii laidi e per la riproduzione successiva dc* primi germi si diffuse alle parti piii interne del grappolo. ed alle vili piii riparate e dil'ese. Per le quali cose tulle i soltosci'ilti insistono nell'opi- nione gia publdicata e dil'esa sino dal setlemhre passato ■ — 24 — Kella Gazzolta ufficiale di Venczia ( 28 sett. 48,^2 n. 224 ) r attuale inalaltia dcH" uva dipendere da cause esterne e consistere in una allerazione organica della cpidermide delle parti erbacee c giovani della vile , le cui cellule disorganizzate si alrolizzano e si disseccano. Questa causa esterna per le osservazioni fatte non e altro die quella minutissima crittogama parassita conosciuta piu comune- menle col nome di Oidinm Tuckcri, la quale deposta sotto forma di gernie in^isibile \i si attacca^ e mandando fdi orizzontali che vi si apprendono del pari, investe 1" acino intero ed altre parti erbacee, e co'numerosi suoi succbialoi assorbendo dall' epidermide 1" alimenlo che le conviene le impoverisce de' succhi, e molliplicaudo all' infinite i punti disorganizzati e sccchi delle medesime agevola e solle- cita il disseccaniento delle parti ofTese e lo scoppio del- r acino. L" azione pertanlo della parassita e primamenle meccanica, benche in seguito debba portare anche altera- zioni chimiche e fisiologiche ne' tessuli che attacca. DniiostraH cnsi con tutti quei niezzi che prestano al- r illuslrazione del tenebroso argomenlo 1' osservazione, i principii scienlifici ed il ragionaniento che vi si tonda, di- pendere il iiianco de' grappoli dal parassilisnio di quel funghctlo tcnuis^inio, ed aver sede esclusivamente nella epidermide, vedutu a rincontro esserne generalmenle illesi i tessnti pia ipterni e sohdi della vile^ ne viene di conse- guenza, non coidvo la vite, si contro il lungo doversi in- dirizz:iv2 gii sludii degli scienziali e le praticbe de" cul- tori; perleche quaato fu scritto, e sul Icrire IrasAcrsal- meuto o forr^'c il j)edale di quella per averne copioso scolo di linta, e sul lagho deile radici Iracide credute causa di malattia, e molto piu il proposto sbarbamcnlo o Ironcamen- to delie vili, si riliene non aver fondameuto alcuno che lo — 25 — soircgga, e doversi, come a quest' ora s' e fatlo, rigettare Ira Ic proposte assurde, ne solo inutili ma damiose. Non restava pertanto altro partilo a cui ragione\ol- mente appigliarsi se non che ad alcuno di que" molti rime- dii che i'urono con tanla prodigalitii consigliali alio scopo di dlstruggere la parassita gia annidata nel grappolo. E cio pareva dovcr liuscire non solo per le considerazioni teoriche che ne I'acevano presagire il successo, si ancora per le osservazioni copiose di uve guarite pel solo mezzo meccanico dell' acqua avventala suUe stesse con qualche forza da improve isi acquazzoni. Si tentarono percio in molti luoghi, oltre T acqua, il liscivio, la cenere, i suflu- migj ed i fiori di zoUb, la calce, il gesso, la luliggine, il sollato di lerro, il car])one, la sabbia, la semplice terra e altre assai cose. Pure o per essere la malaltia dell^n a Irop- po inoltrata anche nelle parti del grappolo piu inlime e per cio piu inaccessibili a questi mezzi, o per esser queslo aramorbato in guisa da non ammettere rimedio alcuno, o per la difficolta di applicarlo colla diligenza e nella esten- sione necessaria, o perche non essendo curali conlempo- raneamente tutti i vigneti, anche quelli che risanassero, potean venire altra volla contaniinali dai germi del fungo trasporlati\i da' vigneti hmitrofi non medicati, o per altre ragioni, il frutto che speravasi da tali .ijuti non rispose a gran pezza al desiderio ed all' uopo, e la malattia del- r uva, come tutle le grandi malaltie epidemiclie o conta- giose, traverso indenne le piii culle parti d" Europa, senza che quei moltissimi che la sludiarono avessero potuto lin qui indicarne un pronto, applicabile e sicuro rimedio. Ma se questo sfugge tultora alle nostre indagini, non c percio che in difetto di esso non si possano consigliare ed attuare caulele e presidii acconci secondo qualclie pro- — 2G — bahilila a smlnuire il danno chc va faccndosi d'anno in anno piu grave. A tal fine nel lavoro sopra citalo die stain- parono iiella Gazzctla Venela, i sotloscritti non oniinisero fin dal sellenibre di rarcoinandarc alcunc avvertenzc da essi credute utili, ma die pur troppo in gran parte non fn- rono da' coltivatori adottale. Del che dee riporsi la princi- pal causa in quella erronea opinione {che per cio si alia distesa ci adoperanimo a combattere in queslo scritto e nell'altro) per cui molli tultor si pensano la inalattia deU'u- va aver sua sede dentro la vite, donde la ripugnanza di sperimentare mezzo alcuno conlrario al fungo, nella per- suasione della inutility del medesimi. Cio non pertanto nel- 1' aspettazione che gli sludj e gli esperimenti od il caso scoprano, quando che sia, ajuli piu efficaci e sicuri, non vogliamo ristarci dal rinnovare istantemenle il consiglio della recisione totale de' tralci piu infielli o estesamentc macchiali, qiiello della potatura delle parli piu inlristile dei medesimi, abbruciandole subito sopra luogo, e la piu ac- curata collivazione del suolo, scalzando le vili, vangandone proi'ondamente il terreno e concimandole con calce e fu- liggine. Locche diciamo perclie se anche pare a noi dimo- slrato, la malallia atluale dei grap|)oli non dipendere da condizione interna patologica della \ite, pure non possiam disconoscere che la filta invasione e la difTusione sconfina- la della filial parassita sii tulle le parti ^erdi di quesla pianta pu6 e dee nuocere alio slato fisiologico della slessa e portarvi anche successivaniente allerazioni interne piu o men rilevanti, per cio che sono appunto le parti verdi delle pianle che ne compiono le piu iinporlanti funzioni, della re- spirazione cioe de'fluidi aeritbrnii, deirassorbimeiito e della fraspirazione dei licpiidi, e della conseguente elaborazione de" succhi che mantengono la >ila del ACgetalee nc opera- — 27 — no I'accrescimento. Di che ne viene die tutto (juanfo puo, o per disorganizzazione de' suoi tessuti, o an^'Iic per niec- canico impedimento, render nullo o imperfetio I'adempi- nnento regolare di tali funzioni, deve influire siiiistraniente siilla salute generale della pianla e in processo di tempa ingenerarvi malatlie interne piu o meno gravi. Laonde tut- to quello che puo sostenere e rafforzare la vitalita della stessa perch'ella possa vittoriosamente ribattere le offese c i danni dell'esterno nemico, quali sono appunto la potalura generosa, e i lavori e gli amniendanienti del suolo, puo c dee stimarsi grandemente opportune. I quali lavori sono poi ritenuti, nonche utili, indispensabili da coloro che am- mettono che una morbosa predisposizione di alcune vili possa cnoperare alia niaggior diffusione della crittogama e ad aggravarne le consegiienzc. Altro provvediniento ancora von-emmo generahnente praticato, quello cioe di bagnare con lalte di calcc od an- che aspergere di gesso polverizzato non solo i grappoli infelli (spccialmente allorche molli di rugiada o di pioggia), ma gli stessi ceppi ed i tralci, e cio fin dalla potalura, dopo Ironcate con questa le parti guaste c levati dalle altre quei brani di scorza che sogliono staccarsene di per se, perche cio ajuterebbe efficaceniente alia piu generale distruzione dc' gcrmi. Al quale inlendiniento sarebbe tornato utile an- che I'ardere i tralci e le foglie inl'ette, se la ignavia del \il- lico, la colpevole indifferenza di moltissimi proprietarii, e ra\idita di trarre un meschino lucro dalla vcndila dei fralci secchi non avessero reso inutile quel eonsiglio da noi dalo in autunno. Pero qui viene in acconcio il dlchiara- re, che quesli e lutti gli altri provvediiuenti che si \()lesse- ro porre in opera conlro la calaniita delFuva vogliono es- sere adoltati ed eseguili concordemenl(! e conteniporanea- — 28 — . mente da tulti, senza di che egli e evidente die a poco varrebbero, perche la infezione dai \igneti iniuiedicati su cui si s\olgessc, non tardercbbe a ircarsi pur sopra gii altri, Avendo J'ossorvazione piii gtMierale falto conoscere che le live piu dauneggiale dalla crillogania fiirono le pri- maticcie e quelle a buccia piu genlile, sarebbe utile ancora alia occasione degTinnesli di preleiire alle prime la colli- vazione di quelle che sono piii tardiNe c di scorza piu con- sistentc. Che se malgi-ado ogni nostra cura il malefico parassi- ta tornasse a guastare le nostre uve anehe nel corrente an- no, converra fare anche allora cio che si consiglio e fece I'auno passato, pralicando alFepoca delta a endenunia la piu dihgente separazione delle uve sane e mature dalle malale od acerbe, sorvegliando in persona queste operazioni come quelle da cui solo puo sperarsi salva almeno una ])arte del vino. Di (luesto poi si ciiri attentamente la fermentazione, operando in guisa ch'essa decorra regolarmenle, e sia del liitto compita pria che si tragga dal tino il \ino, il quale non dovra esserne tratto se non abbia acquislato lorza, sa- pore ed un grado lodevole di limpidezza. Quanto poi al conser^arlo (ciocche e dillicilissimo a conseguirsi ed incerto se ])ria non rilevisi quali principii nel niosto sovrabboiulino o scarseggino, ne vi si pongano gh ammendamenli opportuni), finche dura I'alluale infezio- ne, e pcrche esso non guasli facendosi lutto ad un Irallo denso, torbido, acido e di colore diverso dal nalurale, sara utile il travasarlo pria che la stagione si iaccia tepida, e percio Ira il Jebbraio ed il inarzo, onde si liberi dalle im- purita, usando anche in cio la maggior diligenza perclie — 29 — queste iiel travasaiiKMito noii vi si coniniescolino. All'epoca del priiiio Iravaso gio^('^a poi raggiuiiger\i jior ogni etlo- lilro (li \iiio, 1 00 gramme di acido larlarico, e se malgra- do la protralla lermeiilazioiie non si chiarisca da se, aju- larne la chiariricazione con alcuno de" noli mezzi. Esposto fin cpii quel tanto. die lo stalo altuale deile cognizioni clie si posseggono sul grave argomento della malalUa delie me, e le ossenazioni proprie ci siiggerisco- no, non dissimuliamo noi quanto ancora ne resli a sapere, e come so])ra tuUo manchi lutla\ia un sicuro e (acile mez- zo con cui distruggere la fatal parassila. Gli e percio die neir alto di rassegnare alfi. r. Islilulo queslo qualsiasi (rulto de" noslri sludii (locche faccianio appena giimteci le nolizie stalisliclie ricercate dalle Provincie sulle ultinie conseguenze della infezione, senza le quali la storia della medesima sarebhe stata incompiuta^ ed in conlinuazione di Gsservo poi che I' erisifea svolgesi soltanto sopra » viti malate di picchiola o predisposte. Sintomi patognomonici della dispo- » sizione speciale del bianco dei grappoli sono piccoli punti da prima lividi • ecc. ecc. » Quando invece nella Nota citata, quel brano dal signor Tre- visan fu allora cosi concepito e pubblicato : • Gsservo poi che 1' erisifea • svolgesi soltanto sopra viti o malate di picchiola o predisposte. Sintomi » patagnomonici della picchiola sono piccolc pustole conteuenli un succo co- » loraton ecc. — 8 — - quale impiiUizionc pcro gli san grndo, se, per sostenerla, egli seppe cogliere V occasionc di esporre e dichiarar nicglio le sue opinioni, accoslaiidosi con cio in nnibi i puuti incolpali a quel voto che la Gommissione aveva gia espresso e diCcso nclla sua Relazionc. ^ Prof, do VisiAwi. . ., ; /**'"'• j Doll. Zanaiidim . (Eslrntla rial Tom. IF Serie i.da dei^li Alii (Idle Adunauze deW I. r. hiiiiiio Fcncto) \cneih, 18-.3. 'l"i|'- Cccchi.ii. umm:\ih(:r hi A»U>\1NZ\ SOLRNNE DEL GIOR^O oO MAGGlO 1855. L' i. r. Istituto teiinu in quusto gianio ael Palaz- zo Ducalo, nella Sala delta del Collcgio, Tadunanza prescritladall'art. IGduH'organico KegolameiUo^a cui nell'assenza del Presidcntc cav. Racchetti presiede il Vicepresidente M. E. prof. B, Poll ed intervennero, ol- trc ai Membri oiiorarii ed eflettivi ed ai Socii corri- spondenti, parecchi iiidividui appartenenti ai diveisi Gorpi scientifici qui residenti che furono a quest'adu- nanza particolarmente invitati. II M. E. Vieesegretario dott. Bianchetti legge il sunto dei giudizii che i'lirono proniinciati sopra Ic Me- nioi'ie prescntate al concorso apcrto per la soluzione del qiiesito scieiitifico proposto per T anno 1853. A. iiessuna dellc quali essendo statu aggiiidicato il pre- mioj si pubblica il Programma col quale il qucsito nie- dcsimo viene ripioposto per Tanno 1855. Si pubblica j)arinienli il Prograinnia con cui vio IV ne proposla la soluzione di uii nuovo quesito e viene con qiieslo riaperto il concorso al premio fonduto dal- I'illustriss. e reverendiss. monsign. G. Batlista Cano- va Vescovo di Mindo e M. 0. dell'Istituto. Quindi il M. E. prof. cav. Santini legge un Di- scorso : Sul prfKjresso dcfjli sludii astrononiici ne~ fjli uhimi tempi. Compiuta la quale lettura, radunaii- za si scioslic. Sunto del fiiudizii promniciali dalV i. r. htiluto sopra le Memorie presetitate ul concorso aperto per la soJu::ione del quesito scientifico propo- sto per V anno 1853- L' i. r. Istiluto pel concorso I)ieiinalc nd oHoihtc il premio scientifico concesso dnllo Sovrana Munifioenza, proponeva nel giorno 20 agosio 1851 il segucnle pro- gramma pel concorso di quest" anno 1855 : « Delerniinare e paragonare i \arii meccanismi che piu tornano acconci ad innalzar racfjua a piccole allezzc (non superiori a Ire mclri) e cio tanto per io scopo d'asciu- gamento, come d"irrigazione. « Si domandano le teorie e V esperienze in appoggio delle quali potere con siciii-ezza decidersi alia scelta nei \ a- rii casi speeiali. » II premio proposlo era di L. 1800. Trc sole Memorie sono stale prodolEe. II sig. Gio^anni Pillini maccliinishij ora dumicilialo in Mcnr.a. comnnico all'i. r. Isliinio una sua scoperla ]>er in- — V — iialzar 1" acqua ; ina non mando alcana descrizionc della macchiiia da lui inlitolata Sorba; solo conteidandosi di ac- t'cnnarc gli ofleUi di niirabilc innalzanienlo clie a suo dire produrrcbbe. Oiido, e per la cosa in se slessa e pel modo. si niise in una \ia adalto diversa da qiiella die tracciava da segiiirsi I'i. r. Istilulo nel ripoilato suo Progiannna. II signor Eitken di Vienna presento il disegno di una niaccliina per eslinguere gl'incendii, che, secondo lui, lan- eierebl)e I'accpia all"altezza di dieci e piu metri; e, com'egli slcsso assicura, con risparnsio di Ibrza, agevolezza di tras- {)orlo ecc. Per cio die puo intendersi dalla dcscrizione ini- perfetla, la niacobina senihra mollo analoga alia nola Irom- ba del Dielz ; la cui azione aspiranle e premeiile deriva dalla conlinua rolazione denlro un cilindro di \m diali-ag- nia ad asse eccentrico : le due niela del dialragma niediante niolle si allargano o si reslringono in guisa da scorrere senipre rasente alia superlicie conca\a del cilindro non o- stante recceidiicila dell" asse di rolazione del diafragma. Quesla Ironiba, perclie non abbisogna di valvole^ e perche agisce con nioto rolatorio continuOj avra Ibrse inolivi di prel'erenza sulle tronibe coinuni, parlicolarmente se voglia niettersi in niovinienlo niediante una niacchina a vapore ; ina nulla fa credere che la lronil)a del Dielz sia prelcribile alle ruote a srhiaffo, quando si tralli di soUevar Tacqua ad altezze inCeriori a tre inelri, come pio])oneva il quesilo del- r Istitulo: e se andie cio Ibsse pur vero. il concorrente non a\rebl)e cerlo il inerilo di a\erlo diniostralo ; perche non si occupo, come pure si doniandava, ne di questo ne di al- tri conlronli. II terzo concorrente presento la descrizionc di una ti omba senza slanlufib ne \alvole, die, come dice, in niolti bioglii fu ulilmente ap|ilicala : vi ap|)ose per epigrafe la — VI — bene appropriala parola semplicita^ con clie pareva che vo- iesse conscrvare ranonimo ; ma quindi, parlaiulo in prima persona delle comum'cazioni da lui lalle alia Sociela Filo- )nalica, quale inventore della Iromlja clregli descrive, ven- ue a manil'estarsi per 1" ingegnosissimo meccanico Cali,i»ii\ . Questa maecliina da liii descrilta e, non v" ha dubbio, una della pill seinplici per innalzar I'acqiia. S'immagini an tii- bo verlicale apeiio in ainbidne gli eslremi, immerso per eirca una meta della sua lunghezza nelFacqua che si vuol sollevare: la meta superiore del lubo e cilindriea; rinl'erio- re si allarga conicanicnte dalfallo al basso. Mediante una lune accavaJhUa ad una carrucola, il Uibo viene alternali- vamenle alquanlo sollevalo, poscia lascialo disoendere. Do- po alcune di (piesle aiternalive Tacqua comincia ad iiscire dal Uibo. e continiia linche al molo allernante di esso si con- serva la necessaria regolariUi. I\on e dello dal concoriente • ome air uomo die solleva e lascia discendere eon allei'iiala \icenda il lubo, si possa sosliluire un molore inanimato, nd anclie soltanlo irragionevole, il (juale non saprebbe co- noscere Tislanle in cui, per secondare il molo oscillatorio ileiracqua, e meslieri di lasciar discendere il lubo, senza di che reflelto saria inlerrollo. Ora questa di\errebbe condi- zion necessaria, perche il lubo del Galigny polesse appli- carsi air asciiigamenlo dei londi, secondo I' inlendimenlo della proposla deiristilulo; ed anclie sarebbe stalo necessa- lio che, per corrispondere alia della proposla, la breve Aola del concorrenle non mancasse, come manca atTalto, di ogni confronlo con allre macehinc e di ogni dalo numerico. Tali cose risullanti dal llapporlo della Comniissione nominala dall' i. r. Istiluto aU'esame dclic Ire prodolte Mc- morie, delerminarono rislilulo medesimo a conformarsi iwiicamenle alle conclusioni di essa Conunissione : ed ebbe — VII pcro i! dispiacore di non polcr aggiiulioare il premio a niu- iio (lei Ire concorrenli : nientre, lasciando anche da parte die ciascuno di essi^ coiitro la prescrizioiie accademiea. luaiiil'eslo in (psalche niodo il sno proprio iiome ; niuno di ioro oflVi, coine si richiedeva, una desci'izione o deter- niinazione dei piu iisitali nieccanisnii die seivono ad el('\ai I'acqua a piccole allezze; c (piindi, per conseguenza. niuiid • •spose, com"era pure riehieslo, un ragionalo cd esperiiiieii- lali) conlronto tra i delli nieccanisnii, afliiie di deterininare iiei oasi speciali la scella di quello die sia piu conxeniciitc .ill'oggetlo di asciugare od irrigare, sceondo il hisogno. i li-rieni agricoli : oggetto, die \a acquistando presso di n«i ili giorno in giorno una senipre niaggiore ini[)orlanza. II. FROGRAMML I. Non essendo slala dala .suddislaeenle soluzioiic del qiiesilo proposlo il 20 agoslo 1831, Ti. v. Isliluto cieilc convonienle di ripioporlo nei termini seguenti : « Paragonare, in iiase delle |>iu londale teorie e ddie iiieglio pro\ate esperienze. i saiii nieccanisnii, die lornano iiKiggiorinente acconci ad innaizare Taequa a piccole al- li'zze (non superiori alrcmelri); e dedurre i principi-i die. ne'diversi casi di asciugainenlo o d'irrigazione, po.s- •'J ingk'sc : e doMviuno csseiM^ presenlalc, franclie di por- !o„ prima do! gioriio 15 marzo 1855, alia Segreleiia doH'l- siiSulo inedesimo. Secondo i" uso arcadcniicn, esse porte- 3 anno uis'epigrale, i'ipetula sopra iin %iglieUo sigiiialo, ••op.ieiicnlc ii ijonic, cognome e i' indica/Jone del domicilio del!" aulore. n premio \erra aggiudicalo neiia pnl>l)lsca adiinaixza del giorno 50 niaggio 1855. Veira a|)ei1o ii solo viglielto de!la Menioria jireiniala, la quale rimane poscia in propriela dell' i. r. Islilido. Le a][ie Memoiie. coi \jglieUi sigillali, saranno resliluile, die- tro doiiianda e presenlazione della ricevula di consegna, eniro i! ierniine ^Ic!!' anno 1855. II. Monsignor Gio. Battisla Saitoii Canova, Vescovo di i^lindo. perscAerantc nel generoso divisaniento di procac- ciarc ai nostri agiicoltori un libro, clie torni prolicuo ad istriiirii in (pialche lanio delle rusticlic lore occiipazioni. invito (jiiesio i. r. IstiUilo, di eui e Menibro onorario, a riaprire il concorso ad un premio di 100 zeccliini, da es- sere dale a ciii a\esse megiio svolto iin soggelto di mag- giore e piii generale alilita nella della materia ; del qnal soggetto eg!i riservava la scella all" IsliUdo medesimo. Or ei lueio provenionle dal cnmniercio degli — IX — aniinali stossl ; e conoscendo, dall* altra, qiinnli dilelli sia necessario di tog^liere, e qiianli miglioramcnti si possano ed'ettnaro tra noi in lale proposito ; pubblica il scguentc Progranima, clie otlcnnc pur aiico la plena approvazione deir illuslre Prelate. Sara confeiilo uii |)renno di 100 zccchiiii all' autorc del iiiiglioi' libro, die coiilcnga una islruzione popolare pel buoii goveino, la moltiplicazioue ed il niiglioramento degli animali, che servono alia economia cainpeslre, vale a diie de' buoi, de" ca\alli, degli asini e niuli, dellc pecore e de' niaiali. La traltazione di questo argomeiito dovra essere di- \isa lie" seguenti capi, di ogiiuno de' (piali si lara 1' oppor- liiiia applicazione a ciasclieduna specie dei sopraddelli ani- mali, a\endo in visla priiicipalnienle di sradicare le male praliclie e vincere i pregiudizii fra noi piu comuni. Nel 1.° si parlera lirevemente della migliore posizione e costruUura dei fabbricati da destinarsi ad uso di stalle per le ^arie s|)ecie suddetlc^ onde riescano coniodi insiemc e salubri, loccando pure della miglior forma dei I'enili, ab- beveraloi, lelamai, ec. Psel 2." si sporranno le regole piu sicure per la pro- pagazionc e pel miglioramento delle rnzze, noncbe per la scella degl' iiidi\idui piu adatli per eta, indole e forma, agli aceoppiamenli, addilando le cure piu indispensabili nelle gravidanze e ne' parti. Si daranno in questo capo chiare e brevi nozioni intorno ai segnali, indicanti Tetii di ciascuiia specie degli animali sopraecennali, nonciie i ca- ralleri piu sicuri per giudicare della buona costituzionc fi- sica e della loro opporlunita al lavoro o all'ingrassamenlo. iNel 5." si traltera dell' allevamenlo della prole c delle diligenze di chr abbisogna. si durante T allattamenlo che (lopo (juesto. iiisognaiKlo pure (fiia! sia il lompo pii'i accon- cio ptM' nuiiigore Ic madri c trarne il lallc migliorc c (pian- lo durar possa qucsrcpoca. Si d'lrh ancora della caslrazio- nc de' maschi, del tempo opporlnno per addcslrare gli a- nimali al lavoro, c della qualita e lornia di f'orninienli ed arnesi piu convenienli alio stesso. Nel 4.° si descrivera il Iratlaniento da praticarsi iielle stalle agii adulti, tanto rjspello alle ore del riposo, elie del lavoro, e le avvertenze neccssarie per tenerli sani e pii- lili. Nel 5." si porgeranno le necessarie islruzioni [)er la scelta e iiiisura deiralimento giornaliero da somniinislrarsi loro, secondo la slagione che corre, la specie, V eta ed il line a cui si deslinano, uonche avulo riguardo alia qualita del lavoro cui si assoggeltano. Pegii animali poi, che si vorranno ingrassare, la niisuia e qualita dcgli alimeuli do- vra essere rcgolata in modo da otlenere il piu pronto c rc- golare ingrassamenlo del besliame c la miglior qualita del- le carni, col minor dispendio possihile. Nel 6.° si accenneranno Ic malattic piu comuni c I're- (juenti, cui soggiacciono gli animali sopra indicati, novc- rando i scgni piii I'acili per larle conosccre, ed iudicando le prime cui'c c i piu ovvii rimcdii da prestarsi ai mcdesi- mi, onde potere agevolmentc vincere le indisposizioni leg- giere, ed attendere, scnza daano o pericolo d'inasprimento nei casi gravi, Taiulo del vetcrinario chiamato. Quesla popolare istruzione, dedolta da sani pi-incipii Icorici, ma I'ondala precipuamentc suIF esperienza di quci paesi, ove il governo e le razze dcgli animali, piu utili alia rurale economia, si vantaggiano sopra gli allri, ed accon- cia parlicolarmcntc alle condizioni e ai hisogni della venc- 1a agricollura, dowh essere dellala con (acile. cliiaro e — \1 — corrello sliii", [x'l'clii' iii' possaiio {)r<)lUlarc agevolnionle c (la se modosimi gli ngricoltori, a cui iutciidcsi cli dcsli- iiaila. Gii scrilli dovianno essero prcsonlali, franclii di por- lo, piima del grurno i5 inai'zo l8o5, alia Sogrctcria dol- rislilulo ; e, glusla I" uso accademico, portoranno iiifopi- graCe. la (jiialc \ori'a poi ripeUila sopra iin viglietlo sigii- lalo. t()nt('iient(> il Jinnie. cognoine c l"indicazioiio del du- mioilio dell" aulore. II preinio veiia aggiudicato nell' adunanza del oO luaggio 1855. Aprirassi il solo \igIiello dello scrillo premialo, il (|!iaIo riniaria di propriela dell' i. i". Isliliilo ; e gli allri serilli, coi iispelli\i viglieUi sigillaii, saranno reslituili, (pialora. presenlando la lieevuta di coiisegna. sieiio do- maiidali eiiiro il mese di luglio. aiiiio siiddello. \enezia. oO inaggio 1 800. APPE^DICE III, SUL PROGRESSO DEGLI STLDII ASTRO^OMICI ]\ E G L I H L T I M I TEMPI Uiscort^o arcadeinioo DEL CAV. GIOVAI^IVI SAl^TIM Pi'of. (li Astiniii'niiii iirlLi I, R, L'niveisild di Padiiv,!. vcnt?!^, 18!..i — Freiii lii)- ^aiatuMt.li .^^m^Mdmm^ ilcsliiKilo nella solenniUi tli ijueslu gionio dal votu cit'gii onorevoli niiei Collegiii all.i lelliira accadcniica, in lanta frequenza di ^agglla^d('^ oli personaggi , nella niia iiiesperionza a Irallarc argonieiili scienlifici con la tligni- la di parole richiesla dalla circoslanza presenle^ (repidan- do asccndo a qucsla sedc occiipala gia da chiarissimi niiei Collegia abili a raccogliere le piii splendide corone nei campo della elo(pienza. Ma poiche devo pure soddislare air addossalonii incarico, imploio qiiella benigna condi- scendenza, die bene allre voile mi (u larga del suo favore; e laulo piu mi c d" uopo imi)lorarla in quest' oggi, che alia insufficienza mia si aggiunse la rislrellezza del lem- pOj di cui polei disporre per lo sviluppo del nobilissimo argomenlo, inlorno al quale ho divisalo d" intraltenervi. dotti e corlesi udilori, sui progressi cioe delle dollrine a- slronomiche in quesli ullinii tempi. Non e mia intenzione ricliiamarxi alia origine degli studii aslronomici, la quale incerta e titubante si perde nella oscurila dei tempi nei lucidi clinii dell' Asia, e si col- lega colle dubbie storie dei Caldei; ne di andare ^agando per le scuole greche, ove, all'aspclto meraviglioso del cie- lo, gT immaginosi lllosoli di cpiella classica terra si abl)an- — — dontirono a vaghe ipotesi intorno al sislema nioiuliale, Irascurando la via della diligenle cd atlenta osscrvazione dei movimenli degli aslri, clie solo aMcbbe poluto giiidarli alia scoperta del vero ; e sc si ccccltuano le preziose osscr- vazioni d' Ipparto Iramandatcci da Toloineo, poco piii pos- sianio raccoglicre dalle confuse tracce a noi pervenutc col- la via delle slorie, e coi ruderi dei monumenti, che sfidaii- do il dente dislruggitorc del tempo sono fino a noi pcr- vcnuli ; ne intcndo richiamarvi ai passi falli dagli Arabi ncir efilmero, ma luminoso pcriodo dei Califfi, ove Albate- gnio cd Ibn-Iunis riepilogando c commentando Ic greche dollrine, aggiunsero ad esse nuovo splcndore con le pro- prie osservazioni, e con proprii metodi, illuslrati gia, ed ordinali ai noslri giorni dal De-Lambrc nella celcbre sua Storia dell' aslronomia del medio cvo. La storia della nostra aslronomia prende le sue mos- se dal generale risorgimcnto delle Ictterc e delle arti tutte, avvenuto quando, ccssatc le immigrazioni delle orde bar- bariche, e le rovinose guerre suscitate dal I'anatismo reli- gioso delle crociate, si ridussero Ic vmiane societa a forme pill tranquille ; c quando la invenzione della polvcrc da una parte, obbligando le popolazioni a stabili scdi, e dal- 1' altra la invenzione della stampa, profondendo ovunque con insueta celerita le utili cognizioni, pote tranquillamen- te r umano ingegno rivolgersi ad ogni maniera di utili studii, nel generale fermento destatosi per lutla la nostra Europa pel sociale perfezionamenlo, Fu allora clie Copernico getto i primi fondamenti della scienza astronomica, dando stabile forma al sistema mondiale, e fu allora che T-icone, Evelio ed altri celebii os- servalori si posero ad osservare e descrivere con diligenza i movimenti dei pianeti, e ad assegnare nella \olla celeste _ 7 — la posizione delle piincipali slelle, apparecchiando al Ke- plcio gli clemenlij sui qiiali pote innalzare il maestoso edi-= iicio della leorica dei nioviinenli planetarii colla scopcrla delle celebri leggi, alio quali la riconoscente posterita ac- cordo mcritamenle il suo nome. Qiiclla elti fii feconda di meravigliosc scoperle : men- tre Keplero in Gerniania con inaudila coslanza limava la teorica del pianeta Marte, c niostrava a mezzo di coufronti numerici intrapresi con la coniune aritmclica, muoversi egli inallerabilmenle intorno al sole in una ellisse con leg- gi priniordiali ed invariabili, il Barone Nepero in Scozia invcnlava i logarilmi, mezzo potenlissimo per abbreviare cd alleggerire la lunga noia dei calcoli numerici ; il Galileo in Padova costruiva i primi cannocchiali, rivolgevali al cielo, c moslrava ai numerosi suoi udilori Vencrc falcala , il sole ( slimato sorgenle purissima di caloie e di luce ) ri- copei'lo di macchie , Giove circondalo da cpialtro satellili die palivano ecclissi come la luna; delerminava le dimen- sioni delle loro orbile, ed i tempi delle loro rivoluzioni con meravigliosa esattezza ; scuopriva le leggi della gra\ita; faceva trionfare il combattulo sistema copernicano ; niostra- va la superficie lunare conspersa di monli c di valli, priva di atmosferaj rivolgente a noi semprc la stessa faccia ; ne ad- ditavala roteazione intorno al suo cenlro; dava la teorica del- le sue librazioni, preparava la via alle scoperte del ISewlon. Questo genio sublime, nato nel 1642 in cui era scom- parso fra noi quello del Galileo, si applico con indefessa atliviia ad indagare le leggi del niolo, getto i fbndamenli della meccanica lazionale niediante le sue profonde cogni- zioni niatemaliclie. ed assumendo vere le leggi del Keple- ro, come risullali della osservazione. dimostio rigorosa- niente, esserc i pianeli Iratlenuti intorno al sole nelle loro — 8 — oi Idle clii iiii.t inislcriosa (oiza ('ciiliipcla, opei aiili sii liilli cgualmcnlo, c fhc ila iiiio in im altro ondassc indcholon- tlosi |H'i- inodo da diminuite nel i appoilo, in cui oicscono i quadiali dclle loro dislanzo da (jueslo ccnlro niassinio di azionc. Iliconobbc in pari Icnipo, rhc la forza lafrrcnanlc la luna nella sua orbila era a conser\a[o memoria e ilali sullicienli per assegnarue il xalore numerico, ed a sua grande soddislazione negii ele- menli delle orbile |)aiaboiiclte oUenuli per le coinele ap- parse .negli anni lo3\, IGOZ, KuSL; liconohbe a non duh- bic prove I'idenlila di nn solo aslio raxNoIgcnlesi iidorno al sole nello spazio di circa 75 amii, di cui annuucio il ri- torno per il 17o!), e la cui nllima apparizione awemda ai noslri gionii nd 1855 /ormo la piu bella e ron%inceiilc n- iM'o\a della teoria Jie«loniana .1/7' ///. " o - 10 — La scoperla tlella uni\or,sale e leciproca alliazione, che vicendevolmenie esercilaiio f'ra loro i corpi del sislcina solare, ed il lallo di osservazione essrre la massa solare cosi grande in confronlo di quelle dei pianeti, da potersi quesle rigiiardare quasi come evanescenli in confronlo di quella, spiego per una parte la ragione dei inoli loro pros- siniamenle ellillici, e per 1" altra addilo le sorgenti. dalle quali Iraggono origine quelle piccole de\iazioni dal iiiolo ellitlico osser\ale nei movimenli dei pianeli priniarii inlor- no al sole, e dei secondarii inlorno ai pianeli primarii, la feorica dei quali riusciva misleriosa ed inesplicabile. Dala ad un instante qualunque la i)osizione priinitiva dei corpi celesli, e dale coi rapporli delle loro masse le di- rezioni ed inlensila delle loro cclerila, la meccanica sommi- nislra le equazioni generali per delerminarne la posizione ad un' allra epoca qualunque; ma in lanla generalila man- cano i inezzi per la risoluzione di quesle equazioni ; ed c pur forza limilare il ])i'o])lenia ricoi'rendo alle approssima- zioni ed alle successive correzioni. Forlunalamenle le grandi dislanze dei pianeli fra loro e dal sole, la jiiccolez- za delle loro masse, la loro figura presso che sferica con- giunta a piccole dimensioni danno luogo a grandi sempli- licazioni, le quali diminuiscono le difilcolla, e iacilitano la inlegrazione delle equazioni, e la formazione ilei precclli per il calcolo delle loro posizioni ad epoche dale. Si api-i loslo vaslo campo di emulazione e di gloria alle esercila- zioni deir umano ingegno, ed a gara sorsero uomini ccle- hratissimi a promuovere gli sludii aslrononiici ; gli uiii lendendo colla semplice osser\azione ad una piii esalla de- scrizione del cielo. sia con niolliplicare il numero dei punli lissi, ai quali rilerire si ])()les.sei'o gli aslri luoliili del lii- mamenlo. e con perlezionare i m<'lodi (icirossei'xnre per — II — delerniiiiarno accuraliimento la |)osizione rapporlo a piani (lali ; sia con osservare diligonlonienlc i corpi niohili del (ii-manionlo per iscu()|)i'ire Ic leggi tulle dei loro mo\ iineiili, e conrerniarii colle leorie ucwloniane, nienlrc gli allri colla scoria della meccanica, e coi piu soUili arlilicii del calcolo andavano mosliaiido la \'n\ di rappresenlare nelle loro piu niinule parlicolarila i nioxinieiili dei piancli, dei salellili c delle coiiiele. Voi ben vedele, o signori, la via die dovreninio per- correre per giungere all' ardua niela, chc ci siamo prefis- sa, dividers! in due, egualmentc lunghe e malagevoli ; \ o- glio dire quella balliila dagli aslrononii osserxalori, e ([uella che Irae sue risorse dalla meccanica rationale, e dai progress! della matenialica pura. Anihedue si sostengono vicendevolnienle, e sebhene per diverse vie si adoperino a far |M'ogredire le nuslre cognizionij non puo 1" una essere dair allra disgiunla; e spesso addiviene, die la osservazio- ne pura preceda nell' addilarc una serie di Cenonieni spie- gali poi dalla leorica, e (piesla spingendosi poi ollre i con- tini addilali dall" allra accenni a nuov e serie di modiiica- zioni e f'enomeni piu sollili c recondili, die piu lardi veri- fico la osservazJone, c die sarebbero riniasli involli nelle tenebre per lunga serie di anni scnza il soccorso del calcolo. Lc ineslricabili diflicollaj nelle quaii il New Ion avvolse la spiegazione dei piu ardui fenomeni del sisleina del mon- do, r incessanle bisogno di perfezionare la dollrina dei coniplicali niovimenti lunarl per ricondurnc le lavole a (picl grado di esallezza, da cui solo era dalo allendere la sicurezza c salvezza dei liasliinenli nella vasla superlicie dei niari (piando 1" allivila del comniercio unisce in Iralel- le\(tle nodo lulle le nazioni del globo, inipegnarono le |iiu — 12 — ivlebri accadeniie ed i |)iii accorli govonii ad invilaro con larghi cd onorevoii prcniii ringcgno iimano a siipLMvire le diflicoila colla ibrza del calcolo. Di qua niossero Ic suMimi ricerclio del Clairaul intorno alia leoria della Inna; i lavori di Eulero e di Mayer, le lavole lunari dei quali fiirono \m priino saggio della precisioiie, che ei-a dalo di alleiidore dal princi|)io della newloiiiana allrazione, raggiuntn alia iioslra ela pel rrplicali sl'orzi di La Plaee, Carlini. Plana, liiirg", Biirkardl e Damoiseau, i quali se|)pei'o nella loro leoria e nelle loi-o la\ole accordare colla piu niinula esal- iezza il calcolo con rosscM'\azione. Troppo mi dilungherei, se solo ramnienlare volessi le celebri ricerehc di D'Alem- bert sulla precessionc degli cquiiiozii; di Eulero, La-Gran- ge, La-Placc sullc variazioni secolari degli elenienli delle orbite planelarie, sulla ligura dei cor|M celesli, sulle equa- zioni a lungo periodo, cbe modificano i luoli niedii di Glo- ve e di Salurno, suiraccclcrazionc del molo medio luuare, sulla in\arial)ilila degli assi maggiori delle orbile planela- rie, sulla stabilila del sistema solare ; risullamenli meravi- gliosi delle piu sublimi discussioni inlorno alia doUrina dei moii planetarii dovnti alle loro reciprocbe altrazioni, i (piali annunziano I'aHissima sapienza della suprema menle ordinatrice del sistema mondiale. Se non cbe, sebbcne su- l)limi, della massima iniporlanza, e sonunamenle onorevoii air umano ingegno siano quesle ricerche, esse si associa- no alle occupazioni deir aslronomo ; ma non nc formano la parte principale. « Gio cbe deve l' astronomia somminislrare ( pronun- » cia il celebrc Besscl net suo trattato postumo di astrono- » inia popolare ) fu senza controversia palese in tulli i » tempi ; cssa deve comunicare i dati opporluni, dielro i )) quali si possano calcolare i niovimenti dei corpi celesli. « onnc a noi nppaiisrono dalla terra, Tullo cio die si piio » rilevare intorno ai cor|)i cclesli. siille loro cslcriori aj)- » paronzo, sngli accidenli delle lorn superficio, e corlamon- » [c tlegno di esscrc nolalo, allontaniciile contoniplalo; » ma in rigtiardo aslronomico nou ha inleresse. » I soli inovinicidi devoiio cssore con ogni diiigenza osscr\ali nol- le loi'o direzioni e velocita per iscuoprirne le leggi. c I'i- condurli nella sCera del principio unico c primordiale, clie lega insienie gli dementi del mondo fisico. Gli anlichi ci lasciarono delle osser\azioni grossolane per deficienza di niezzi, chc pure divengono preziose pel lungo Irallo di iem|)o trasoorso, valcvolc ad assieurarci della posizione presso die invariabile del piano dell' ecclillica, e pcrchc ci diedero una prima Iraceia delle osdliazioni del piano del- r equatore, della precessionc degli equinozii, del moli me- dii della luna, del sole e dci jiianeti da essi conosciuli. La sola invcnzione dei caimocchiali, la loro applicazione allc; macdiinc aslrononn'che, la in\enzione degli orologii per la misura delle piu minute parti del tempo, poterono miglio- rare i metodi di osservazione, dare rniova forma e poten- lissimo in)pulso alio s\iluppo delle cognizioni aslronomi- die. Dope le scoperte del Galileo, del Replero, del Newton, sorse in tutia la colta Europa una nobile gara nella osser- vazione del cielo; si eressero nelle principali citta e presso le primarie Universila dei magnifici osservatorii al culto deir astronomia, alia direzione dei quali Curono destinali celebri ingegni, die coi loro studii e eon 1" assiduita delle loro osservazioni in un eampo vaslissimo, e quasi vcrgine si aC([uistar()no gloria non peritura, e destarono un gene- rate enlusiasmo pel culto della piu sublime e piii dileltevo- le delle umane scienze. Primo fra lutli >uolsi annovernre ii eelebre Bradley, — li - Direltorc ilcH' Ossoi'\ntoiio Ro^ilc di Grccmvicli, lo ciii mi- nierose cd esalle osservazioni indussoro gia I" aulorc dclla pill sublime opera dei nostri giorni^ la JJcccanica celeste^ a fissare V cpoca per il rinnovameiilo dell" aslroiioir.ia al- ranno 1730. A liii devonsi le scoperle dei due ino\iineiili periodici piu rimarchcvoli, dai quali appariscono auiinale le sleile aiipcllale fisse, uiio aunuale di 20' secondi, die egli spiego con soinma felicila comI)inaiido il moto i)ro- gTessivo della terra con quello della luce scoperto da Roe- mer, I' allro pure di 20'' secondi circa, die rinnovavasi ad ogni rivoluzione del nodo iunare, e corrispondeva al molo nutalorio dell' asse terrestre gia dal Newton valicinalo col- la scoria della teoria. La nuinerosa scrie delle osservazioiii del Bradley acipiislo nuovo histro, ed il massimo interesse per la prof'onda discussione die ne fece 1" inlaticabile Bes- sel nella sua opera : /hlwnomiae fundamenla, e nei con- (ronli die egli instilui colie proprie osservazioiii, pei . III. T) — 18 — |tiiiili lis^i I'll ii(('iii\i l.t po.sizioiie vari,il)il(" Jegli astri iiidbili. l)()|)() (lie litaillcy ohhc liconosciiito i inovimciiU ili- I'oiulonli (lalla coloiila tlella luce, e tlclia milazione cU'li'as- sc Icrrosire, cci ol)I>o con assidue c luimcrose ossor\a/.ioiu slalMlilo It' liasi ticlla motlcnia asironomia, si compivsc lo- slo il bisogiio (li ampliarc gli anliclu catalogiii di Flanislc- dio (' di Wollaslon. II iioslro P. Piazzi {cedi nola I) si ac- tiiisc a (lucsla laboriosa iiupresa^ osscrvando il ciolo nel l)ol cliina di Palermo con un corredo di prcziose inacchine '•oslruite dal Ramsden in Ingliilleira sollo la slessa sua di- iczione con ogtii accuratozza e diligenza. Frutto del pe- noso ha\aglio di 10 ainii iu il suo grande catalogo pub- blicalo in Paleimo nel 1805, die ricevelle il preniio delTI- slilulo di Francia. e die venne poi riprodolto, amplialo e corrello con nuo\e niteiiori osscrvazioni nel ISli. Le posizioni liCeritc in queslo calalogo di 7G4() slelle corrispondono anclie al presenle con esaltezza meraviglio- sa alle osscrvazioni, c stabiliranno senipre un'epoca lissa soinnianicntc prege\ole per delerniinare il inolo proprio di niolte slelle, die, lenlissiino in poclii anni, I'endesi sollanto sensibile collo scorrere dei nicdesiini. La posizione media di ciaschcduna slella nel 1800 \i e determinata dietro il concoi'so di molte osscrvazioni discusse con somma dili- genza, confrontale a (juelie dei calalogbi anierioii, per ino- do die osso presenla una base Condamenlale ad ogni nuovo l.noro neirasli'onomia sidlare, e durera elerno monunien- lo
  • iu semplice inspczione del vk-lo — L>() — iiilraprosa con (orli Iclcscopii loslo v'l persuade dclla iimti- lila ck'i iioslri sCorzi per assegnarc il numero delle slelle; giacche se vi sono regioni, nelle qiiali scarso o moderalo esso apparisca, la via laltea, gli aiumassi delle slelle in al- cune regioni, le loro conccntraz-ioiu iiUorno alle nebulose ne presentano quantita innnnierevoli, crescenti con la forzs dei cannnccliiali, e tosto ci persuadianio, che la prol'ondita del cieli e illiniilata, ne puo essere raggiiinla ai siioi iiltimi confini dagli slorzi nniani. Per darne una leggera idea, il recenle calalogo del si- gner Weisse, Ibrnialo dietro ie osservazioni del Bessel. ap- poggiato a perluslrazioni del cielo lalte per zone di due in due gradi osservale per lo ])iii una sola voUa, nelle quali nolavansi le steUe fino alia 9.= grandezza, che fortuitamente presenlavansi uel cannocehiale^ ed estendentesi dai 1-5 gra- di di declinazione auslrale fino ai 15 gradi di declinazione boreale, conliene 31985 slelle. Questo numero crescereblie inimensainenle, se (ossero stale regislrale le slelle fino alia JO ma gi'andezza tulla^ia ^isil)ili con Imoni riCrallori, II sig. Ilerschel, nella slessa zona mnnero in diverse ore le slelle \isibilinel canipo del suo lelescopio di20piedi. e dalle sue ossersazioni niedianienle risulla, die ad ogni islante se ne possono nunierare 27 ; quindi con calcolo facile dedu- ces), che jiella zona predella, supposla una uiiiforme dislri- buzione, ne snrebbero coniprese 5,819,900 visil)ili con (piel telescopio, ed in luUo il firinamenlo ollre 20 milioni. Quale ne sara il numero con telescopii piu forli?; quale I'incre- menlo do^ulo alle agglomerazioni della \ia lallea, e delle nebulose? Non si potrebbero assegnare a si falle inlerroga- zioni, che indeterminate e vaghc risposle. La perfezione, a cui e giunla la costruzione delle mac- chine aslronomiche, i melodi piu rigorosi ed esalli inirn- — 21 — doUi ni'lla disciissione delhi osscrvazioni, haimo condoito a luminosi risultamenli intorno all<' allre due queslioiu sid moto pi'oprio delle stellc, e sulla loro disfanza dal nostro sistema (/'. la nola 2). 1 sij^iiori Argelander, Otlone Slruve e Peters inlrapresero gia a confrontare le loro osservazioni con quelle di Bradley, di Herschei e di Piazzi, avendo ri~ guardo a tutli i loro piccoli movimenti di conosciuta ori- gine, c mentre in niolte non riscontrarono allri movimenti special), ne Irovarono pure un buon numero sottoposte a piccoli n)ovimcnli uniCormi e progressivi. Gia lo stesso W. Ilerschel fino dal 1783 dal confronlo delle sue osservazioni con quelle del Bradley aveva notato nelle slelle una gene- rale lendenza a muoversi in direzioni parallele verso una parte del Cielo, ed aveva aflerralo la felice idea, doversi uii tale movimento atlribuire non gia alle stelle, ma al noslro Sole, die con tutto il suo numeroso corteggio di pianeti e comele, procedendo nello spazio in opposta direzionCjdesse origine alia osservata tendenza, e con sottile discussione delle osservazioni giunse a detcrminare il punto del firma- mento^ a cui dirigesi il nostro sistema, che per il 1790 ei stabiliva presso [j. di Ercole in 260'^ 54' di AR, ed in 26* -17' di declinazione. Le ricerche del citati chiarissimi aslro- nomi Argelander^ Peters e Struve, hanno confermalo la lu- minosa scoperta dell' Herschei, facendo dirigere per I'anno 4840 il nostro sistema verso 259". 35/ 1 di AR, e 34," 33' ,6 di declinazione, con accordo meraviglioso al risultamento Herscheliano. 11 viaggio del sole poi veduto solto angolo retto dalla regione di una stella di prima grandezza si pre- senterebbe sotto il piccolissimo angolo di 0",3392; ma per poterne apprezzare il valore sulle comuni unita cono- sciute, e necessario stabilire la dislarjza delle slelle da noi. In lull! i tempi tenlarono gli aslronomi di assegnarla, pro- 09 — ciiraiulo ili dirigero le ossorvazioni colla jiiii jninula dill- genza a scuoprire in esse iin' annua paiallasse. Ma i loro tenlalivi riuscirono infrulluosi per difetto di grandi e squi- sile maccliine, quali si richiedono per la misura di angoli cosi leniii, come sono quelli rappresenlanti Tannua paia!- lasse delle stelle. Sollanto ai nostri giorni Bessel, Mender- son, Peters e Slruve sono giunli con I'ipeluli confronli e nielodi mollo ingegnosi a riconoscerla in alcune stelle, e per lui medio delle loro ricerche, dietro la esposizione fal- tane dal sig. Peters, si puo stabilire per una stella di prima grandezza nella lenue quantila di (y',SJ09; lo chc corri- sponde ad una distanza da noi=:r 9(S691o volte pin grande delta distanza solare; le distanze delle altre minori stelle divenendo seinpre successivamente piii grandi, per modo da sorprendere pei-fino la nostra immaginazione. Potremo di queste enormi distanze piu agevolmente Ibrmarei una qualche idea confrontandole alia celerita delta luce. Giusta osservazioni instiluite da Komer e da tulti gli aslronomi posteriori, la luce ti-ascorre la distanza solare da noi in S'. n"^lS-, SI deduce da cio con calcolo spedito, die a per- ver.ire da una stella di prima grandezza lino a noi non im- pieglicra meno di lo^anni; da cio dieti'o principii i'olo- melrici si puo i'acilmente argomenlare, die dalle regioni occupale dalle stelle di G.'' grandezza la \elocissima onda luminosa non impieghera nieno di 158 anni, e dalle stelle piii minute visibili net telescopio di 20 piedi non meno di o341 per giugnere lino a noi. Congetturala cosi mediante la {)arallasse amiua delle stelle di prima grandezza la loro distanza da noi, tosto se ne deduce Irascorrere il sole in un anno una distanza li- neare r= 1,055, die corrispondera a circa 150 milioni del- le nostre miglia, ovvero a oGOOOO pei' gionio. Per quanto 23 — graiide ci appaiisca (juosia ccloiita, iioii li iascoionio a(- lerrire dal pcricolo d' iiii iiiconlro coii una slclla : iinpiM- eiocclit' conliniiaiulo il nosico sisloina a iiiuoNcrsi in linoa rcUa nclla slcssa dirozinno, si ricliicdoranno 008.000 anni per avvicinarsi alia ro^ionc di jirima grandezza, o non mo- no di 3,572,150 anni per raggiungcro una sUdla dclia (piarla grandozza. Ma coidinut'ia cgii (il nosdo s(tle) aniuoxorsi coslan- lemonle in iinca icila vcr.si) la nicdcsinja [)lana ? Ai noslii lardi ncpoli tloiihi.nno ahhantlonaic la risposla con dali p(),sili\i; Tanalogia di cpianlo noi ossoiNianio ncl [liccolo si- sliMiia solaic di anno con alacriia senijirc crescenle iacendo nuo^e conqui- sle in queslo vergine campo, nel quale nuovc ed inaltese meraviglie si ofTrono alia noslra imniaginazionc. Ed in falti due piu Soli, che si librano a vicenda inlorno ai loro centri di gravila, descrivendo inaltcrabilnienle orbile de- lerminale in virtu della loro scanibievole azione, ofTrono nuove conibinazioni al lilosofo indagalore dei niisleri della nalura; e dalo di riguardarli, sieconie cenlri di inolo e di vita ad altri sistemi di corpi niinori: i quali Corse rimar- ranno a noi per senipre in^ isibili sia per la loro piccolezza, sia per le loro varie fisiche condizioni hnninose, ma che simili ai corpi del nostro sistenia planetario fornieranno senza dubbio magnifico cortcggio ai loro doniinatori, de- scrivendo intorno ad essi con leggi invariabili le loro inal- Icrabili orbile. Di gia la nieccanica razionale nelle ricerclie dei celebri mateniatici Eulero, La Grange, Le Gendre ha indagato le condizioni del nioto di un corpo atlratto verso due cenlri, ed ha dimostralo, che a lenore dei rapporli delle loro masse, potia esso descri\ere o una elisse. o curve chiuse variabili. ed anche se da uno dei cenlri c- mani in relazione airallro un polere repulsivo, polra esso oscillare a foggia di pendolo per archi dcterminali in faccia al cenlro di atlrazione. Voi \edele. o Signori. presenlarsi App. III. ' 1 — 26 — mia iiiesamibile soigente tli licerche aslratle nelle varie coiKlizioiii cli quesli iiio\iaieriti, ed un Naslo campo all' e- aercizio deirimmagiuazione per ic condizioni della vila in quel sislemi plaiictoiii: c queslo slesso campo sara di moUo aunieiitalo dalle lisiclie ccmdizioiii della luce emanata dai due cenlri di azione: inijierciocclie Ira i piu cuiiosi leno- Jiieui , die jjicseula !o spcUacolo del linnainenlo, ha\vi quelle) della difierenza dei coloii in niolle slelle doppie, os- .sei-\andosi bene spesso la piii splendenle hiillare di luce f^ialla lossaslra. e T altra piii piccola di luce azzurra o \eidaslra; cio in >ero potrebbe lahoita lilerirsi ad uno s!alo lisiologico del nostio occhio, ma bene spesso sara di- |)eHdenle da iisiche variela di quel luminari. Quale immensa \ ariela di coiorij di luce.,di leaebre si alternera alia superficic (i'uu pianeta rav\oigenlesi inlorno a se slesso, illuminato (ua da uno, ora da due soli di diversa iniensila. di diverso colore, di di\ersa graudezza? Quali vicissiludini di stagioni e di lenqieratura in laida n ariela? Kello s^iluppo di si fJalte condizioni. la nostra immaginazione polrebbe con troppa compiaccnza abbandonarsi a voli ti'opj)o liberi e (antastici, Lo sludio dellc nebulose sembra (juasi riservalo al genio degli Herscbel. Le nunierosc scoperte dei padre souo stale verificate ed ampliale dal liglio, il quale pubblico nel 1833 il suo nuo\o catalogo coidenente le jiosizioni e de- scrizioni accurate di 2508 ammassi di slelle c di nebulose, alle (punli aggiunse posteriormenle la desciizione c posi- zionc di quelle osser\ale neU'Emisfero Austialc in un sog- giorno di circa 5 anni, cb'ei fece al Capo di Buoiia Speran- za pel' dame la desciizione coil' aiulo dei suoi preziosi stronienti a supplemento e \erilicazione delle scoperte latfe gia in (judli) sli'sso Eiirisl'ero da ].aiulonaiulo ora grimnieiisi t' dclicati la\oi'i inloi- 110 al sislema slellaro, lu' voleiulo disculere gli arditi peii- samenli dei filosofi sulla via laltoa e siille ncbulose, c tem- po che discendiamo da quelle subliiiii altezze, IVa le qiiali perdesi la nostra immaginazione, e veniamo a far breve- mente parola dclle scoporte e dei lavori l•elali^i al noslro sistema solaro. Vedemmo gia, c!.c nol 17(S1 W. Hcrscbel scuopri tin nuovo pianela, a cui fii assegnato il uonie di I'rano, Ben toslo gli aslronoiiii Oriani, Dc-Lanibro, Bonvard dielro le dottrinc della ineccanica celeste ne calcolaroiio le lavole, nelle quali era >alutata la influenza delle perlurbazioni pro- dotle nel suo inolo ellillico dalle azioui di Giove e di Sa- lurno. Qui locchiamo ad uno dei piu brillanli pei-iodi della aslronomia, che piu onori gli sforzi deiringegno uniano. H |)ianeta Urano era state piu volte osservato nei tempi anle- riori, e registrato come una stclla, la quale non piu Irova- tasi aU'assegnatole poslo, si credeva perdu ta, od errata per falsa osser\azione. La prima osservazione rammentata nel- le storie devesi al Flamsteed nel I GOO; indi da Bradley. Mayer, le Monnier era stato a diversi intervalli osservato negli anni 1712-1713-1730-1756-1768-1760-177!. Un si gran numero di osservazioni fatle da diligeiUi osservatori con le migliori macchine snccessivamenle in iiso, faceva sperarc di poterne rappresentare, dielro la teoria generale delle perlurbazioni si facilmente impiegala per gli altri pianeti, i movimenti con lo stesso grado di precisione. La cosa pero ando liene allrimenli; il signor Bou^ard abilissi- mo astronomo ed indefesso calcolatore, alia cui allivila e zelo dobbiamo eziandio le tavole di Giove e Salnrno delle (|uali ci ser\iamu al presente, [rovo impossiUib^ di polere rappi'esentare ;\\\n slesso mode luila la seiie dtlle sue os- — 28 — sorvazioni, o fii coslrollo s\io mnlgrado , ahhandoiiaiulo (c aiiliche, di appoggiare la costruzione dolle sue favole sol- tanlo alle moderne osscrvazioni, « lasciando al tempo fntii- » ro (come egli dice) la cura di far conoscere, se la dillicol- » ta di conciliarc i due sistemi dipenda realmeule dalla ine- » sattezza delle anliclie osscrvazioni, o da cpialche azione » slraniera iioii conosciula cite avesse agilo sul pianeta. » Le tavole calcolalc dal signer Bom ard rapprescnlaro- no le osscrvazioni dal 1781 fmo al 18LM plausibilmente; ina ben tosto allonlanandosi dal \cro, diedcro origine a di- scussioni c congellure inlorno alia causa di qucste nuove difFerenze, le quali poteano riguardarsi come lampi di luce, ma ineflicaci perche non soltoposli alia sicura guida del cal- colo. Due celebri geomeUi, Adams in inghillerra, Le-Ver- rier in Francia. sepai'atamente rifletlendo sopra cpiesto sin- golare fenomeno, dimoslrarono essere impossibilc concilia- re le rimarcate anomalie con le allrazioni dijiendenli dal pianeti conosciuti; si proposero un nuovo difiicilissimo pro- blema, d'indagare cioe quale essere dovrebbe la posizio- ne, la massa c I'orbiia di un nuovo pianeta capace di pro- durre le enigmalichc difl'erenze Ira il calcolo c I'osservazio- ne nella teoria di Urano, c per> ennero ciaschcdimo separa- lamente per vie non mollo di\erse lelicemenfe alia sua so- luzione. La storia delta scoperta del nuovo pianeta iNettuno pel' la prima volta veduto in Bei'lino dal signor Galle die- Iro le indicazioni diLe-Verrier nella sera23seltcmbre 184rG e troppo celebrc ed a tutti conosciuta, perclie io debba qui dispensarmi dal ripeterne i particolari, come pure celebri sono le posteriori discussioni intorno alia sua orbita, la scoperta di un anello simile a quello di Saiurno, e di un satellite fatta con fortissimi telescopii dal signor Lassel. Al [ircsente la sua teoria (mei'ce le cure (icilo slesso signor — 29 — Lc-\ fi'iior, ili Adaiiis, ili \N iilkcr ctl ;illri) ('• toiiiplckiinoiiit' s\iliippata; le posizioiii calcolale si accordaiio a mcraviglia con le osscr\ ale ; ne niolto lardera la solcrzia dogli aslro- iionii a pubblicariie le ta\ole coiigiunle a (pielle di Liano ridolle airullimo grado di perfezione, Le diuUinie e diligenli perliislrazioiii del cielo intra- prese con potenti slromenti ollici e con niacchine equalo- liali pcrleltamente equilibrate e guidale da opporluno i"o- leggio per dislruggcre Tefletto del mote diurno ed agevo- lare la csatla descrizione del cielo a piccoli spazii^ hanno in quesli ullinii lenipi aunienlato, ollre quanlo i)olevasi spe- rare, il numero dei piccoli pianeli e delle coniele, eslen- dendo il confijie del dominio solare. INe inauguro la nnmc- rosa serie il primo giorno del presenle secolo il >alenti.s- simo noslro P. Piazzi coUa scoperla di Cerere, menlrc gli aslrononii alen)anni. indolti da principiicongetUiralifondali sopra una legge enipirica notala gia da Replero c da Bode inlorno alle dislanze niedie planelaric del Sole inlerroUa fra Marie e Giove, lo anclavano con ogni diligenza ricer- cando, persuasi della sua esislenza per conipletare la serie. Quella scopcrta I'oinio epoca no^ ella nell" aslronomia; da essa derivarono i sublinii sludii del Gauss per il calcolo delle orbile planelarie. Essendosi Irovali insufllcienli i pre- cedenli metodi analitici per determinare da poche e >icine osser\azioni gli elen enli eliillici dell' orbita di un nuovo pianela, imnuigino nuo\i melodi, dei quali moslro la eccel- lenza nelle molle applicazioni . clie ehbe a larne nel breve gi- ro di quatlro aimi; nuovc lornie di osservazione, metodi piu riyorosi, piii pi-onti e piii faciii per le numerose riduzioni. clie queste ricbiedono. Le opere periodicbe inlorno alia geografia ed aslronomia, direlle allora dal celebre barone di Zacb. continualo dappoi dai beriemerili aslrononii Ijii- — 30 — tienau, Scluiinachor, Pelersen ed Hansen, divennoro ii de- posilo degli stiidii di tuUa la colla Europa, e nel generate attrito di quella eta la scienza tutta si rinnovo, ed in breve tempo t'ccc progressi giganleschi tanto per la parte delle osservazioni, die per la teorica. Ai vccclii trattali di astro- noniia vennero dalla solerzia degli astronomi sostiliiiti nol- le scuole nuovi Irallati, nei quali lo studio delta scienza In reso piu accessibile, piii ordinato e piii generate; onde sor- se gran nuniero di cultori ardenti a promnoverla per lut- ta la estensione del globo terracqueo, aniniali dall' inipid- so generale pel progresso sociale, e dalla |)rolezione d" il- luminati e savi governi. Le eft'enieridi aslrononiiche, die- tro r impulso date dal cetebre cav. Encke in quelle di Ber- litio, hanno ricevuto nuova forma, e vennero calcolate nei principali slabilimcnli volati at progresso delta geografia e della navigazione con un'esaltezza parlicolare sulle piu corretle tavole del giorno, per modo da dispensare di ave- re ricorso alle medesime; perl'ezionamento in vero sommo. e clie solo rende possibilc ai noslri giorni di trarre prolit- !o dalle numerose osservazioni cbe si vanno lacendo. In mezzo alia generate tranquittila, clie lenne dietro ai grandi sconvolgimenti avvenuti alia line del precedeate secolo, e sul principio del presente, sorsero nel seno della dolta Breltagna per solo privalo impulso la celebre Socield Aslronomica e V .hsociazioue Britannica per V avanzu- mento delle nlili co(jnizionL La celebrita dei nomi di Her- schel, Airy, Bayly, Lubbocl^., Cballis, Babbage e molti al- Iri, clie ne furono i fondatori e proraotori ; i friUli delle incessant! loro vigilie deposilati nei loro Atti, loro attrasse- ro fino dal principio la generale estimazione, e meritarono la protezione di quell" illuminalo governo. Alle cure di que- ste dolle Societa si devono gr, ndi eulili la\ori (/ . hi iioln ~ 31 — y ) ; iiuovi cataloghi di slelle desunti da allri calaloghi di- scuss! e ridolli ad epoclie a noi piii vicine ; il calcolo delle preziose osservazioni esistenti negli Archivii di Greenwich; la riduzione a catalogo della nuinerosa serie di slelle esi- stenti nella storia di La Lande ; niiove edizioni di antichi calaloghi ; lo studio di ogni ranio deirastronomia promos- so in tulle le paili del globo. Alia scoperta di Cerere ben losto tenne dietro quella degli allri Ire asteroidi Giunone, Palladc e resta rinvenuti li-a il 1804 ed il d807 dai celebri astronomi Olbcrs ed Har- ding, dope dei quali non se ne scoprirono allri fino all' 8 diccmbre 1845, in cui il sig. Ilenke, diligenle cultore del- r astrononiia in L^riessen, riconobbe un altro piccolissimo pianeta, che si nomo Jstrea. Da quesla scoperta presero nuovo impulso le ricercbe degli astronomi, ed il sig. Gaspa- ris in IVapoli, Hind in Inghillcrra, Goldschmidt e Chacornac in Francia ne lianno gia spinto la serie lino al num. 25, dei quali tulti a gara dairalti\ila d" una studiosa gioventu venue calcolata 1" orbita coi metodi immaginali dal Gauss, e ne vengono pubblicate le ed'emeridi nelle collezioni scien- liliche calcolate con estrema cura, aNcndo riguardo alle perturbazioni ])rodoUe uei loro movimenti dalle azioni de- gli allri pianeti, senza delle (|uali non sarebbe sperabile di poterne continuare le osservazioni, ed inutile tornerebbe la loi'o scoperta. giacche di bel nuovo andrebbero a con- lbnde>'si con le immense miriadi di stelle telescopiche, dalle quali venncro con perseverante diligenza scevcrati dai loro benemeriti scuopritori. Ne con minor ardore e stata collivata la leoria delle coniete. il numero delle quali va giornalmente crescendo per le assidue perlustrazioni del Cielo intraprese da tallc If paili. novnaudosone al presente 105. delle quali sono — 52 — stall delerininali gli cloinenti delle orl)ito da esse poicorsc. Fra (jueste lichiedoiin una parllcolare alleiizione lo comele periodiche, per la risoh'.zione di molle importanli (jucstioni sul sislema del mondo, qiiali appunlo sono la resislcnza dcir elere ; la delcrminazionc delle masse planctarie die- tro le vai'iazioni osservate nci loro movinienli ; la fisica !oro coniposizionc per le ^ariazioni osservate nelle loro code c nella loro grandezza in diverse apparizioni. o del- la loro separazione in parli, ienomeno presenlalosi dalla coinela di Biela nel siso rilorno al perielio del \SAi> ; in- lorno alle quali cpiestioni niolla luce possiamo allendere dairassidua loro osservazione, c dallo s^iluppo della intral- ciala loro leorica, involla in calcoli lunghi e penosi in gra- zia delle grandi eccenlricila delle loro orbite e delle loro inclinazioni. Vi ho adoinbrato, o Signori, il vaslo canipo in cui vaniio al presenle eserci!andosi gli sliidii nostri, poiche il suo s\iluppo non e argonienlo di brev* ora ; qneslo e di niollo aniplialo dalle fisiclie ricerche intorno ai jiarlicolari sistemi di cadaiin pianela e delie comele, alle quali in\ilano i potenli mezzi oltici degli llerschel, Siruve, Bond, Lassel ed allri osservalori. Alle loro ricerche devesi la recenle sco- perla di un nuo\o salellile inlorno a Salurno ; di nn anello oscuro inleriore agli allri luminosi, circondanle queslo stesso pianela ; di un salellile e di un anello inlorno al no- vissimo Nelluno, dai quali ollerrassi una piu csalla cono- scenza della sua massa ; dobbiamo uiia descrizione seleno- grafica mollo accurala, delineata in qualtro grandi fogli, alle assidue osservazioni dei signori Miidler e Beer, ed inli- nile allre produzioni polrei rammenlare, che ogni giorno si vanno piodiicendo dalla indescri\il»ile allivila della no- slra cla. Ac sliaiuciii a qucslo luiivcisale ino\iiiiciilo c la iio- slivi nazioiR" : vcilcmmo, coino il signor Gas[)aiis sostenga Toiioro ilaliaiio iicllassidua osseiva/ioiic del C'whi colla sco- pcrta doi nuovi liiaiicli, doi (luali ncl giro di poclii aimi no addito noil mono di olto; ncll'antica Roma ( sc il P. Vico, nonie cai'o allaslrononiia per nuniciosc os.scr\azioni c sco- |)orlc di conicle, nci loctMili dclirii dolla nostia rla lii co- slicllo ad abhandonare il cenlro dellc sue glorie c ii(o\ ra- re nolla ospitale Brifaniiia, die onorevolmeiite lo accolsc, e con mesla e pui)l)lica poni})a nc compose alia qiiiete le niortali spoglie accompagnale da ceiehri scienziali di quelia nazionc) uii alii'o non nieno dislinto scionziato, ilP. Secchi, prosegue Ic sue nol)ili Iracce, ed arriccliisse giornaJmente Ic scienze fisichc ed aslronomichc con interessanli ricei'clic ed assidue e diligcnli osservazioni; i nomi di Garlini^ c Plana sono di\cnuli europei a giuslo tilolo per le moUe loro ricerche astronomiche , e per i lavori di hinga lena sulla leoria della Iiina, del sole, dai quali risullarono le la\ole solari e liinari, ora in uso prcsso gli aslronomi. Gli osservatorii di Roma, Napoli, Palermo^ Torino, Milano, Padova^ forniti di maccliine eccellenli dalla munilicenza de- gli odierni Go\crni, procurate dalle oflicine meccaniche di iAIonaco, Vienna cd Amburgo, gareggiano cogli slabilimenli delle aitre nazioni iiel promuovcre lo studio deirastrononiia per la parte deH'osservazionc c del calcolo. Non trascurero quesia occasione per me lortunata di rendere palese il sen- timento della mia gralitudine c riconosccnza alia Sovruna Munificcnza dell" Auguslissimo Noslro Imperalore ed alia I manita del solei-le suo lAIinistero, per essersi degnati di accogliere con bonla le ossequiose mie islanzc in divcrsi tempi prodolle ai loro savii riflcssi, aflinclie 1" osservatorio di Padova dalla Sovrana Glemenza adidalo alio mia e Piazzi, nventlo oUi'iuilo tial (Joverno IVapok'taiio il ])ern)esso di far costniire in Ingliillerra dul cele- bre Piamsdeii un corredo delle piii esalle macchine aslrononii- che, die si conoscessero in quel tempo, si trasporlo egli stesso a Londra per soUecitarne e dirigerne la coslruzione, e di la ri- toriiando in Palermo nel 1789 porto seeo un magnilico stromeii- to, primo a quei giorni di tal genere, composlo di un circolo verticale di 3 piedi di raggio, e di un pari circolo orizzontale, il quale per 1' esattezza delle divisioni e la ingegnosa distribuzio- ne delle sue parti superava tutli quelli lino allora costruiti, uno stromento dei passaggi, macchine amhedue coslruile dal Rams- den, ed oltre a cio buo:ii orologii, barometri e terniomelri co- struiti dai pill rinomati artefici di quella ota. Fornito di queste preziosc macchine descritte accuratamente nei suoi libri della Specola Palermitana pubblicati in Palermo nel 1792, si propose la formazione di un uuovo catalogo di slelle, il quale ne asse- gnasse la posizione media pel 1800 dedotta dalle proprie osscr- vazioni, ripetute per ciascheduna stella piii e piii volte ad og- getto di evitare gli errori, che tanlo facilmenle s'insinuano in queste laboriose operazioni. Frutlo delle osservazioni di oltre 10 anni fu il suo primo catalogo pubblicato nel 1803 in Paler- mo ; opera sommamente pregevole per la esattezza delle osser- vazioni, che gli servirono di base, aon meno che {ler la diligenza impiegata nelle loro ridnzioui, e per i molli ed accurati con- fronti instituiti coi cataloghi anteriori di Flamstedio, Bradley e Wollaston. Servirono di base alle osservazioni del Piazzi le 30 stelle fondamentali del Maskeline, delle quali questo insigne a.slrniioino ave\a detei'ininjilo la ]io^izigl)i. dci (piali trop- — o t ])() liinjo sarobbc dare iin qualche raggiiaglio. e dovroino con- tentai'ci di enunieranie i principali a connme notizia : 1. Calalogo di 3881 stelle ridotto al 1830, coi costanli pel calcolo deir ahcrrazione e mitazionc, redatto sotto la direzione della Sociola astroiioiiiica di Londra da F. Bayly (nclvoLIl dclle Mcniorie di dctta Socicta ). 2. All volume XlII dcdla Sociela asti'oiioniica di Londra soiio riprodotli dielro il conlVonto coi migliori codici e le edi- zioni pill stiinale il Calalogo di Tolonieo di 4028 stelle; di Uliig- Beigh di 1019; di Ticoiie col supplemento di Halley di 1346; di Kvelio di 1364. 3. Calalogo di 47390 stelle per 1' anno 1790 dedollo dalla sloria celeste di La-Iiaiule a cura del sig. Bayh, pubblicato a s])ese deir Associazioue Britannica ( Londra 1847 ). 4. II niiovo Catalogo dell' Associazione Britannica, conte- nentc la posizionc media di 8377 stelle coi logaritmi costanli pel calcolo delle posizioni apparenli. Compilalo a cura del sig. Bay- ly sui calaloghi anterior! piii riputali (Londra 1843). 5. 11 Calalogo del sig. Weisse aslronomo di Cracovia, conte- nenle la posizione media di 32097 stelle fra — 43° e + 13° per r anno 1825, desunto dalle Zone del sig. Bessel, con una inte- ressante introduzione del sig. cons. Struve. 6. Catalogo di 11798 stelle per 1' anno 1830 calcolalo dal sig. Riimker di Amburgo dietro proprie osservr.zioni con i eo- slanli pel calcolo delle loro posizioni apparenli (opera origi- nale sommamente pregevole). 7. DLX slellarum fixanim posiliones mediae ineunte anno 1830 [Hehintjforsiae 1833); calalogo del sig. Argclander som- mamente pregevole, fondalo sopra le diligenti osservazioni del- r aiitore insliluile in Abo nella Finlandia, con i costanli pel calcolo delle loro posizioni apparenli, accompagnalo dalle inte- ressanti sue ricerclie inlorno ai loro moli proprii. 8. Catalogo di 9766 stelle dell' emisfero australe pel prin- cipio deir anno 1730 dedolto dalle osservazioni dell'ab. La-Cail- le ridotle a spese deirAssociazione Britannica con una prefazio- nr di .1. Herscbel (Londra. 1847). — 58 — \). Citliiloj^'o (li 7385 slelli', si»cri;ilii\fiilc dfll cinisrcro ou- >l!o della terra nella sua orbita. La velocila della molecola luminosa, sebbene grandissima, non e pero infmita rapporto a quella con la quale 'I noslro uecliio e condolto con la terra annualmente in giro in- torno al sole, ed e tale che impiega W 17", 78 a pervenire dal sole alia terra, nel qual tempo questa descrive un arco della sua orbila sotteiidenle nel centro del sole un angolo di 20", 5 circa. Se al momenlo, in cui la molecola luminosa proveniente in linea rt Ua da una Stella sta per entrare nel noslro occhio, si decompone la sua celerita in due, la prima uguale a quella del- 1' occhio stesso e nella stessa direzione, 1' alti'a poi sia tale qua- — \o — le SI richiede a prodiirro la (l;Ua colorila della Inco: si vrdra fncilinente die la ]iriina oomponeiUo iion produce lulla retina alcuna impressioiie, perche per essa la molecola luminosa sfiisr- ce dinanzi allocchio senza penclrarvi giaminai. A noi diinque la Stella apparira nella direzione della 2. da componente, clie sola riniane a scuotere la retina: si vedra poi facilnieiile essere qiie- sta componente attiva dirctta nel piano guidato per la langente air orbita della terra, e per la primiliva direzione del raggio luminoso, facendo con questa un angolo di 20", 5 verso qnella jiarte, a cui tende la terra col suo moviniento. Movendosi poi la terra inlorno al sole presso a poco in un' orbita circolare, il nienzionato piano tangente descrivera una sujjerlicie cilindriea. die incontra la volta celeste in una |)iecola ellisse rappresen- tante la serie dei punti, pei quali passa ap])arent<'nieiite la Stella nel corso dell" anno, nicntre se la celerila delta luce fosse inlini- la, sarebbe da noiriferita costanteniente al ceiitro della predelta ellisse. Risulta di qui, die la posizione apparente della stella dif- ferira dalla media tauto in AR, quauto in dediiiazione, ora in piu, ora in meno per piccole oscillazioni. che si ripristinano tutti gli anni per gli stessi gradi. Onesla piccola oscillazione ha otte- iiuto il nome (// aherrazione della luce. II semi-asse niaggiore di questa ellisse e un numero costante dipendente dal rapporto fra la celerita della luce e la celerita della terra, da determinarsi niediante le osservazioni. II Bradley nel 1728 ginnse a determi- iiarlo con un grado di esattezza superiore a quanto potevasi sperare dalio stato della nieccanica pratica di allora, die non era giunta al grado di precisione, die lanto si ammira ai nostri giorni. Ei prese ad osservare con assidnita le variazioni delle declinczioni, pel corso di piii anni. di y del Dragone, e di allre stelle, le quali passavano in gran vicinanza del proprio zenit. Con cio egli evilo nei risultati la incertezza delle ril'razioni, e la pericolosa influenza della flessione degli stromenti grandi e pe- sanli. de" quali e d uopo far uso in queste delicate ricerclie. Ot- tenne cosi pel valore del semi-asse della ellisse di aberrazione il costante 20"55 ; risultato, che puo riguardarsi come coincidenle a quello olteiuito posteriormente da moiti aslnmonii per \arie _ 44 — vir, con ii|Mtiili ooiiri'onti instituili sopra diversf slcllc. Tim qiipsti mcritano di essere rnmniontate parlicolanncnto Ic ricer- chc flfl sis. Siruvo all' osseivatorio di Poulkova. Egli ha deter- niiiiato la coslante dell' aborrazioiic : 1.° col mezzo dille dislan- zc zenitali ossorvatc ad iiii circolo meridiano perfellissinio, in cni la ficssione vieiie eliniinata col trasportare 1' objetlivo al po- slo dell" ociilare. e viceversa, osservando le distanze in ambe- (hip le ])Osizioni cosi inverlile ; 2.° con iino slroniento dei pas- sagsi direlto in nn piano perpendicolare al meridiano ; -'5.° me- diante V ossenazione dell' All delia polare, e di alcinie allre stelle. Da quesle sue ricerche disensse con o^in diligenza, facen- do concorrere nella determinazione della (piantita ricercata tutte le osservazioni mediante equazioni di condizione, che ei risol- veva col metodo dei minimi <[uadrali, ha ottemito pel valore del- la costante dell" aberrazione il numero 20",44ol con 1' errore probabile nr 0",nill. Dalle stesse discussion! risulta pure, che Id cclerita della luce proveiiieiite dalle 7 stelle iinpieijale in (ptesta ricerca ( cioe v dell'Orsa maggiore, i del Dragone, S" di Cassiopea, o del Dragone, ft del Dragone, P. XIX, 371, j3 di (lassiopea) sia hi slessu per tutte. II 2.° movimento ]teriodico scoperto pure da Bradley dopo che ebbe determinato il moto oscillatorio aunuale dell" aherra- zioiie della luce, e una luiova piccola oseiilazione osserv;ita nella posizione delle stelle intorno alia loro posizione media estenden- lesi nelle declinazioni a circa 18", che si ripristina per gli stessi gradi ad ogni rivoluzione del nodo dell' orbita Innare. Riconob- be cioe il Bradley dietro un' assidua osservazione dell<' stelle che passavano al meridiano in vicinanza del suo zenit, die men- tre il nodo dell" orbita lunare ravvolgesi con moto retrograde iiiiorno all' ecclitliea, il polo dell' equatore descrive intorno ad una media sua posizione un piccolo circoletto di circa 9" di rag- gio per modo, che sia in esse sempre piii avanzalo del nodo di 00°. Ouesto movimento del polo trae la sua origine da una lenla oseiilazione dell asse di rotazione della terra dipendenle dalle attrazioni della luna e del sole sullo sferoide terrestre, e da tssa derivano alcune piccole oscillazioni conosciute sotto il nome — 45 — (li Huldziouc hiui-sohtre sullo AR e decliiiazioni delle stollt", lion clip una oscillaziono piiiv periodica sulla posizione dell' c- qninozio. c suli' ohiiquila dell' ecclillica. La leorica di quesli nioviniiMiti svilnpjiata nella nieccaiiica celeste moslra die il polo dell" eipialore niuovesi piiillosto in una piccola ellisse il cui asse niaggiore rivollo verso il polo deU'ecclittica sia =r 18",5, e I'as- se ininore a questo norniale sia ziz 13",74, i qiiali nunieri ven- nero dalle osser>azioni successivaniente veriiicati e correlti. liC forniule per le variazioiu delle AR, declinazioni, delTobliqui- la deireeclittiea, e del puiito e(piinoziale sono con ogni cura svi- Uippate nelie due opere di Bessel piii volte citate, c nelle ricer- clie intonio a questo delicato argomento intraprese dai signori Lindenati. Liiiidliaf e Peters. I'ultinio dei quali in una memoria iiegli atti di Pietroburgo assegna per il senii-asse di luitazioue il numero 9",2231 con I' errore probaldle m 0",0154. La terza classe dei niovinienti periodici delle stelle e un'«/i- nua puralasse dipendente dal nioto della terra iiella sua orbila. Se c' inimaginiamo una stella nello spazio, e dai luoghi occupati dalla terra nel piano deU'ecclittica nel corso di un anno condot- te delle linee rette al centro di essa, e prolungate fino alia sfera celeste, e palese cbe il coniplesso di queste linee coslituisce una superficie coiiica, la quale inconlra la stessa sfera in una piccola f'liisse. che stabilira la serie dei punti, ai quali senibra corrispon- {\cv(' la Stella successivameiile nell' anno, meutre se fosse ve- duta dill centro del sole sarebbe sempre riferita al centro di que- sta ellisse. Quesla stella pertanto veduta dalla terra dovrebbe corrispondere giorno per gioriio ad AR e declinazioni sempre diverse, oscillando intorno alia sua media posizione per piccole devi^zioni ora positive, ora negative, che si ripristinerebbero sempre per gli stessi gradi ad ogni rivoluzione della terra. II semi-asse maggiorc di questa ellisse e cio che chiamasi pairdasse anmia di questa stella, ed e tanto piii piccola quanto pill trovasl lonlana dalla terra. Si convinsero gli astronomi da Bradley lino ai nostri giorni, die osservate diligenteiiiente le posizioni di inolte stelle per uno, o piii anni conseculivi, dopo di avere applicato nlle declinazioni osservate le correzioni dipcn- — 40 — iloiili (li\lla processionc, aherraziono, o milazione si cadeva in risultati costanli, od almeno si poco diversi, die le difTerenzp polevano rifondersi nei piccoli errori evcnliiali delle osservazio- iii. IjO stesso Bradley asseriva, cl)e se le stelle da esso osservale fossero state sottoposte ad un inoviinento paralallico di I", si sare1)be nianifeslato nelle sue osservazioni, oiule dovevasi coii- oludere, die le loro distanze dal sistenia solare dovevano siipe- rare 206,265 volte la distanza del sole dalla terra ; il quale iiu- inero corrispondeiite alia paralasse di 1" viene appellalo di- xlanzd siderale, ed impiegato dapli serillori ad unila di inisura nelle enoriui distanze sideiali. Dope Bradley, llerschel, Piazzi, CaUindrelli ed allri tentarono con diversi niczzi di osservare la paralasse di diverse stelle ; nia tale e la sua ])iccolezza, die rioii riuseirono ad assegnarla per la iinperfezione dei niezzi adope- rati con qualche grado di sicurezza. In questi ultimi tempi pe- ro, perfezionalisi gli stromenli ed i metodi di osservazione. si pervenne a risultati piu soddisfacenli. II sig. Bessel in parlicolare si applico alia ricerca della pa- ralasse di una steila doj)pia singolarissinia ( 61 del Cigno ), la quale per essere solioposta ad un fortissimo moto proprio an- nuale di 5", 123 induceva a credere, che non- fosse Iroppo distan- le dal nostro sistcma solare. Segui in questa ricerca un melodo proposto gia da W. Herscliel,osservando mediante il suo grande Eliometro, o micrometro objettivo, capo d' opera di Fraunlio- fer, le variazioni annuali della distanza di questo sistema da due minutissime stelle, invaiialiili nil fu'mamento, che trovandosi ad esso mollo vicinc, venivano riputate in una distanza immen- samente piu grande, ed immuni da paralasse. Frutto di queste liuiglie e pazienti ricerche {Astron. Nachr. N. 365-366-402) fu die la paralasse annua di 61 del Cigno e m0",3483 con lerrore probabile r=0"-014l. II sig. Henderson, avendo riconosciuto per le proprie osser- vazioni fatte al Capo di Buona Speranza, che la bella steila au- strale a del Ccnloiiro di prima grandezza composta di due vi- cine stelle egualmente splendenti di 2. a grandezza era essa piu'e sottoposta ad un nioto annuo proprio di circa 4", argoniento die — 4/ -_ potessc essere soltoposla ail una SLMisibile parahissc : iiei volu- mi XI-XII dt'lla Socicta Astronomita di Loiulia, si trovano in- serite le sue ricerche per determinarne il valore in due sue Mc- morie, nelle quali ha diseusso con molta diligenza le proprie os- servazioni, e quelle del siji. Maclear fatte eon eccellenti eireoli meridian!. Ivjli diseusse sej)aralaniente le osservazioni di ai, ed o2 del Cenlauro e trovo prossinianiente in enlranihe la inedesi- nia paralasse. II risultato linale delle sue rieerehe e il seguente : (Vol. Xir,pag-.;370) Paralasse dia del Cenlauro= 0",9i20 errore probabile .... ,0640 costante dell' aberrazione . 20 ,52 errore probabile .... 0",0G52. 11 sig. Henderson -ha pure ricercato la paralasse di Sirio, per la quale ei Irova il nuinero 0"220 ; ed il sig. Struve per la Lira ba assegnato 0",26l. Terminero (jueste brevi nolizie intorno alia paralasse anriua delle stelle eon riferire i risultali del signor Peters ollenuti eoi potenli mezzi istrumentali dell' osservatorio di Poulkova. Le sue rieerehe devono essere inserite nelle 3Iemorie dell' L R. Ac- cademia di Pielroburgo, che io conoseo soltanto dietro una este- sa relazione datane dal sig. cons. Struve neir aurea sua operet- ta : Eludes (I'dstronomie stellaire { S. Petersbourg 1S47). nelia »[uale il dolto autore con sonnna nilidezza espone 1 principal! risullati delle osservazioni intorno a ([uesto vasto ramo dell' a- strononiia congiunti ai pensanienli suo! proprii e degli altri filosofi^suUa distribuzione delle stelle, sulla loro distanza, sul loro nuniero, sulla via laltea, e sulle nebidose. La paralasse del- le stelle nell' osservatorio di Poulkova e stata indagata per di- verse vie e sopra diverse stelle ; niolto soddisl'acente e I" accor- do dei risullati ollenul! eon \arii nielodi, e dai piii riputati os- servatori. II sig. Peters per sua parte e giunto ai risultanionti seguenti per le stelle da esso osservate e diseusse. _ 48 — PiiraUisse di 61 del Cigiio . zn: 0",349; err. prob. zr. ',om. a della Lira = ,103 =0 ,053 della polaro = .007 = ,012 di Grooinbridgc i830 r= ,226 = ,141 Cupella rz ,046 = ,200 i Orsa niaggiore . . . =: ,133 . = ,106 Arturo = . 127 = ,073 a C:i?no r=-0 ,082 = ,043. Da queste sue niolteplici ricerclie il siisa in classi siibalterne col noine di doppie conspiciie ((fiiplices liici(hie) le quali non eccedendo la 8.a grandezza sono facihnente visibili con cannoccliiali di moderato ingrandimento, raccogliendo le altre piu diflUili a vedersi in una classe residua- le, da esso detta Duplices reUqiiae. Facilmente si coniprende, che questo genere di osservazio- ni richiede cannocchiali di forte ingrandiniento, muniti di esalti micrometri; si coniprende eziandio la grande difficoltii di asse- gnare la misura esatta di cosi tenui dlstanze aiigolari, e la diin- colta anche maggiore di poterne assegnare I'angolo di posizione, ossia I'angolo che la linea congiungente le due stelle forma col circolo di declinazione della Stella centrale, dai quali dali dipen- de il calcolo degli elenienti delle loro orbite. II signor Savary e stato il prinio, che neWn Co nitaissa nee des Temps per I'aniio 1830 ha esposto con niolta iiitidezza i precetti pel calcolo degli elementi dell'orbita di nn sistema binario, am- niettendo per principio, che sia dominato dalle stesse leggi di attrazione, che si osservano nel nostro sistema planetario. La sua soi'izione e condolta con molta eleganza e niolto ingegno; approfittando delle proprieta della ellisse in rapporto ai suoi dia- nietri conjugati, moslra come dalla osservazione di 4 distanze scambievoli delle due stelle cogli angoli che esse comprendono e coi tempi intercetti si possano calcolare le dimensioni della projezione della vera orbita di una di esse intorno alT altra slabilita come centro nel piano perpendicolare al raggio dalla terra condOtto alia stella centrale, o come dalla eonoscenza degli — i)'t — i^lt'iuriili ili tiiiesla iirujczioiic si |io.ssaiio dodiirri- s^li elriueiili 'lella vera orb'Ua nolio spazio, ilhislrando molto oppoitiinaincnte il siio nielodo col oalcolo dcH'ofbita di Z, deU'Orsa mapiiiore. In seguito il signor Eiicke iiclle odVmeiidi di Beiiino per V anno 1832 intraprosc di nuovo a risolvcre lo stesso problenia; la sua sohizione analitica e molto pin seniplice, procedendo dai princi- pii adoperati per il calcolo dclic orbite planetai'ie secondo i lu- minosi metodi introdoUi dal Ganss ; essa e iihislrata con lappli- cazione al calcolo dellorbita di 70 y>. Ofinco ; e deve riguardar- si come un'ollima guida per cbiun((ne voglia ora occuparsi di quesle delicate e difiicili ricercbe. Oiieste soluzioiii nulla lascerebbero a desidorare, se le os- servazioni dellc dislanze e degli angoli di posizione nei sistemi binarii fossero esattissime. Ma per la somma loro difficolta e te- nnita, i piccoH errori esercitano nei risnltati le piii pericolose in- flucnze, alle quali devonsi altribuire le grand! dillerenze, cbe si riscoiilrano cambiaiido le osservozioni nella ricerca delle loro orbite. II signor .1. Herscbel, a cui cpiesto ramo dell'astronomia stellare va debitore di tanti segnalati lavori, ba proposto una sohizione graflea illnstrata anco con molti esempii (Memorie del- la Soc. Astron. vol. V, p. 1), nella quale egli si appoggia in ispe- cialila alle osservazioni degli angoli di posizione, dei quali de- termina I' andamento generale, costruendo una cnrva, le cui ascisse rappresentano i tempi delle osservazioni in aiuii e mil- lesimi di anno, e le ordinate gli angoli corrispondenti osser- vali. Con cio ottiene il vantaggio di vedere a colpo d'